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Come si calcola la pensione per il fondo dello spettacolo

In questa guida veloce scopriamo come si calcola la pensione per il fondo dello spettacolo, facendo il punto sul meccanismo dei contributi.

di Jonatas Di Sabato

Aprile 2021

Sono tra i settori più colpiti dall’emergenza dovuta dal covid ma, grazie al loro lavoro, riescono a divertirci, farci godere una performance o ascoltare un film in italiano: sono i lavoratori dell’industria culturale creativa ed oggi vedremo come si calcola la pensione per il fondo dello spettacolo.

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Come si calcola la pensione per il Fondo dello Spettacolo

Il Fondo dello Spettacolo è la cassa di gestione contributiva per tutte quelle categorie di dipendenti che ricadono nel mondo dello spettacolo. Fino al 1° gennaio 2012 era gestito dall’ENPALS ma da quella data la gestione contributiva è passata sotto il controllo dell’INPS.

Per calcolare la contribuzione, i lavoratori sono inseriti in tre gruppi, a prescindere se abbiano autonomi o subordinati, divisi in questa maniera:

Per fare qualche esempio, nel gruppo A si possono trovare attori, cantanti, registi, doppiatori, scenografi.

Nel gruppo B troveremo, invece, elettricisti, sarti, pittori, truccatori, parrucchieri, falegnami, segretari di edizione.

Infine, nel gruppo C, come detto, tutti quelli che hanno un contratto a tempo indeterminato.

Per tutti gli approfondimenti, si rimanda alla Circolare numero 83 del 20-05-2016 dell’INPS.

I contributi obbligatori

Il fondo pensionistico ENPALS è, come altri fondi di questo tipo, finanziato con il prelievo di aliquote contributive che vengono calcolate in base alla retribuzione che il lavoratore percepisce. Ma, contrariamente a quanto avviene nell’INPS, la retribuzione utilizzata per il versamento dei contributi ENPALS non corrisponde alla retribuzione presa a base per il calcolo della pensione nel fondo dello spettacolo.

C’è, infatti, un calcolo che considera annualmente la retribuzione presa come base entro un limite massimo, che verrà annualmente rivalutato sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, così come calcolato dall’Istat.

Per chi era già iscritto ai fondi pensionistici prima del 31 dicembre 1995, il massimale si retribuzione giornaliera imponibile è di 751 euro. Per capirci meglio, ecco le fasce retributive e i relativi massimali di retribuzione giornaliera imponibile:

Fasce di retribuzione giornaliera in euroMassimale di retribuzione giornaliera imponibile in euroGiorni di retribuzione accreditati
da 751,01 a 1.502.00751,001
da 1.502,01 a 3.755,001.502,002
da 3.755,01 a 6008,002.235,003
da 6.008,01 a 8.261,003.004,004
da 8.261,01 a 10.514,003.755,005
da 10.514,01 a 13.518,004.506,006
da 13.518,01 a 16.522,005.257,007
da 16.522,01 in poi6.088008
Retribuzione giornalieraA carico dell’aziendaA carico del lavoratoreTotale
Fino a 152 euro*23,81%9,19%33%
Oltre 152 euro23,81%10,19%34%
Oltre la parte di retribuzione giornaliera che eccede il massimale di retribuzione giornaliera imponibile relativo a ciascuna fascia precedentemente indicata2,50%2,50%5,00%
* Valore giornaliero di 47.379 euro all’anno

C’è l’aliquota aggiuntiva dell’1% a carico del lavoratore che andrà applicata alla parte di retribuzione giornaliera eccedente.

Il contributo di solidarietà (articolo 1, comma 8, del D.lgs. n. 182/1997) che è ripartito su una misura del 5% diviso a metà tra datore di lavoro e lavoratore, si applica sulla parte di retribuzione giornaliera che supera il massimale di retribuzione giornaliera imponibile.

