Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Pensioni » Previdenza e Invalidità / Pensione di reversibilità giudice competente

Pensione di reversibilità giudice competente

Pensione di reversibilità e giudice competente: chi decide delle controversie in tema di reversibilità? Ne parliamo in questo approfondimento.

di Carmine Roca

Gennaio 2024

Oggi vi parleremo di pensione di reversibilità e giudice competente: ecco cosa c’è da sapere (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di reversibilità e giudice competente: chi decide delle controversie?

Chi è a decidere quando ci sono controversie sulla pensione di reversibilità?

Le controversie sulla ripartizione della pensione di reversibilità tra coniuge superstite ed ex coniuge sono sempre di competenza del giudice/tribunale ordinario.

Negli altri casi, la Cassazione Civile Sezioni Unite con la sentenza numero 5429 del 13 maggio 1993 e la Cassazione Civile Sezione I con la sentenza numero 2593 del 20 marzo 1999 hanno chiarito che la giurisdizione della Corte dei Conti in materia di pensioni rientra tra le altre materie disciplinate dalla legge, cui rinvia l’articolo 103, comma 2, della Costituzione.

Entrambe le sentenze riconoscono la competenza della Corte dei Conti, ad esclusione dei casi, già citati, in cui vi sia controversia sulla ripartizione della pensione di reversibilità tra il coniuge superstite e il coniuge divorziato. In questo caso, come detto, la competenza è sempre del giudice ordinario.

A questa conclusione sono giunte sia la Corte dei Conti (Corte conti, Sezione Lazio, con la sentenza numero 609 del 14 giugno 2012) che la Corte di Cassazione (Cassazione Sezioni Unite con la sentenza numero 25456 del 13 novembre 2013), osservando che, l’articolo 9, comma 2, della legge numero 898 del 1970 sottrae alla giurisdizione ordinaria una sola controversia.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Pensione di reversibilità e giudice competente: l’eccezione

Quella afferente all’erogazione della prestazione di reversibilità, se in caso di morte dell’ex coniuge mancasse un coniuge superstite con i requisiti per la pensione di reversibilità. In questo caso, la responsabilità è della Corte dei Conti.

Invece, in caso di nuovo matrimonio contratto dal pensionato dopo la sentenza di cessazione degli effetti civili del primo matrimonio, in caso di contenziosi sulla pensione di reversibilità, l’articolo 9, comma 3, della legge 898 del 1970 attribuisce la giurisdizione al giudice ordinario e non alla sezione lavoro.

A chi spetta la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità è una prestazione INPS erogata ai superstiti del pensionato deceduto. In prima battuta spetta al coniuge, anche se separato o divorziato; quindi, in assenza o mancanza del coniuge, spetta ai figli, ai nipoti, ai genitori, ai fratelli/alle sorelle a carico del pensionato deceduto.

Le percentuali di reversibilità sono così stabilite:

Pensione di reversibilità al coniuge separato o divorziato: cosa sapere?

Come detto, il coniuge ha diritto alla pensione di reversibilità anche se non più unito in matrimonio con il coniuge deceduto, titolare di pensione diretta.

La legge nega/revoca la possibilità di percepire la pensione di reversibilità soltanto al coniuge superstite che contrae un nuovo matrimonio.

In questo caso, il diritto cessa, ma il coniuge superstite riceverà comunque un assegno di reversibilità una tantum, pari a 26 mensilità (2 anni), in un’unica soluzione, alla data del nuovo matrimonio.

Pensione di reversibilità al coniuge superstite e al coniuge divorziato: come si calcola?

I “problemi” possono presentarsi quando il pensionato deceduto, dopo aver divorziato o essersi separato dall’ex moglie, contrae nuove nozze.

La reversibilità, in questo caso, spetta tanto al coniuge superstite (2° matrimonio) quanto al coniuge separato o divorziato (1° matrimonio), sempre che questi non si sia risposato/a.

Come funziona il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato? Bisogna tenere conto sia della durata del matrimonio, sia del periodo in cui la pensione è stata versata.

Anche il periodo di separazione legale rientra nell’arco temporale del matrimonio, che si ritiene concluso solo dopo la sentenza di divorzio.

Dunque, la pensione di reversibilità viene ripartita in quote e spetta sia al coniuge che all’ex coniuge. Con l’ordinanza numero 8263 del 2020, la Cassazione ha definito i criteri di ripartizione delle quote, richiamando i principi della Corte Costituzionale (sentenza numero 149 del 1999), modificando la ripartizione a favore dell’ex coniuge rispetto al coniuge superstite.

Si tiene conto della:

Chiariamo che, “non tutti tali elementi devono necessariamente concorrere né essere valutati in egual misura, rientrando nell’ambito del prudente apprezzamento del giudice di merito la determinazione della loro rilevanza in concreto.

Se il coniuge superstite dovesse convolare a nuove nozze, il coniuge divorziato avrà diritto all’intera pensione di reversibilità, da suddividere con gli altri eventuali beneficiari (figli, nipoti, genitori, fratelli o sorelle), come stabilito dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con sentenza numero 159 del 1988.

Invece, se il pensionato deceduto abbia soltanto convissuto con un’altra persona, questa non avrà diritto alla pensione di reversibilità, che spetta interamente al coniuge divorziato.

Pensione di reversibilità e giudice competente
Pensione di reversibilità e giudice competente: in foto la scrivania di un giudice, con martelletto e bilancino.

Faq sulla pensione di reversibilità

Come si richiede la pensione di reversibilità?

Per ottenere la pensione di reversibilità, bisogna inviare una richiesta all’INPS dopo la morte del defunto. Questo può essere fatto online, tramite il Contact Center INPS, o rivolgendosi a un CAF o un patronato del territorio. La domanda deve essere inviata entro dieci anni dalla morte del titolare del trattamento.

Come funziona la reversibilità da genitore a figlio?

La pensione di reversibilità, in caso di genitore pensionato deceduto, spetta ai:

Come va presentata la domanda per la pensione di reversibilità ai figli minorenni?

La domanda per la pensione di reversibilità ai figli minorenni va presentata sul sito dell’INPS, accedendo con una delle credenziali personali all’apposita sezione, entro 10 anni dal decesso del pensionato: oltre questo termine, non si ha diritto alla reversibilità.

In alternativa, il richiedente può chiamare il contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure al numero 06 164 164 (da rete mobile, a pagamento). Infine, può chiedere assistenza a un patronato o a intermediari dell’INPS. I tempi per la presa in carico della domanda non superano i 30 giorni (legge numero 241 del 1990).

Come si ottiene il doppio assegno di reversibilità?

La doppia annualità di reversibilità si ottiene presentando all’INPS un’apposita domanda con l’indicazione dei propri dati anagrafici, il numero di certificato della pensione e la data in cui è stato contratto il nuovo matrimonio, allegando alla domanda anche il certificato di matrimonio.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp