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Pensione di reversibilità per moglie straniera

Pensione di reversibilità per una moglie straniera: cosa cambia? Si ha diritto alla prestazione anche in caso di residenza all'estero? Ne parliamo in questo articolo.

di Carmine Roca

Gennaio 2024

Oggi vi parleremo di pensione di reversibilità per una moglie straniera: cosa cambia? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di reversibilità per una moglie straniera: cosa cambia?

La moglie straniera del pensionato deceduto ha ugualmente diritto alla pensione di reversibilità?

Prima di rispondere è opportuno spiegare che in caso di cambio di residenza e di trasferimento all’estero, nel momento in cui viene a mancare il titolare di pensione diretta, il coniuge superstite o gli altri aventi diritto, anch’essi residenti all’estero, potranno fare richiesta per la pensione di reversibilità.

Il diritto alla pensione di reversibilità può decadere, ma non è rilevante se il percettore risieda in Italia oppure all’estero.

Dunque, sì, anche la moglie straniera, residente all’estero, ha diritto a percepire la pensione di reversibilità sulla pensione del coniuge deceduto, maturata in Italia.

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Quando la moglie straniera perde il diritto alla reversibilità?

Come visto in precedenza, la nazionalità o la residenza in un Paese straniero della moglie superstite del pensionato deceduto non comporta la mancata corresponsione della pensione di reversibilità.

I casi in cui è prevista la perdita del diritto alla pensione di reversibilità sono altri. Per quanto riguarda il coniuge superstite, la legge italiana nega la possibilità di percepire la pensione di reversibilità:

Cosa succede se la moglie straniera è divorziata senza mantenimento?

Nel primo caso, è l’articolo 9 della legge numero 898 del 1970 (la legge sul divorzio) a stabilire che la moglie (anche se straniera e residente all’estero) abbia diritto alla pensione di reversibilità, in caso di divorzio, ma solo se percettrice dell’assegno di mantenimento (o divorzile).

Sulla titolarità dell’assegno divorzile o di mantenimento è intervenuta anche la Corte di Cassazione con l’ordinanza numero 27875 del 2021.

La Cassazione ha riferito che “ai fini del riconoscimento della pensione di reversibilità in favore del coniuge nei cui confronti è stato dichiarato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, la titolarità dell’assegno di cui all’art. 5 della legge n. 898/1970, deve intendersi come titolarità attuale e concretamente fruibile dell’assegno periodico divorzile al momento della morte dell’ex coniuge e non già come titolarità astratta del diritto all’assegno divorzile già definitivamente soddisfatto con la corresponsione in unica soluzione.

Se la moglie divorziata dal pensionato deceduto non fosse titolare di assegno di mantenimento, verrebbe meno il requisito funzionale della pensione di reversibilità, finalizzato alla continuazione del sostegno economico in favore dell’ex coniuge.

In presenza di assegno corrisposto una tantum (una sola volta) non esiste la situazione di contribuzione economica venuta a mancare.

Cosa succede se la moglie straniera si risposa?

L’altra situazione che non consente al coniuge superstite, divorziato e residente all’estero, di continuare a percepire la pensione di reversibilità, è legata alla celebrazione di nuove nozze.

Se il coniuge divorziato dovesse contrarre un nuovo matrimonio, perderebbe il diritto alla reversibilità, ma le verrebbe corrisposto un assegno di “doppia annualità”, pari a 24 mensilità, erogato in un’unica soluzione e una sola volta (una tantum).

Invece, non si perde il diritto alla reversibilità se anziché sposarsi, il coniuge inizia una nuova convivenza: la convivenza di fatto, anche se stabile, come disposto dalla sentenza numero 461 della Corte Costituzionale, pubblicata il 3 novembre 2000, non può essere paragonata o assimilata al vincolo matrimoniale.

Allo stesso modo, la convivente di fatto, in caso di del compagno pensionato, non avrà diritto a percepire la pensione di reversibilità, poiché non risulta in possesso di un istituto giuridico equiparato al vincolo matrimoniale.

Pensione di reversibilità per una moglie straniera
Pensione di reversibilità per una moglie straniera: in foto una coppia di coniugi sorridenti.

Faq sulla pensione di reversibilità

In caso di separazione dei beni, spetta la pensione di reversibilità?

Certo, la separazione dei beni non provoca limitazioni o divieti sulla pensione di reversibilità: questa può essere richiesta e ottenuta dal coniuge superstite, che avrà diritto al 60% dell’importo dell’assegno del coniuge deceduto; oppure all’80% se ha a carico un figlio, o al 100% se ha a carico due o più figli.

Coniuge divorziato e pensione di reversibilità: come presentare domanda?

Il coniuge divorziato in possesso dei requisiti sopra indicati, può presentare domanda di reversibilità all’INPS in questo modo:

Quando spetta la reversibilità al coniuge divorziato?

Come modificato dalla legge numero 74 del 1987, il coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità in presenza di queste condizioni:

Come si calcola la pensione di reversibilità al coniuge divorziato e al coniuge superstite?

In presenza del coniuge superstite, la pensione di reversibilità viene ripartita in quote e spetta sia al coniuge che all’ex coniuge. La Cassazione ha definito i criteri di ripartizione delle quote, prendendo in considerazione la durata dei rispettivi matrimoni, la durata delle convivenze prematrimoniali, le condizioni economiche dei due soggetti e l’entità dell’assegno divorzile.

In caso di cumulo con altri redditi, quando e di quanto si riduce la pensione di reversibilità?

Nel 2024, i nuovi limiti reddituali oltre i quali è prevista la riduzione dell’importo della pensione di reversibilità sono i seguenti:

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