Per chi, invece, ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996, le fasce di retribuzione giornaliera e i massimali di retribuzione giornaliera imponibile sono:

Retribuzione giornalieraA carico dell’aziendaA carico del lavoratoreTotale
Fino a 152 euro*25,81%9,89%35,70%
Da 152 a 330 euro25,81%10,89%36,70%
Dai 330 in poi2,50%2,50%5,00%
* Valore giornaliero di 47.379 euro annui

Calcolo della pensione per il fondo dello spettacolo. Nell'immagine delle ballerine
Come si calcola la pensione per il fondo nello spettacolo

La pensione per il fondo dello spettacolo: come si calcola l’anno contributivo

Come per altri mestieri, anche per i lavoratori dello spettacolo la pensione è subordinata al raggiungimento di alcuni requisiti di età e di anni di contributi.

Partiamo col dire che l’anno contributivo, per l’ENPALS, è convenzionalmente di 312 giorni. Fino al 31 dicembre 1992, l’annualità contributiva si raggiungeva con:

Dal 1° gennaio 1993 i requisiti per l’annualità sono saliti a:

Se si passa da un gruppo all’altro, vengono riproporzionate le giornate del gruppo di provenienza in base ai rapporti esistenti per raggiungere il requisito di annualità.

Va detto, infine, che i contributi versati all’INPS si totalizzano  sia ai fini del diritto che della determinazione della misura della pensione ENPALS, e viceversa.

I contributi settimanali INPS trasferiti e utilizzati all’ENPALS si trasformano in giornalieri moltiplicandoli per 6. I contributi giornalieri ENPALS trasferiti e utilizzati presso l’INPS si trasformano in settimane dividendoli per 6.

La pensione di vecchiaia

L’età per accedere al diritto alla pensione per il fondo dello spettacolo, dal 2018, è stata parificato tra uomini e donne ed equivale a 67 anni di età.

Posso avere delle riduzioni:

Anche altre categorie hanno delle agevolazioni sui limiti di età:

Il minimo contributivo è fissato, invece, a 20 anni di versamenti. I ballerini e tersicorei avranno diritto alla pensione quando saranno trascorsi almeno 20 anni dalla data di inizio dell’assicurazione al fondo e abbiano contributi effettivi versati con la qualifica di ballerino e tersicoreo pari ad almeno 2.400 giornate.

Pensione di vecchiaia contributiva

Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 avrà diritto alla pensione a 64 anni di età e 20 anni di contributi.

Se si hanno solo 5 anni di contributi, si potrà andare in pensione ma a 71 anni di età, sia per gli uomini che per le donne, a patto che l’assegno sia di importo superiore ad 1,5 volte a quello dell’assegno sociale dell’INPS.

Pensione anticipata e di anzianità

Questo tipo di trattamento può essere richiesto quando non si raggiunge l’età anagrafica minima ma si hanno molti anni di contributi.

Negli anni è aumentato il numero di anni da raggiungere e, ad oggi, è pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne di contributi versati. Il minimo contributivo passerà, dal 2026, a 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.

Per chi è iscritto al sistema pensionistico pubblico dal 1° gennaio del 1996 è previsto anche un altro canale di accesso alla pensione anticipata.

Bisognerà avere 64 anni di età e 20 anni di contributi effettivi, ma senza conteggiare i contributi figurativi e un importo minimo della pensione che non dovrà essere inferiore a 1.288,78 euro al mese, cioè 2,8 volte l’assegno sociale.

L’Opzione donna

Se una donna che lavora all’interno del mondo dello spettacolo ha almeno 35 anni di contributi e 58 di età, requisiti che dovevano essere raggiunti al 31 dicembre 2020, possono fare domanda di pensione.

Bisogna, però, sapere che ci sarà una penalizzazione perché la pensione sarà calcolata interamente con il sistema contributivo. Inoltre, ai fini del conteggio, non valgono i contributi versati per malattia, gravidanza o disoccupazione.

Non sono riconosciuti contributi figurativi, come spiegato dalla circolare 11/2019, cioè quelli maturati nei periodi di maternità fino al sesto anno di età del figlio o periodi di assistenza ad un coniuge o un genitore.

Quota 100

Il Decreto legge 4/2019 ha introdotto l’opzione per accedere al trattamento pensionistico con 62 anni di età e 38 di contributi. Il carattere è sperimentale e rivolto a tutte le tipologie di lavoratori e lavoratrici che, però, dovranno raggiungere i requisiti entro il 31 dicembre 2021.

La contribuzione, anche in questo caso, deve essere effettiva.

Come si calcola la pensione per il fondo nello spettacolo

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