La pensione minima ad aprile 2024 aumenterà per l’IRPEF? Ne parliamo in questo approfondimento - Scopri tutti i modi per andare in pensione (anche anticipata) con l'invalidità.
Indice
Pensione minima ad aprile 2024: aumenta per l’IRPEF?
Rispondiamo subito alla domanda di apertura: no, la pensione minima ad aprile 2024 non aumenterà per l’IRPEF. Per due motivi.
Il primo motivo riguarda l’esenzione dal pagamento dell’IRPEF da parte di alcune tipologie di pensioni:
- la pensione di inabilità civile;
- l’Assegno o la Pensione sociale;
- le pensioni di guerra o quelle collegate a menomazioni subite durante il servizio militare di leva;
- le pensioni ordinarie i cui titolari, a prescindere dall’età anagrafica, possiedono un reddito fino a 8.500 euro annui e rientrano nella cosiddetta “no tax area”.
Parliamo di una fascia di esenzione fiscale che consente ai titolari delle prestazioni previdenziali e assistenziali elencate in precedenza di non pagare tasse, in quanto l’imposta non è dovuta.
Dunque, chi percepisce la pensione minima rientra nella “no tax area”? Esattamente.
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Pensione minima e no tax area: cosa sapere?
Dal momento che, per poter usufruire dell’integrazione al minimo in misura piena è necessario possedere un reddito personale annuo inferiore a 7.781,93 euro, viene da sé che i pensionati al minimo non versano alcuna IRPEF.
Diverso è il caso di quei pensionati che percepiscono l’integrazione al minimo in misura ridotta, quando il reddito è superiore a 7.781,93 euro, ma inferiore a 15.563,84 euro.
In questo caso, con un reddito superiore a 8.500 euro annui non si rientra più nella no tax area e si è obbligati a versare il 23% di IRPEF l’anno.
Pensioni e riforma IRPEF: chi ci guadagna?
Il secondo motivo per cui chi percepisce la pensione minima non ha diritto all’aumento per la riforma dell’IRPEF è perché l’integrazione d’importo è prevista soprattutto per la fascia di reddito compresa tra 15.001 euro e 28.000 euro. Procediamo per gradi.
Con la riforma IRPEF del 2024, il governo Meloni ha eliminato uno dei quattro scaglioni, riducendoli a tre. A sparire è l’aliquota al 25%, con il conseguente ampliamento della platea di contribuenti al 23% sui redditi fino a 28.000 euro.
Chi nel 2023 versava il 25% di IRPEF (redditi da 15.001 euro a 28.000 euro), nel 2024 godrà di uno “sconto” del 2%, che si traduce in una pensione netta mensile leggermente più alta.
Ecco alcuni esempi:
- i redditi di 16.000 euro annui verseranno 3.680 euro di IRPEF anziché 3.700 euro, per un risparmio di 20 euro annui, circa 1,67 euro al mese;
- i redditi di 18.000 euro annui verseranno 4.140 euro di IRPEF, anziché 4.200 euro, per un risparmio di 60 euro annui, 5 euro al mese;
- i redditi di 20.000 euro annui verseranno 4600 euro di IRPEF, anziché 4.700 euro, per un risparmio di 100 euro annui, 8,35 euro al mese;
- i redditi di 23000 euro annui verseranno 5.290 euro di IRPEF, anziché 5.450 euro, per un risparmio di 160 euro annui, 13,33 euro al mese;
- i redditi di 25.000 euro annui verseranno 5.750 euro di IRPEF, anziché 5.950 euro, per un risparmio di 200 euro annui, 16,66 euro al mese;
- i redditi di 28.000 euro annui verseranno 6.440 euro di IRPEF, anziché 6.700 euro, per un risparmio di 260 euro annui, 21,66 euro al mese.
Pensione minima ad aprile 2024: quali aumenti?
Quindi, ad aprile non ci sarà alcun aumento della pensione minima. Gli unici aumenti dovuti sono già applicati da gennaio 2024.
Parliamo dell’aumento perequativo del 5,4%, che ha fatto lievitare l’importo della pensione minima a 598,61 euro al mese, e della rivalutazione extra del 2,7%, che spetta a prescindere dall’età anagrafica del pensionato, per un importo totale di 614,77 euro al mese per tutto il 2024.

Faq sulla pensione minima e IRPEF
Quali sono le detrazioni fiscali per i pensionati nel 2024?
Le detrazioni fiscali sono quegli importi che riducono direttamente l’imposta lorda dovuta.
Le detrazioni IRPEF possono riguardare diverse categorie, come:
- spese sanitarie, per la parte che eccede la soglia dei 129,11 euro;
- spese mediche e sanitarie per persone con disabilità;
- spese veterinarie;
- interessi passivi del mutuo;
- spese sostenute per pagare l’affitto;
- spese scolastiche;
- spese per la frequenza di università pubbliche o private;
- spese per l’abbonamento ai mezzi pubblici;
- spese per l’assistenza personale di anziani o persone affette da disabilità;
- attività sportive dei figli;
- asilo nido;
- spese funebri;
- intermediazione immobiliare;
- erogazioni liberali alle società e associazioni sportive dilettantistiche;
- contributi associativi alle società di mutuo soccorso;
- contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico;
- premi per assicurazioni per il rischio di eventi calamitosi;
- bonus ristrutturazione;
- acquisto di mobili ed elettrodomestici;
- spese per lavori di risparmio energetico.
Quali documenti sono necessari per ottenere l’integrazione al minimo per la pensione?
Per ottenere l’integrazione al minimo, che spetta a chi soddisfa determinati requisiti reddituali, è necessario presentare il Modello RED aggiornato all’anno in corso. Il Modello RED è una dichiarazione dei redditi che i pensionati devono obbligatoriamente presentare per l’ottenimento di particolari prestazioni collegate alla propria situazione reddituale o a quella del proprio nucleo familiare.
Chi deve presentare il Modello RED per l’integrazione al minimo della pensione?
Il Modello RED va presentato da coloro che percepiscono solo la pensione, ma rispetto all’anno precedente hanno una situazione reddituale diversa, o coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione del 730, ma percepiscono comunque rendite alternative come rendite da immobili o da capitali, o ancora da coloro che percepiscono redditi dichiarati in altri modi, come i redditi da lavoro autonomo e occasionale, i redditi da lavoro co.co.co e i gettoni di presenza.
Chi è esonerato dalla presentazione del Modello RED per l’integrazione al minimo della pensione?
Sono esonerati dalla presentazione del Modello RED coloro che non hanno avuto variazioni di reddito rispetto all’anno precedente, che percepiscono solo la pensione e hanno avuto variazioni del reddito familiare, o che hanno già dichiarato nel 730 o nel Modello Redditi i redditi percepiti, compresi quelli dei familiari che incidono sulle prestazioni economiche di sostegno al reddito.
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