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Pensione di reversibilità separazione dei beni

Pensione di reversibilità e separazione dei beni: come funziona? La separazione dei beni influisce negativamente sul diritto alla reversibilità? Scopriamolo in questo articolo.

di Carmine Roca

Gennaio 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensione di reversibilità e separazione dei beni (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è la separazione dei beni?

Quando parliamo di separazione dei beni, ci riferiamo alla titolarità esclusiva da parte dei coniugi, di tutto quello che hanno acquistato dopo il matrimonio, come stabilito dall’articolo 215 del codice civile.

Invece, con la comunione dei beni si realizza la contitolarità sui possedimenti della coppia.

In pratica gli acquisti compiuti dai due coniugi dopo il matrimonio (aziende, negozi, immobili, beni, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali), ma anche i frutti dei beni di ciascuno dei coniugi e i proventi dell’attività separata di ciascuno dei coniugi sono tutti sottoposti a contitolarità.

Con la separazione dei beni, ogni coniuge rimane titolare e gestore esclusivo dei propri acquisti effettuati dopo il matrimonio e dei proventi derivanti dalla propria attività.

Optare per la separazione dei beni non esonera i coniugi dagli obblighi verso i bisogni familiari: entrambi i coniugi sono tenuti a partecipare economicamente alle necessità familiari.

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Quando fare la separazione dei beni?

La separazione dei beni può essere scelta prima del matrimonio, insieme all’atto di celebrazione del matrimonio o successivamente.

Se si opta per la separazione dei beni prima della cerimonia, questa potrà essere redatta davanti a un notaio in presenza di testimoni. Se si decidesse di procedere alla scelta al momento del matrimonio, basterà una procedura semplificata aggiunta all’atto di celebrazione.

Invece, se la separazione dei beni dovesse essere preferita dopo il matrimonio, ci si potrà rivolgere a un notaio che modificherà l’atto entro 30 giorni dalla sua stipulazione.

Quali sono i vantaggi della separazione dei beni?

La separazione dei beni porta in dote alcuni vantaggi. In primo luogo, in caso di pignoramento ai danni di uno dei coniugi, l’altro non avrà nulla da temere, mentre in caso di comunione dei beni potrebbe vedersi sottrarre il 50% della proprietà dell’immobile o del bene pignorato. Lo stesso vale in caso di fallimento.

La separazione dei beni, comunque, non esclude la correlazione tra coniugi, come stabilito dall’ordinanza numero 8733 dell’11 maggio 2020 pubblicata dalla Corte di Cassazione, che ha affermato che, in caso di accertamento sintetico del reddito, il regime patrimoniale non comporta alcuna presunzione assoluta che le somme utilizzate per gli acquisti controllati non possano provenire dal patrimonio familiare.

Pensione di reversibilità e separazione dei beni: si perde il diritto?

Ma in caso di morte di uno dei due coniugi, se si optasse per la separazione dei beni, si avrebbe comunque diritto alla pensione di reversibilità?

Certo, la separazione dei beni non provoca limitazioni o divieti sulla pensione di reversibilità: questa può essere richiesta e ottenuta dal coniuge superstite, che avrà diritto al 60% dell’importo dell’assegno del coniuge deceduto; oppure all’80% se ha a carico un figlio, o al 100% se ha a carico due o più figli.

Quando spetta la pensione di reversibilità al coniuge superstite?

La pensione di reversibilità spetta al coniuge superstite, anche se separato o divorziato dal dante causa (coniuge deceduto), ai figli e, in mancanza di coniuge e figli, ai genitori, ai fratelli e alle sorelle celibi o nubili, se a carico del pensionato deceduto.

Se il titolare di pensione diretta dovesse aver contratto un altro matrimonio, dopo il divorzio dal primo coniuge, la pensione di reversibilità spetterebbe al coniuge superstite e al coniuge divorziato.

Nel caso in cui il coniuge superstite o il coniuge divorziato contraesse un nuovo matrimonio, perderebbe il diritto alla reversibilità, ma percepirebbe, all’atto del nuovo matrimonio, un assegno una tantum pari a 26 mensilità (2 anni di reversibilità, tredicesima compresa), in un’unica soluzione.

Se il coniuge superstite avviasse una nuova convivenza, senza contrarre matrimonio, avrà sempre diritto alla reversibilità. Viceversa, il convivente superstite, alla morte del pensionato, non avrà diritto alla reversibilità, in quanto non sposato/a col dante causa.

Pensione di reversibilità e separazione dei beni
Pensione di reversibilità e separazione dei beni: in foto moglie e marito abbracciati e sorridenti.

Faq sulla pensione di reversibilità

Come avviene il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato?

Il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato avviene in base all’importo della prestazione percepita dal coniuge in vita. Si tiene conto della durata del matrimonio e del periodo in cui la pensione è stata versata. È importante considerare che il periodo di separazione legale rientra nell’arco temporale del matrimonio, che si considera concluso solo dopo la sentenza di divorzio.

Come si calcola la pensione di reversibilità al coniuge divorziato e al coniuge superstite?

In presenza del coniuge superstite, la pensione di reversibilità viene ripartita in quote e spetta sia al coniuge che all’ex coniuge. La Cassazione ha definito i criteri di ripartizione delle quote, prendendo in considerazione la durata dei rispettivi matrimoni, la durata delle convivenze prematrimoniali, le condizioni economiche dei due soggetti e l’entità dell’assegno divorzile.

Quanto spetta di reversibilità al figlio inabile maggiorenne?

Al figlio inabile maggiorenne spetta il 70% della pensione del genitore deceduto. Ad esempio, se la pensione del genitore era di 1.000 euro, al figlio inabile andranno 700 euro.

Cosa significa “essere a carico” nel contesto della pensione di reversibilità?

Nel contesto della pensione di reversibilità, essere “a carico” significa che il beneficiario riceveva un sostegno economico costante dal pensionato o dal lavoratore deceduto. Questa definizione è diversa da quella utilizzata in ambito fiscale per l’IRPEF.

In caso di cumulo con altri redditi, quando e di quanto si riduce la pensione di reversibilità?

Nel 2024, i nuovi limiti reddituali oltre i quali è prevista la riduzione dell’importo della pensione di reversibilità sono i seguenti:

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