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Home / Pensioni » Previdenza e Invalidità / Pensione minima 2022, come funziona e chi può riceverla

Pensione minima 2022, come funziona e chi può riceverla

Pensione minima 2022, come funziona e chi può riceverla: a chi spetta, come riceverla, gli importi del 2022 e la differenza con l'assegno sociale, una breve guida. L'adeguamento riconosciuto con la valutazione e le soglie limite sia da soli, sia in coppia.

di The Wam

Dicembre 2021

Pensione minima 2022: come funziona e chi può riceverla. Spesso si fa confusione tra la pensione minima e l’assegno sociale. Ma tra le due prestazioni c’è una differenza base: la prima è, appunto una pensione, la seconda è invece un trattamento assistenziale che non dipende dal versamento dei contributi.

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Non bisogna neppure confondere la pensione minima con la pensione anticipata.

In questo articolo proviamo a fare un po’ di chiarezza, definendo nei dettagli cos’è la pensione minima, a chi spetta, quali sono i requisiti e gli importi.

Pensione minima 2022: requisiti base

La pensione minima non spetta prima di 67 anni di età e non è per tutti, ma solo per coloro che dopo aver raggiunto il limite di età (67 anni, appunto), hanno maturato una pensione troppo bassa, così bassa da avere diritto all’integrazione.

Per avere diritto alla pensione minima, oltre all’età, bisogna aver versato almeno 20 anni di contributi.

E quindi:

Si accede al trattamento pensionistico solo con questi requisiti.

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Pensione minima 2022: gli importi e la rivalutazione

La pensione minima viene dunque riconosciuta dallo Stato a tutti i contribuenti che hanno un importo più basso di 523 euro al mese (limite per il 2022).

Proprio per questo per averne diritto è prima necessario accedere alla pensione di vecchiaia.

La pensione minima è dunque un assegno integrativo alla pensione che risponde a un obiettivo preciso: migliorare la condizione economica del pensionato.

Questo trattamento è disciplinato dalla legge numero 638 del 1983.

Per il 2022 la pensione minima passa da 515 a 523 euro, per effetto della rivalutazione.

E questo significa che se un pensionato riceve una pensione annuale inferiore a 6.799 euro (523 per le 13 mensilità), l’importo stesso della pensione verrà incrementato fino a raggiungere quel “minimo” di 523 euro al mese.

Per cui l’integrazione sarà pari alla differenza tra la pensione effettivamente maturata e il trattamento minimo.

Pensione minima 2022: reddito

Per ottenere l’integrazione della pensione minima è necessario presentare una domanda all’Inps. Il beneficio non verrà riconosciuto in automatico.

Come per tutti i trattamenti di sostegno economico prima di essere erogato l’Istituto di previdenza dovrà accertare il rispetto dei requisiti che sono legati al reddito del richiedente.

Limiti di reddito che variano, chiaramente, a seconda se il pensionato sia coniugato o meno.

Pensione minima 2022: se il pensionato non è sposato

Se il pensionato non è sposato questi sono le soglie:

Pensione minima 2022: se il pensionato è sposato

Se invece l’assistito è sposato i limiti da applicare per la concessione della pensione minima sono più alti, anche perché entra in gioco il reddito del coniuge.

E quindi:

Pensione minima 2022: redditi esclusi

Per le pensioni minime 2022 bisogna escludere questi redditi:

i redditi esenti da Irpef (pensioni di guerra, rendite Inail, pensioni degli invalidi civili, trattamenti di famiglia eccetera);

Pensione minima 2022: redditi inclusi

Queste sono invece le pensioni che possono essere integrate fino al trattamento minimo.

Tra le pensioni dirette:

le pensioni erogate dall’Assicurazione generale dell’Inps, dai fondi esclusivi e sostitutivi della stessa e dai fondi speciali per i lavoratori autonomi dell’Inps.

Tra quelle indirette:

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