Pensione di inabilità: a chi spetta, importo e domanda

La pensione di inabilità, da non confondere con la pensione di invalidità, viene concessa a chi non ha più la possibilità di lavorare. Viene riconosciuto un bonus contributivo e l'eventuale assegno di assistenza personale e continuativa. Come presentare la domanda.

4' di lettura

Vi spieghiamo in questo articolo cos’è la pensione di inabilità, come funziona, a chi spetta, qual è l’importo e come presentare la domanda. Ma prima di continuare ci sembra opportuna una precisazione, anche perché in alcuni casi si è generata confusione: la pensione di inabilità non è la pensione di invalidità. Ci sono diverse e importanti differenze.

Eccole.

La pensione di inabilità è riconosciuta quando viene accertata l’assoluta e permanente impossibilità di lavorare. Le cause possono essere l’infermità o difetti fisici e mentali. Il beneficiario deve cessare qualsiasi attività lavorativa.
La pensione in invalidità è invece riconosciuta al lavoratore che presenti una infermità fisica e mentale superiore ai due terzi (66,6%). L’assegno di invalidità consente di continuare a lavorare.

Per entrambe le prestazioni previdenziali è previsto un requisito minimo di contribuzione che è di almeno 5 anni, e tre nel quinquennio che precede la domanda.

La differenza tra pensione di inabilità e pensione di invalidità è anche nell’importo.

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Per la pensione di inabilità c’è l’aggiunta di un bonus contributivo (vengono aggiunti i contributi per tutti gli anni che mancano a raggiungere 60 anni). Per la pensione di invalidità non c’è. Questo spiega anche la differenza di importo tra le due prestazioni previdenziali.

Pensione di inabilità

Ora, chiarita le differenze, andiamo ad analizzare la pensione di inabilità.

Come abbiamo richiede un requisito preliminare: per essere concessa si deve dimostrare l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere una qualsiasi attività lavorativa.

Dal 2013 la pensione si liquida tenendo conto della contribuzione già versata dal lavoratore.

Chi può richiederla

Alla pensione di inabilità hanno diritto:

  • i lavoratori dipendenti
  • gli autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri)
  • Gli iscritti alla Gestione Separata.
  • Quanto dura

Viene erogata dal primo giorno successivo alla presentazione della domanda (se viene approvata, se quindi soddisfa i necessari requisiti sanitari e amministrativi).

La pensione di inabilità può essere soggetta a revisione.

L’importo

L’importo viene calcolato con un sistema di calcolo misto o contributivo.

È misto se una quota è calcolata con il sistema retributivo e un’altra con quello contributivo.

Se il lavoratore ha iniziato la sua attività dopo il 31 dicembre del 1995 il calcolo è solo contributivo.

L’anzianità contributiva maturata (almeno cinque anni), viene incrementata (con il limita massimo di 2080 contributi settimanali: 40 anni), con il numero di settimane che dividono la decorrenza della pensione con il compimento dei 60 anni, per uomini e donne.

Un esempio: se un dipendente viene riconosciuto inabile a 35 anni e dopo 15 anni di lavoro, la sua pensione di inabilità è calcolata su 39 anni di contributi: i 15 versati più i 24 che gli mancano per arrivare ai 60 anni.

Assegno assistenza personale

Chi riceve la pensione di inabilità e non è in grado di deambulare senza un accompagnatore o che, comunque, non sia in grado di svolgere gesti quotidiani, può presentare domanda per ottenere l’assegno per l’assistenza personale e continuativa.

Questo assegno viene sospeso se l’assistito è ricoverato in istituti di cura o assistenza a carico della pubblica amministrazione.

L’assegno di assistenza personale non è compatibile con l’analogo assegno mensile dovuto dall’Inail.

Viene concesso in misura ridotta a chi già beneficia di una prestazione simile erogata da altre forme di previdenza obbligatoria o di assistenza sociale.

L’assegno per l’assistenza personale e continuativa non è reversibile ai superstiti.

Pensione privilegiata di inabilità

Avranno diritto alla pensione privilegiata di inabilità i lavoratori iscritti nell’Assicurazione Generale Obbligatoria (lavoratori dipendenti del settore privato, lavoratori autonomi e liberi professionisti senza cassa), se la loro inabilità è riconducibile al servizio prestato dall’assicurato durante un rapporto di lavoro che è soggetto all’obbligo assicurativo per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti.

Requisiti

Torniamo ai requisiti. La pensione di inabilità viene concessa si accerta l’assoluta impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa a causa di difetto fisico, mentale o infermità. A valutare che i requisiti è la Commissione Medica Legale dell’Inps. Sono indispensabili almeno 260 contributi settimanali (cinque anni di contribuzione e assicurazione), di cui 156 (tre anni), nei cinque anni che precedono la data di presentazione della domanda.

Sono anche necessarie:

  • la cassazione di qualsiasi attività lavorativa
  • la cancellazione dagli elenchi anagrafici degli operai agricoli e dagli elenchi di categoria dei lavoratori autonomi
  • la cancellazione dagli albi professionali
  • la rinuncia ai trattamenti a carico dell’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e a ogni altro trattamento sostitutivo o integrativo della retribuzione.

Come fare domanda

La domanda può essere presentata online all’Inps con un servizio dedicato

Si può telefonare al Contact Center: 803 164 (da telefono fisso, gratuito), oppure allo 06 164 164 (da rete mobile)

La pratica può essere istruita anche da enti di patronato e intermediari dell’Inps

Alla domanda deve essere allegata la certificazione medica (modulo SS3), compilata e inviata dal medico curante.

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