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Home / Diritto » Pensioni » Previdenza e Invalidità / Pensione di reversibilità: cosa cambia per i nipoti inabili

Pensione di reversibilità: cosa cambia per i nipoti inabili

Pensione di reversibilità e nipoti minori inabili: la prestazione spetta anche a loro? E cosa è cambiato per i nipoti maggiorenni inabili e a carico dei nonni? Ecco cosa sapere.

di Carmine Roca

Maggio 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensione di reversibilità e nipoti minori inabili: cosa cambia? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di reversibilità e nipoti minori inabili: cosa sapere?

I nipoti che risultano a carico dei nonni, anche se i genitori sono in vita, hanno diritto alla pensione di reversibilità.

Lo dichiarò una sentenza della Corte Costituzionale (la numero 180 del 1999), con la quale i nipoti minorenni, inabili al lavoro, ma anche i maggiorenni fino a 26 anni di età se ancora studenti o studenti universitari, sono equiparati ai figli.

Successivamente, l’INPS, attraverso la circolare numero 213 del 2000 ha spiegato che la “presenza di uno o entrambi i genitori non è ostativa al riconoscimento del diritto alla pensione ai superstiti, purché sia accertata l’impossibilità dei genitori di provvedere al mantenimento dei figli, non svolgendo alcun tipo di attività lavorativa e non beneficiando di alcuna fonte di reddito”.

Significa che, nel caso in cui i genitori non siano economicamente in grado di provvedere al sostentamento dei figli, questi possono risultare a carico dei nonni e, alla morte di questi ultimi, percepire la quota di pensione di reversibilità con la stessa percentuale che spetta ai figli superstiti, ovvero il 70% nel caso in cui sia assente il coniuge.

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Pensione di reversibilità ai nipoti maggiorenni: cosa è cambiato?

La svolta in tema di pensione di reversibilità ai nipoti c’è stata con la circolare dell’INPS numero 64 del 2024, con la quale l’ente previdenziale ha esteso il diritto alla pensione di reversibilità anche ai nipoti maggiorenni inabili.

Questi avranno gli stessi diritti già certificati per i nipoti minori inabili e per gli studenti.

In seguito alla sentenza della Corte Costituzionale numero 88 del 9 febbraio-5 aprile 2022, l’INPS ha dovuto adeguarsi, allargando la platea dei beneficiari della pensione di reversibilità, includendo i nipoti maggiorenni orfani riconosciuti inabili al lavoro e viventi a carico del titolare della pensione.

Pensione di reversibilità ai nipoti maggiorenni: la sentenza della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1957, n. 818, recante “Norme di attuazione e di coordinamento della legge 4 aprile 1952, n. 218, sul riordinamento delle pensioni dell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti”, nella parte in cui non include tra i destinatari diretti e immediati della pensione di reversibilità i nipoti maggiorenni orfani riconosciuti inabili al lavoro e viventi a carico degli ascendenti assicurati”.

La Corte Costituzionale, in particolare, ha osservato che “nel quadro normativo risultante dalla richiamata sentenza n. 180 del 1999, il rapporto di parentela tra l’ascendente e il nipote maggiorenne, orfano e inabile al lavoro, subisce un trattamento irragionevolmente deteriore rispetto a quello con il nipote minorenne, con conseguente fondatezza della questione sollevata in riferimento all’art. 3 Cost. […]

La relazione appare in tutto e per tutto assimilabile a quella che si instaura tra ascendente e nipote minore di età, per essere comuni ai due tipi di rapporto la condizione di minorata capacità del secondo e la vivenza a carico del primo al momento del decesso di questo.  

È illogico, e ingiustamente discriminatorio, che i soli nipoti orfani maggiorenni e inabili al lavoro viventi a carico del de cuius siano esclusi dal godimento del trattamento pensionistico dello stesso, pur versando in una condizione di bisogno e di fragilità particolarmente accentuata: tant’è che ad essi è riconosciuto il medesimo trattamento di reversibilità in caso di sopravvivenza ai genitori, proprio perché non in grado di procurarsi un reddito a cagione della predetta condizione”.

Pensione di reversibilità ai nipoti maggiorenni: cosa farà l’INPS?

Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 88 del 2022, le nuove domande e le domande di pensione eventualmente giacenti presentate dai nipoti orfani maggiorenni inabili al lavoro e viventi a carico dell’ascendente pensionato o assicurato deceduto devono essere definite secondo i predetti criteri.

Le domande già respinte ai sensi della norma dichiarata incostituzionale devono essere riesaminate, a richiesta degli interessati, sempre che il diritto non sia stato negato con sentenza passata in giudicato. Il trattamento pensionistico verrà riconosciuto con l’ordinaria decorrenza, nei limiti della prescrizione e della decadenza.

Ai nipoti superstiti va riconosciuta la quota spettante fin dalla decorrenza originaria, nei limiti della prescrizione e della decadenza.

Pensione di reversibilità e nipoti minori inabili
Pensione di reversibilità e nipoti minori inabili inabili: in foto nonno e nipote.

Faq sulla pensione di reversibilità

Come richiedere la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità va richiesta all’INPS, inoltrando la domanda in via telematica sul sito dell’ente previdenziale.

Se a richiederla è il coniuge, l’INPS, sul suo sito, ha messo a disposizione un modello precompilato con le informazioni più importanti. Invece, se a richiederla sono tutti gli altri familiari superstiti, sarà necessario presentare domanda seguendo la normale procedura.

Quali documenti allegare alla domanda per la pensione di reversibilità?

Alla domanda per la pensione di reversibilità vanno allegati diversi importanti documenti, quali:

La pensione di reversibilità può essere tagliata se sono presenti figli minorenni o inabili?

No, se il coniuge ha a carico uno o più figli minorenni, per legge non subirà alcuna riduzione dell’importo della reversibilità, che spetterà comunque nella misura dell’80% (coniuge più un figlio minorenne) o del 100% (coniuge e più di 3 figli minorenni).

Per quanto tempo si riceve la pensione di reversibilità?

Non c’è una durata prestabilita. Semplicemente si continuerà a ricevere l’assegno di reversibilità fino a quando si rispetteranno i requisiti richiesti dalla legge.

Quando viene revocata la pensione di reversibilità al coniuge superstite?

Nel caso del coniuge, la perdita del diritto alla reversibilità scatta nel momento in cui questi contrae un nuovo matrimonio (mentre non si perde in caso di semplice convivenza). In ogni caso, la legge prevede l’erogazione una tantum (una sola volta) di un assegno pari a 24 mensilità di reversibilità. Dopo di che, all’ex coniuge non spetta più la pensione di reversibilità dell’ex marito deceduto.

Quando non spetta più la reversibilità ai figli?

Per sopraggiunti limiti di età, ad esempio. Al compimento dei 18 anni (se il figlio ha interrotto gli studi), dei 21 anni (se il figlio ha terminato la scuola superiore) o dei 26 anni, a prescindere da se abbia terminato o meno gli studi universitari, viene meno il diritto a percepire la pensione di reversibilità del genitore o del nonno deceduto.

Un altro limite da rispettare riguarda l’eventuale reddito da lavoro percepito dal figlio maggiorenne studente: nel 2024 non può essere superiore all’importo del trattamento minimo INPS (598,61 euro) maggiorato del 30%, per un totale di 778,19 euro al mese.

Per quanto riguarda i figli inabili, il diritto alla pensione di reversibilità sfuma nel momento in cui viene riconosciuto un miglioramento delle condizioni di salute del beneficiario, con la conseguente perdita dello status di inabile al lavoro.

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