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Pensione di invalidità e accompagnamento sono cumulabili?

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di Romina Cardia

Agosto 2023

Quali sono i trattamenti assistenziali e previdenziali che si possono cumulare? Pensione di invalidità e accompagnamento sono cumulabili? (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Pensione di invalidità e accompagnamento sono cumulabili?

Ti stai chiedendo se pensione di invalidità e accompagnamento sono cumulabili. Purtroppo ti rispondiamo che no, non lo sono. Ma non perché esiste la non cumulabilità tra di essi, ma perché l’accompagnamento non viene proprio riconosciuto in associazione con la pensione di invalidità.

Questa prestazione assistenziale, infatti, viene erogata alle persone invalide parziali (invalidità riconosciuta dal 75 al 99 per cento), che posseggono un determinato limite di reddito (per il 2023 è pari a 5.391,88 euro).

Ci sono poi altri requisiti da rispettare per ottenere la pensione di invalidità, ovvero un’età anagrafica tra i 18 e i 67 anni e la residenza sul territorio italiano.

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Il punto fondamentale però non è questo, ma il fatto che l’accompagnamento è un aiuto economico che viene concesso solo agli invalidi civili totali ai quali è stata accertata anche l’impossibilità a deambulare da soli e/o a compiere gli atti della vita quotidiana senza assistenza.

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Quindi, se deve essere associata a un’altra prestazione di invalidità, si parla di pensione di inabilità, ovvero di trattamento riconosciuto, appunto, agli invali totali, che però devono essere anche non autosufficienti.

In questo caso, pensione di inabilità e accompagnamento sono cumulabili. L’indennità di accompagnamento, poi, è cumulabile ancora con altri trattamenti e non può essere associata ad altri ancora.

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Cumulabilità con l’accompagnamento

Quindi, abbiamo visto che la pensione di invalidità non è cumulabile con l’accompagnamento, ma lo è con la pensione di inabilità, laddove sia stata accertata anche una condizione di non autosufficienza.

L’indennità di accompagnamento, inoltre, è cumulabile con le pensioni previdenziali dirette o indirette, erogate dagli enti di previdenza.

L’articolo 2 della Legge 429/1991 prevede, peraltro, che alla persona affette da distinte menomazioni le quali, singolarmente considerate, darebbero titolo all’indennità di accompagnamento per ciechi e gli invalidi totali o l’indennità di comunicazione per i sordi, spetta un’indennità cumulativa pari alla somma delle indennità attribuite per singole menomazioni.

Inoltre, l’accompagnamento è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa senza alcun limite di reddito.

Novità per la pensione di invalidità e purtroppo non buone. L’INPS rettifica le precedenti istruzioni relative al reddito rilevante per il diritto alle prestazioni di invalidità. Rischio perdita o diminuzione degli importi per molti beneficiari.

Incumulabilità con l’accompagnamento

Oltre a non essere cumulabile con la pensione di invalidità civile, l’accompagnamento non è cumulabile con quasi tutte le altre prestazioni previdenziali e assistenziali che hanno la sua stessa natura, ovvero:

Chi va in pensione nel 2023? Ecco soluzioni, età e contributi da avere per andare in pensione quest’anno.

Pensione di invalidità e accompagnamento sono cumulabili
Pensione di invalidità e accompagnamento sono cumulabili?

Tutte le prestazioni di accompagnamento

Le norme che regolano questi benefici per gli invalidi divenuti tali per cause di guerra, di lavoro e di servizio prevedono, infatti, a determinate condizioni, il riconoscimento di specifiche indennità di accompagnamento in importi che possono differire rispetto all’indennità di accompagnamento per invalidi civili totali non autosufficienti.

Pe farti un’idea di cosa stiamo parlando, di seguito trovi una tabella con tutte le altre indennità di accompagnamento ottenibili:

