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Pensione di reversibilità per inabilità al lavoro

Pensione di reversibilità per inabilità al lavoro: quando spetta, quali requisiti possedere e quando è prevista la revoca della prestazione? Ne parliamo in questo articolo.

di Carmine Roca

Gennaio 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensione di reversibilità per inabilità al lavoro: quando e a chi spetta? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di reversibilità ai figli: quando spetta?

Tra i beneficiari della pensione di reversibilità ci sono pure i figli del dante causa, ovvero del pensionato deceduto.

Nel loro caso, il diritto alla reversibilità spetta se sono minorenni, e poi soltanto a determinate condizioni, superati i limiti anagrafici previsti dalla legge.

Se sono maggiorenni, ma ancora studenti di scuola media o professionale, la pensione di reversibilità spetta sino al compimento del 21° anno di età.

Invece, se sono studenti universitari, la pensione di reversibilità viene erogata loro soltanto fino al compimento del 26° anno di età.

In tutti questi casi, la condizione necessaria affinché venga riconosciuto il diritto alla pensione di reversibilità è la “vivenza a carico” del genitore deceduto.

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Pensione di reversibilità per inabilità al lavoro: quando spetta?

C’è solo una condizione che dà diritto alla pensione di reversibilità a prescindere dall’età anagrafica: è il riconoscimento di inabilità lavorativa.

I figli riconosciuti inabili al lavoro, a prescindere dall’età anagrafica, hanno diritto alla pensione di reversibilità, a patto che, al momento del decesso del genitore, risultavano a suo carico.

Per l’articolo 2 della legge numero 222 del 12 giugno 1984, si considera inabile “colui il quale, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Quanto spetta di reversibilità al figlio inabile al lavoro?

La percentuale di reversibilità che spetta a un figlio inabile al lavoro è del 70%, in mancanza del coniuge superstite.

Quindi al figlio inabile maggiorenne spetta, se è solo, il 70% della pensione del genitore deceduto.

Facciamo qualche esempio:

In presenza del coniuge superstite, la percentuale spettante sale all’80%. Se i figli a carico sono due o più di due (minorenni, inabili al lavoro, oppure maggiorenni ma ancora studenti), il coniuge superstite avrà diritto al 100% di pensione di reversibilità.

Reversibilità per figlio inabile: quando può lavorare?

Ma il figlio ritenuto inabile al lavoro, non potrà mai prestare attività lavorativa? Per legge, l’inabile al lavoro è colui che non può procurarsi un reddito da lavoro, a causa delle sue condizioni di salute.

C’è una sola eccezione, ma piuttosto irrilevante: i figli maggiorenni inabili conservano il diritto a ricevere la pensione di reversibilità di un genitore anche se svolgono “particolari attività lavorative con finalità terapeutiche e presso determinati datori di lavoro“»”.

In questo caso l’ente previdenziale verifica che il datore di lavoro:

L’orario di lavoro settimanale non deve superare le 25 ore (legge numero 31 del 2008). C’è poi la verifica della natura terapeutica dell’attività lavorativa. Per la documentazione sanitaria l’INPS di solito fa riferimento al certificato di invalidità: la percentuale deve essere del 100%, con o senza indennità di accompagnamento.

Figlio inabile: quando perde il diritto alla pensione di reversibilità?

Il figlio inabile al lavoro perderà il diritto alla reversibilità nel momento in cui le sue condizioni di salute dovessero migliorare, al punto tale da rendere possibile lo svolgimento di un’attività lavorativa.

Se una persona inabile al lavoro venisse assunta per un lavoro, anche part-time, e risultasse titolare di reddito da lavoro, perderebbe il diritto alla pensione di reversibilità.

La revoca è definitiva: significa che l’ex beneficiario non avrà più modo di ricevere la reversibilità, anche in caso dimissioni o licenziamento, come spiegato dalla circolare INPS numero 289 del 24 dicembre 1991.

Cosa significa essere a carico di un genitore?

Ma cosa significa essere a carico di un genitore? La “vivenza a carico” si ottiene quando il reddito personale annuo non supera i 2.840,51 euro, come previsto dall’ex articolo 12 del TUIR.

Nel caso dei figli maggiorenni, ma di età non superiore a 24 anni, il limite viene elevato sino a 4.000 euro, come previsto dall’articolo 1, commi 252-253 della Legge numero 295 del 2017.

L’elemento del “mantenimento abituale” è dedotto dalle azioni e dagli atteggiamenti che il lavoratore o pensionato deceduto ha mantenuto nei confronti del familiare superstite. Nel caso specifico di un figlio incapace di lavorare, le verifiche variano in base alla convivenza o meno con il pensionato deceduto.

Nel caso di convivenza, è sufficiente dimostrare l’insufficienza economica, mentre nel caso di non convivenza è indispensabile fornire prove ulteriori del “mantenimento abituale”, con un’analisi comparativa dei redditi del lavoratore o pensionato deceduto e del familiare superstite.

Pensione di reversibilità per inabilità al lavoro
Pensione di reversibilità per inabilità al lavoro: in foto un ragazzo in carrozzina impegnato in palestra.

Faq sulla pensione di reversibilità

Come richiedere la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità va richiesta all’INPS, inoltrando la domanda in via telematica sul sito dell’ente previdenziale.

Se a richiederla è il coniuge, l’INPS, sul suo sito, ha messo a disposizione un modello precompilato con le informazioni più importanti. Invece, se a richiederla sono tutti gli altri familiari superstiti, sarà necessario presentare domanda seguendo la normale procedura.

Quali documenti allegare alla domanda per la pensione di reversibilità?

Alla domanda per la pensione di reversibilità vanno allegati diversi importanti documenti, quali:

La pensione di reversibilità può essere tagliata se sono presenti figli minorenni o inabili?

No, se il coniuge ha a carico uno o più figli minorenni, per legge non subirà alcuna riduzione dell’importo della reversibilità, che spetterà comunque nella misura dell’80% (coniuge più un figlio minorenne) o del 100% (coniuge e più di 3 figli minorenni).

Come viene calcolata la pensione ai superstiti?

L’importo della pensione ai superstiti è determinato in base alla pensione che sarebbe stata dovuta al lavoratore o all’assicurato al momento del decesso. Questa somma può essere integrata fino al trattamento minimo se la pensione risultante è insufficiente. Le percentuali di distribuzione variano a seconda del grado di parentela dei beneficiari.

Cosa succede se il beneficiario della pensione ai superstiti ha altri redditi?

Se il beneficiario della pensione ai superstiti ha altre fonti di reddito, l’importo della pensione viene ridotto in maniera proporzionale. Ad esempio, se il reddito annuo supera tre volte il trattamento minimo, la pensione viene ridotta del 25%; se supera quattro volte il trattamento minimo, la riduzione è del 40%; se è superiore a cinque volte, la pensione viene ridotta del 50%.

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