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Pensione di reversibilità gestione pubblica

Pensione di reversibilità e gestione pubblica: come avvengono i controlli sul reddito da parte dell'INPS? Quali sono i nuovi criteri di incumulabilità? Ne parliamo in questo articolo.

di Carmine Roca

Gennaio 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensione di reversibilità e gestione pubblica: cosa significa? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di reversibilità: a chi spetta?

La pensione di reversibilità è la prestazione INPS che viene erogata in favore dei familiari superstiti del pensionato deceduto (il dante causa).

Hanno diritto alla pensione di reversibilità:

Il coniuge che contrae un nuovo matrimonio perde il diritto alla pensione ai superstiti, ma ha diritto a un assegno – la doppia annualità – per una volta, pari a due annualità (art. 3 del decreto legislativo lgt. 18 gennaio 1945, n. 39) della quota di pensione in pagamento, compresa la tredicesima mensilità, nella misura spettante alla data del nuovo matrimonio.

Inoltre, i figli studenti hanno diritto alla pensione ai superstiti anche se svolgono un’attività lavorativa dalla quale deriva un piccolo reddito (non superiore a un importo pari al trattamento minimo annuo maggiorato del 30%).

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Pensione di reversibilità e gestione pubblica: cosa significa?

Essendo una prestazione collegata al reddito, l’INPS, periodicamente, attraverso dei controlli, verifica se il beneficiario possegga un reddito di importo inferiore al limite che consente di percepire la quota in misura piena.

A essere verificato è il reddito del coniuge, il quale deve essere pari o inferiore a 3 volte il trattamento minimo INPS per essere interamente cumulabile con la pensione di reversibilità.

Superata questa soglia, la pensione di reversibilità è cumulabile:

Pensione di reversibilità e incumulabilità con i redditi: cosa succede?

Uno degli indebiti più frequenti a carico dei pensionati riguarda “l’incumulabilità con redditi prevista dall’articolo 1, comma 41 della legge 335 del 1995 per le pensioni di reversibilità.

L’indebito matura quando il reddito annuale del coniuge superstite supera la soglia che consente di percepire la prestazione con la quota del 60%.

In caso di incongruenza degli importi, l’INPS procederà a recuperare quanto indebitamente percepito dal coniuge.

Pensione di reversibilità e nuovi criteri di cumulabilità: quali sono?

L’INPS, con la circolare numero 108 del 22 dicembre 2023, ha stabilito i nuovi criteri definiti dalla Corte Costituzionale, in relazione all’erogazione delle pensioni ai superstiti, nei casi in cui siano applicabili i limiti di cumulabilità previsti dall’articolo 1, comma 41, della legge numero 335/1995.

Ricordiamo che la sentenza numero 162 della Corte Costituzionale, pubblicata il 30 giugno 2022, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del terzo e del quarto periodo del comma 41 dell’articolo 1, della legge numero 335 dell’8 agosto 1995, e della tabella F, dove è specificato che, in caso di cumulo tra la pensione di reversibilità e il reddito aggiuntivo del beneficiario, non è previsto un tetto alle decurtazioni della prestazione, causate dal reddito aggiuntivo.

Se l’importo delle trattenute supera l’ammontare dei redditi aggiuntivi annuali di riferimento, l’INPS procederà al riesame d’ufficio dei trattamenti pensionistici interessati, riconoscendo il trattamento derivante dal cumulo dei redditi con la pensione ai superstiti, nel limite della concorrenza dei relativi redditi e le differenze sui ratei arretrati, e gli interessi legali e/o la rivalutazione monetaria, nei limiti della prescrizione quinquennale.

Pensione di reversibilità e gestione pubblica: come avviene il recupero dell’INPS?

L’ultima verifica, in ordine di tempo, effettuata dall’INPS è avvenuta a maggio 2023. In quel caso i controlli sono stati operati sulla base dei redditi relativi alle dichiarazioni 730/CU/Redditi 2020 (dell’anno 2019) e del casellario centrale degli anni 2019 e 2020.

Nei casi in cui la pensione di reversibilità percepita sia stata superiore a quella spettante, l’INPS ha proceduto al recupero delle somme indebite a partire dalla rata di pensione di agosto 2023.

Come è avvenuto il recupero? Attraverso trattenute del quinto dell’importo complessivo della pensione, compresa l’indennità integrativa speciale, al netto dell’IRPEF, per un massimo di 60 rate.

Nel caso in cui la pensione di reversibilità sia insufficiente a coprire il debito e il beneficiario sia titolare di pensione diretta di gestione pubblica, l’INPS ha recuperato l’importo residuo dalla pensione diretta.

Il pensionato ha avuto e avrà, per i prossimi controlli, 30 giorni di tempo per contattare l’INPS e produrre la documentazione necessaria alla rettifica della situazione accertata.

Pensione di reversibilità e gestione pubblica
Pensione di reversibilità e gestione pubblica: in foto una lente di ingrandimento su alcune banconote.

Faq sulla pensione di reversibilità

Cosa è accaduto dopo la sentenza della Corte Costituzionale sull’incumulabilità dei redditi?

La sentenza della Consulta ha immediata applicazione: l’interessato al quale è stata applicata una decurtazione dell’importo della pensione di reversibilità, di misura superiore ai redditi posseduti, può chiedere all’INPS la rideterminazione della trattenuta, con effetti retroattivi fino a 5 anni.

Cosa accadrà nel 2024 dopo la sentenza della Corte Costituzionale?

Nel 2024l’INPS dovrà adeguarsi a quanto sentenziato dalla Corte Costituzionale. Nel corso dell’anno l’istituto di previdenza si occuperà delle operazioni di conguaglio e rimborserà chi ha percepito una pensione di reversibilità con un ammontare ingiustamente decurtato, negli ultimi 5 anni.

Come richiedere la pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità va richiesta all’INPS, inoltrando la domanda in via telematica sul sito dell’ente previdenziale.

Se a richiederla è il coniuge, l’INPS, sul suo sito, ha messo a disposizione un modello precompilato con le informazioni più importanti. Invece, se a richiederla sono tutti gli altri familiari superstiti, sarà necessario presentare domanda seguendo la normale procedura.

In alternativa, il richiedente o la richiedente può fare domanda tramite:

Quali documenti allegare alla domanda per la pensione di reversibilità?

Alla domanda per la pensione di reversibilità vanno allegati diversi importanti documenti, quali:

Inoltre, se la domanda viene presentata dal coniuge separato con addebito, occorre allegare alla domanda anche la copia della sentenza di separazione legale.

Se la richiesta viene inoltrata dal coniuge divorziato, occorre allegare la copia della sentenza di divorzio, nel caso in cui c’è il coniuge superstite (qualora il pensionato abbia contratto nuovo matrimonio).

Da quando decorre la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità spetta dal mese successivo al decesso del pensionato. A confermarlo è la Corte di Cassazione, sezione VI lavoro, con l’ordinanza numero 18400 del 5 aprile-8 giugno 2022.

In che percentuale spetta la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità spetta in quote percentuali della pensione del dante causa, a seconda del grado di familiarità

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