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Pensione di reversibilità e nuova convivenza

Pensione di reversibilità e nuova convivenza: si perde il diritto alla reversibilità, se il coniuge superstite avvia una convivenza? Ecco cosa dice la legge.

di Carmine Roca

Gennaio 2024

Oggi vi parleremo di pensione di reversibilità e nuova convivenza (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Convivenza di fatto: cosa sapere?

Quando parliamo di conviventi di fatto, ci riferiamo a due persone di maggiore età, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione e neppure da matrimonio o da unione civile, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e reciproca assistenza morale e materiale, aventi dimora abituale nello stesso comune.

A definire il concetto di convivenza di fatto è l’articolo 1, comma 36 della legge numero 76 del 20 maggio 2016, senza distinzioni di cittadinanza e di generi (vale per le coppie eterosessuali, quanto per quelle omosessuali).

In molteplici casi, i diritti dei conviventi di fatto sono assimilabili ai diritti del coniuge.

I conviventi di fatto hanno gli stessi diritti del coniuge nei casi previsti dall’ordinamento penitenziario (comma 38) e lo stesso diritto reciproco di visita, di assistenza e di accesso alle informazioni personali (comma 39).

Ad esempio, in caso di morte del proprietario della casa di residenza, il convivente di fatto superstite ha diritto a viverci per altri due anni, o per un periodo pari alla convivenza, ma non oltre i 5 anni. Se sono presenti figli minori o disabili del convivente superstite, il diritto a abitarvi non può essere inferiore ai 3 anni.

L’iscrizione delle convivenze di fatto va effettuata secondo le procedure previste dall’ordinamento anagrafico, come stabilito dall’articolo 4 (famiglia anagrafica) e dall’articolo 13, comma 1, lettera b) (costituzione di una nuova famiglia anagrafica) del decreto del Presidente della Repubblica numero 223 del 30 maggio 1989.

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Pensione di reversibilità e nuova convivenza

Entriamo ora nel vivo dell’argomento pensione di reversibilità e nuova convivenza: se il coniuge superstite inizia una nuova convivenza, perde il diritto alla pensione di reversibilità?

No, la legge prevede che solo in caso di nuovo matrimonio contratto dal coniuge superstite si perda il diritto a ricevere la pensione di reversibilità. Nel caso in cui il coniuge superstite avviasse soltanto una nuova convivenza, senza contrarre un nuovo matrimonio, il diritto alla reversibilità non verrebbe negato.

Quindi, anche vivendo nella stessa abitazione con un altro compagno o un’altra compagna, il coniuge superstite non perderebbe la pensione di reversibilità del coniuge deceduto, poiché la convivenza di fatto, anche se stabile, non può essere paragonata o assimilata al vincolo matrimoniale, come disposto dalla sentenza numero 461 della Corte Costituzionale, del 3 novembre 2000.

Invece, in caso di morte del convivente di fatto, il superstite ha diritto a ricevere la pensione di reversibilità?

No, anche in questo caso vale la regola della non assimilabilità della convivenza di fatto al matrimonio. Dunque, il convivente di fatto superstite, alla morte del compagno o della compagna, non avrà diritto alla pensione di reversibilità, in quanto non risulta in possesso di un istituto giuridico equiparato al vincolo matrimoniale.

Dunque, se ad esempio, il pensionato deceduto avesse avviato una convivenza di fatto dopo aver divorziato dalla prima moglie, solo il coniuge divorziato superstite avrebbe diritto alla pensione di reversibilità, negata, invece, alla convivente.

A chi spetta la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità può essere erogata dall’INPS a:

C’è un’eccezione: i figli studenti possono godere della pensione di reversibilità anche se svolgono un’attività lavorativa con reddito annuo non superiore ad un importo pari al trattamento minimo annuo di pensione previsto dal Fondo Pensioni lavoratori dipendenti maggiorato del 30%.

Se non sono presenti coniuge e figli, la pensione di reversibilità può essere richiesta:

In che percentuale spetta la pensione di reversibilità?

L’importo della pensione di reversibilità è calcolato in percentuali, sulla base della pensione percepita dal defunto.

Spetta:

Pensione di reversibilità e nuova convivenza
Pensione di reversibilità e nuova convivenza: in foto una coppia di anziani in bicicletta.

Faq sulla pensione di reversibilità

Come avviene il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato?

Il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato avviene in base all’importo della prestazione percepita dal coniuge in vita. Si tiene conto della durata del matrimonio e del periodo in cui la pensione è stata versata. È importante considerare che il periodo di separazione legale rientra nell’arco temporale del matrimonio, che si considera concluso solo dopo la sentenza di divorzio.

Come si calcola la pensione di reversibilità al coniuge divorziato e al coniuge superstite?

In presenza del coniuge superstite, la pensione di reversibilità viene ripartita in quote e spetta sia al coniuge che all’ex coniuge. La Cassazione ha definito i criteri di ripartizione delle quote, prendendo in considerazione la durata dei rispettivi matrimoni, la durata delle convivenze prematrimoniali, le condizioni economiche dei due soggetti e l’entità dell’assegno divorzile.

Cosa succede quando il coniuge divorziato superstite si risposa?

Se il coniuge superstite contrae un nuovo matrimonio non ha più diritto alla pensione di reversibilità. Come previsto dal decreto legislativo luogotenenziale numero 39 del 1945, il coniuge che si risposa percepirà comunque un assegno pari a due annualità della pensione stessa, escluse le quote integrative a carico dello Stato, in un’unica soluzione.

In caso di cumulo con altri redditi, quando e di quanto si riduce la pensione di reversibilità?

Nel 2024, i nuovi limiti reddituali oltre i quali è prevista la riduzione dell’importo della pensione di reversibilità sono i seguenti:

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