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Pensione gennaio 2023, meno soldi sul cedolino: i motivi

Pensione di gennaio 2023 più bassa: chi non riceverà l'aumento della rivalutazione e avrà una pensione più bassa a gennaio? Ecco spiegati i motivi.

di Carmine Roca

Dicembre 2022

Pensione di gennaio 2023 più bassa: perché ci sono meno soldi sul cedolino? (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Pensione di gennaio 2023 più bassa: perché?

Molti nostri utenti lamentano importi delle pensioni più bassi del previsto. In pratica mancano gli aumenti della rivalutazione del 7,3%, come da decreto firmato lo scorso 9 novembre dal ministro Giorgetti.

Perché la pensione di gennaio 2023 più bassa? Chi non riceverà, a partire dal 3 gennaio, un importo maggiorato dagli aumenti?

Bisogna chiarire che su qualche trattamento previdenziale e assistenziale sono già presenti gli aumenti della rivalutazione.

Ad esempio, chi percepisce la pensione minima avrà sicuramente verificato – i cedolini sono visibili già dal 16-17 dicembre – che l’importo è salito fino a 563,73 euro, per effetto della rivalutazione “base”.

Su TheWam.net abbiamo parlato della circolare INPS con tutti gli importi previsti per le pensioni nel 2023.

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali.

Per quanto concerne il mini-bonus del 20% (1,5% in più) è necessario attendere la definitiva approvazione della legge di bilancio. Non appena la manovra finanziaria finirà nella Gazzetta Ufficiale, sulle pensioni minime verrà aggiunto l’ulteriore aumento che farà lievitare l’importo fino a 571 euro (per gli over 75 la pensione minima sarà portata a 600 euro al mese).

Riceveranno quanto dovuto, già a partire da gennaio, anche chi percepisce una pensione con importi inferiori a 4 volte il trattamento minimo, ovvero coloro che sono in prima fascia (fino a 2.100 euro lordi di pensione al mese) e i titolari delle pensioni di invalidità incrementate a 313,91 euro (per chi ha altri redditi) e a 324,24 euro (per chi non possiede redditi).

Ma quindi a chi ci riferiamo quando parliamo di pensione di gennaio 2023 più bassa? A chi percepisce una pensione di importo superiore a 2.101,52 euro lordi al mese e ai titolari dell’indennità di accompagnamento.

Scopri come calcolare la pensione netta, partendo da quella lorda.

Entreremo nel dettaglio nei prossimi paragrafi. Intanto ci consigliamo la visione di questo video:

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Pensione di gennaio 2023 più bassa: l’INPS spiega

Abbiamo visto che sulle pensioni minime, sulle pensioni di importo inferiore a 2.100 euro lordi al mese e sulle pensioni di invalidità sono stati calcolati gli aumenti della perequazione del 7,3% già visibili nel cedolino di gennaio.

La pensione di gennaio 2023 più bassa la riceverà chi prende una pensione di importo superiore ai 2.100 euro lordi al mese e i titolari dell’indennità di accompagnamento.

Il motivo? L’INPS, con una circolare, ha chiarito perché a gennaio non tutti riceveranno un aumento della pensione.

Il Disegno di Legge di Bilancio 2023 prevede interventi volti a rimodulare le modalità di attribuzione della rivalutazione automatica per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici superiori a quattro volte il trattamento minimo.

Al fine di evitare la corresponsione di somme potenzialmente indebite, pertanto, la rivalutazione è stata attribuita in misura pari al 100% a tutti i beneficiari il cui importo cumulato di pensione sia compreso nel limite di quattro volte il trattamento minimo in pagamento nell’anno 2022 (pari a € 2.101,52).

Per i pensionati il cui trattamento pensionistico cumulato è superiore al predetto limite, la rivalutazione sarà attribuita sulla prima rata utile dopo l’approvazione della legge di bilancio 2023.

In pratica, a mandare in tilt l’INPS è stato il Governo. Vi abbiamo spiegato, in diversi nostri articoli, che l’esecutivo Meloni ha ritoccato le percentuali di rivalutazione delle pensioni, portando dall’80 all’85% la rivalutazione per gli importi fino a 2.625 e tagliando del 2-3% le rivalutazioni delle altre fasce.

Ecco la tabella aggiornata:

IMPORTO PENSIONIRIVALUTAZIONE
Pensioni fino a 2100 euro lordi al mese100%
Pensioni da 2101 euro a 2625 euro lordi al mese85%
Pensioni da 2626 a 3150 euro lordi al mese53%
Pensioni da 3151 a 4200 euro lordi al mese47%
Pensioni da 4201 a 5250 euro lordi al mese37%
Pensioni di importo superiore a 5250 euro lordi al mese32%
Pensione di gennaio 2023 più bassa: il nuovo sistema di rivalutazione

Per rimettersi al passo con le ultime novità introdotte nella legge di bilancio, l’INPS impiegherà almeno un paio di mesi.

Gli aumenti delle pensioni di importo superiore a 2.100 euro lordi al mese dovrebbero essere visibili soltanto a partire da marzo-aprile 2023. L’INPS, poi, erogherà quanto negato nei primi mesi del 2023 sottoforma di conguagli nel corso dell’anno.

Pensione di gennaio 2023 più bassa
Pensione di gennaio 2023 più bassa: nella foto monete e un orologio.

Pensione di gennaio 2023 più bassa: addizionali e conguagli

Ma a provocare una pensione di gennaio 2023 più bassa del previsto non è soltanto il ritardo dell’INPS, ma anche le trattenute delle addizionali regionali e comunali del 2022.

Da gennaio a novembre 2023, per 11 rate, oltre al pagamento mensile dell’IRPEF, sugli importi delle pensioni fiscalmente imponibili verranno trattenute queste piccole tasse applicate dalla Regione e dal Comune di residenza.

Una manciata di euro in meno che influirà soprattutto sugli importi più bassi. Inoltre, l’INPS effettuerà il ricalcolo a consuntivo dell’IRPEF versata nel 2022 sull’ammontare delle sole prestazioni pensionistiche.

Se le trattenute IRPEF sono inferiori rispetto al dovuto, la parte restate verrà sottratta dal cedolino di gennaio 2023 o di febbraio 2023.

A chi ha un importo annuo non superiore a 18.000 euro e conguagli a debito non superiori a 100 euro, viene applicata la rateazione di legge fino a novembre 2023.

Ricordiamo che sulle pensioni minime, sugli assegni sociali, sulle pensioni di invalidità e sulle indennità di accompagnamento non si applicano tasse.

Per verificare l’importo della vostra pensione, accedete al sito dell’INPS con una delle vostre credenziali (SPID, CIE o CNS) e cliccate su “Fascicolo previdenziale del cittadino”, quindi inserite codice fiscale e credenziali e cliccate nel menu: “Prestazioni e Pagamenti”.

Potrete verificare il cedolino della vostra pensione anche tramite l’APP dell’INPS, cliccando su “Tutti i servizi” e su “Stato pagamenti e cedolini”.

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