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Pensione di reversibilità: quando la riducono e come

Pensione di reversibilità e riduzione per reddito: quando scattano le decurtazioni dell'importo? Ecco limiti reddituali e cosa ha sentenziato la Corte Costituzionale.

di Carmine Roca

Marzo 2024

Pensione di reversibilità e riduzione per reddito: quando la riducono e di quanto? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di reversibilità e riduzione per reddito: quando la riducono?

La pensione di reversibilità non spetta in egual misura a tutti i beneficiari, ma in percentuali diverse a seconda del grado di parentela o di affinità col pensionato deceduto.

Inoltre, l’assegno di reversibilità può subire delle decurtazioni dal 25% al 50% dell’importo, a seconda del reddito personale dichiarato dal coniuge.

La prestazione subisce un taglio del:

Dunque, per avere diritto alla pensione di reversibilità in misura piena (sempre nei limiti della percentuale di pensione riservata) è necessario possedere un reddito personale annuo non superiore a 23.345,79 euro.

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Pensione di reversibilità: quando spetta al coniuge e in che percentuale?

Ha diritto alla pensione di reversibilità il coniuge, anche se separato o divorziato, ma solo se sia titolare dell’assegno divorzile e non abbia contratto nuove nozze o l’unito civilmente. Nel caso in cui il dante causa abbia contratto nuovo matrimonio dopo il divorzio, le quote spettanti al coniuge superstite e al coniuge divorziato sono stabilite con sentenza dal Tribunale.

La reversibilità spetta in queste percentuali:

Pensione di reversibilità e riduzione per reddito: esempi di tagli

Facciamo, ora, alcuni esempi per comprendere meglio la portata del taglio sulla reversibilità al coniuge superstite.

Prendiamo una donna rimasta vedova con un reddito inferiore a 23.345,79 euro annui: avrà diritto al 60% della pensione del marito defunto, quindi a 600 euro al mese di reversibilità se il marito percepiva una pensione da 1.000 euro al mese; di 900 euro se ne prendeva 1.500 al mese e così via.

Con un reddito da lavoro o da pensione di 30.000 euro annui, l’importo della reversibilità subirà un taglio del 25%. Quindi, con una pensione di 600 euro al mese, si applica un taglio di 150 euro al mese, che fa scendere l’importo della reversibilità a 450 euro al mese.

Invece, con un reddito personale di 35.000 euro annui, alla vedova verrà decurtato il 40% della prestazione (240 euro al mese su una pensione da 600 euro al mese, per una reversibilità di 360 euro al mese).

Infine, con un reddito personale di 40.000 euro spetta una pensione di reversibilità ridotta del 50% (300 euro al mese su una pensione di 600 euro al mese), per un importo di 300 euro al mese di reversibilità.

Quali redditi si considerano per la pensione di reversibilità al coniuge?

Nel calcolo del reddito per la pensione di reversibilità sono inclusi tutti gli importi assoggettabili all’IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali.

Sono esclusi:

Pensione di reversibilità e tagli incostituzionali: a chi spettano gli arretrati?

La Corte Costituzionale, con la sentenza numero 162 del 2022 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale “del combinato disposto del terzo e del quarto periodo del comma 41 dell’art. 1, L. n. 335/1995, e della connessa Tabella F, nella parte in cui non prevede, in caso di cumulo tra il trattamento pensionistico ai superstiti e i redditi aggiuntivi del beneficiario, che la decurtazione effettiva della pensione non possa essere effettuata in misura superiore alla concorrenza dei redditi stessi.

In seguito alla sentenza, l’INPS attraverso la circolare numero 108 del 2023 ha spiegato che la decurtazione della pensione di reversibilità per il superamento delle fasce di reddito, non può essere in misura superiore ai redditi percepiti dal beneficiario, fermo restando la clausola di garanzia, che prevede che il trattamento derivante dal cumulo dei redditi, al netto della pensione di reversibilità, non può essere di importo inferiore a quello che spetterebbe con un reddito pari al limite della fascia di reddito inferiore.

Chi ha subito decurtazioni eccessive riceverà le differenze sui ratei arretrati, più gli interessi legali e la rivalutazione monetaria rispetto a quanto ricevuto al momento della liquidazione della prestazione ai superstiti. Il limite della prescrizione è fissato a 5 anni: l’istituto prenderà in considerazione le pensioni di reversibilità erogate a partire dal 2019. Quelle precedenti, purtroppo, sono andate in prescrizione.

Pensione di reversibilità e riduzione per reddito
Pensione di reversibilità e riduzione per reddito: in foto delle forbici tagliano banconote da 10 euro.

Faq sulla pensione di reversibilità

Come richiedere la pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità va richiesta all’INPS, inoltrando la domanda in via telematica sul sito dell’ente previdenziale.

Se a richiederla è il coniuge, l’INPS, sul suo sito, ha messo a disposizione un modello precompilato con le informazioni più importanti. Invece, se a richiederla sono tutti gli altri familiari superstiti, sarà necessario presentare domanda seguendo la normale procedura.

In alternativa, il richiedente o la richiedente può fare domanda tramite:

Quali documenti allegare alla domanda per la pensione di reversibilità?

Alla domanda per la pensione di reversibilità vanno allegati diversi importanti documenti, quali:

Inoltre, se la domanda viene presentata dal coniuge separato con addebito, occorre allegare alla domanda anche la copia della sentenza di separazione legale.

Se la richiesta viene inoltrata dal coniuge divorziato, occorre allegare la copia della sentenza di divorzio, nel caso in cui c’è il coniuge superstite (qualora il pensionato abbia contratto nuovo matrimonio).

Da quando decorre la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità decorre a partire dal mese successivo al decesso del pensionato e non dalla data in cui il beneficiario della prestazione ha inoltrato domanda all’INPS.

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