Pensione minima 2022: come si calcola? Ecco alcuni pratici esempi per capirne di più - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Pensione minima 2022: a chi spetta?
La pensione minima 2022 è una misura previdenziale che l’ente di previdenza eroga a chi percepisce una pensione di importo inferiore alla soglia minima, per vivere in maniera dignitosa.
L’integrazione al trattamento minimo si applica sulle pensioni di vecchiaia, anticipata (compresa Opzione Donna), reversibilità e ai superstiti. È riconosciuta una somma mensile aggiuntiva al pensionato che non raggiunge gli anni di contributi indicati dalla legge.
L’importo della pensione minima 2022 è calcolato in base al reddito del pensionato, personale o da coniugato. Ricordiamo che l’importo della pensione minima 2022 dal 1° gennaio 2022 è di 524,34 euro al mese (con le maggiorazioni sociali è possibile arrivare fino a 660,27 euro al mese di pensione).
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Pensione minima 2022: calcolo integrazione
L’integrazione totale spetta con un reddito personale annuo non superiore a 6.809,79 euro e con un reddito da coniugato annuo non superiore a 20.429,37 euro.
- Quindi, se il pensionato ha un reddito personale annuo di 5.500 euro, con una pensione di 400 euro al mese (quindi sotto la soglia della pensione minima), l’importo dell’integrazione si calcola sottraendo dal valore massimo del reddito personale annuo (6.809,79) il reddito personale del pensionato (5.500), per un risultato di 1.309,79. Dividendo questo valore per 13 mensilità, avremo come risultato finale 100,75 euro, che sarà l’integrazione alla pensione.
- In questo caso, considerato che addizionando l’importo della pensione (400 euro) con l’importo dell’integrazione (100,75 euro), il risultato è comunque inferiore alla soglia minima di pensione (500,75 euro), il pensionato riceverà ugualmente una pensione minima di 524,34 euro.
Pensione minima 2022: integrazione parziale
Abbiamo visto cosa si intende per pensione minima 2022, a chi spetta e in base a quale reddito personale o da coniugato. Vediamo ora come calcolare la quota di integrazione al trattamento minimo quando il reddito personale è superiore a 6.809,79 euro.
Con un reddito personale annuo compreso tra i 6.809,79 e i 13.619,58 euro (e un reddito da coniugato compreso tra i 20.429,37 e i 27.239,16 euro all’anno), il pensionato ha diritto a un’integrazione parziale.
- Come si calcola? Semplice, tenendo conto del limite massimo di reddito personale e del reddito annuo del pensionato (ad esempio 8.500 euro, con una pensione di 300 euro al mese).
- Per conoscere l’importo dell’integrazione dobbiamo sottrarre il reddito del pensionato (8.500) al valore massimo di reddito (13.619,58), che dà come totale 5.119,58 euro. Questo valore va diviso per 13 mensilità, per un totale di 393,81 euro.
- In questo caso, però, sommando l’importo della pensione (300) con 393,81, il risultato finale sarà 693,81 euro, ovvero superiore al valore della pensione minima 2022 che è di 524,34 euro al mese. Il pensionato percepirà in ogni caso una mensilità da 524,34 euro.
L’integrazione non spetta, invece, a chi ha un reddito personale annuo superiore a 13.619,58 euro e uno da coniugato superiore a 27.239,16 euro.
Chi percepisce la pensione minima può richiedere anche la quattordicesima mensilità. Questa spetta ai pensionati di età superiore ai 64 anni e con un reddito annuo non superiore a una volta e mezza l’importo del trattamento minimo (10.224,63 euro).
Se si rispettano questi requisiti, nel mese di luglio si potrà beneficiare di una mensilità di importo compreso tra i 336 e 504 euro, in base agli anni di contributi versati.

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