Tipo di IndennitàDestinatariCaratteristiche Principali
Assegno di assistenza e accompagnamentoInvalidi di guerra e di servizio, dipendenti pubblici titolari di pensione privilegiata (ai quali sia stata riconosciuta la causa di servizio)Riconosciuto per 12 mensilità l’anno. Misura dell’indennità determinata annualmente in funzione delle variazioni all’andamento delle retribuzioni degli operai dell’industria. Graduata in funzione della gravità delle lesioni o delle infermità. Esente da IRPEF e non reversibile ai superstiti. Incumulabile con l’indennità di accompagnamento riconosciuta agli invalidi civili
Assegno sostitutivo dell’accompagnatore militareInvalidi con specifiche tipologie di mutilazioni o invaliditàIl valore è pari a 900 euro mensili per le infermità ascritte alle lettere A n. 1,2,3,4 e A/bis della tabella E di cui al DPR 915/1978 e a 450 euro al mese per le altre infermità
Indennità integrativeInvalidi con gravissime lesioniAssegnazione di altri due accompagnatori militari o, in alternativa, la liquidazione di un assegno a titolo di integrazione dell’indennità di assistenza e di accompagnamento per ciascun accompagnatore sostituito. Importo pari a circa 3.500 euro annui per ciascun accompagnatore sostituito
Indennità di assistenza e accompagnamento aggiuntivaSoggetti titolari di pensione di guerra o pensione privilegiata di 1° categoria (cosiddetti grandi invalidi) con specifiche condizioni di invaliditàMisura dell’indennità pari a circa 3mila euro al mese. Cumulabile con l’indennità di assistenza e accompagnamento e sua eventuale integrazione
Tabella con tutte le indennità di accompagnamento ottenibili

In questi casi, l’articolo 1 della Legge 508/1988, prevede che queste prestazioni, in quanto aventi a oggetto sempre la tutela della non autosufficienza, non possano essere cumulate tra di loro.

Il beneficiario dell’accompagnamento, tuttavia, ha la possibilità di scegliere il trattamento di importo più favorevole.

Infine, l’indennità di accompagnamento non è cumulabile con l’assegno per l’assistenza personale e continuativa per i pensionati di inabilità previsto dall’articolo 5 della Legge 224/1984 né con l’indennità di frequenza (articolo 3, Legge 289/1990).

Anche in questi casi, la legge consente la possibilità di scegliere il sussidio più conveniente.

FAQ (domande e risposte)

Qual è l’importo dell’indennità di accompagnamento 2023

L’importo dell’indennità di accompagnamento per il 2023 è pari a 527,16 euro.

Come richiedere l’indennità di accompagnamento?

La domanda per l’indennità di accompagnamento può essere presentata presso la sede territoriale dell’INPS o tramite i servizi online sul suo sito ufficiale. Dovrai compilare l’apposito modulo e allegare la documentazione richiesta, che include la certificazione medica che attesti l’invalidità e il bisogno di assistenza continua. È fondamentale fornire tutte le informazioni necessarie in modo corretto e completo per agevolare il processo di valutazione e ottenere tempestivamente l’indennità.

L’indennità di accompagnamento incide sul reddito?

No, l’indennità di accompagnamento non è considerata reddito ai fini fiscali. Questo significa che non va a incidere sul calcolo di altri benefici o prestazioni economiche ricevute dal richiedente. È importante sottolineare che l’indennità è erogata con l’obiettivo di fornire un sostegno economico per l’assistenza personale del beneficiario e, pertanto, non influisce sulla sua situazione fiscale complessiva.

Chi ha diritto all’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento spetta a coloro che presentano una grave invalidità e necessitano di assistenza continua per le normali attività quotidiane. Possono averne diritto sia gli adulti che i minori, a condizione che vengano soddisfatti i requisiti di invalidità e bisogno di assistenza certificati da un medico legale dell’INPS. Oltre al richiedente maggiorenne, possono fare richiesta anche i genitori o tutori legali del minore con disabilità grave.

L’indennità di accompagnamento è reversibile?

No, l’indennità di accompagnamento non è reversibile. Ciò significa che, in caso di decesso del beneficiario, il diritto all’indennità cessa automaticamente. L’indennità non può essere trasferita o ereditata da altri soggetti, nemmeno dai familiari più stretti.

L’indennità di accompagnamento spetta anche a chi ha più di 67 anni?

Sì, l’indennità di accompagnamento può essere richiesta anche da coloro che hanno superato i 67 anni, a patto che soddisfino i requisiti di invalidità e di bisogno di assistenza continua. L’età del richiedente non costituisce un elemento limitante per l’ottenimento dell’indennità di accompagnamento, purché vengano rispettati i criteri stabiliti dall’INPS. Quindi, anche se si è oltre la soglia dei 67 anni, è possibile fare richiesta dell’indennità qualora siano presenti le condizioni previste dalla legge.

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