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Pensione, meno soldi: ecco a chi ritireranno la 14esima

A partire da ottobre 2020 l'Inps darà il via al recupero delle somme indebitamente percepite a titolo di quattordicesima negli anni 2017 e 2018

di Guglielmo Sano

Ottobre 2020

L’Inps ha annunciato che a partire dall’assegno di ottobre 2020 (La nostra pagina speciale sulle pensioni a questo link) darà il via al recupero delle somme indebitamente percepite a titolo di quattordicesima negli anni 2017 e 2018 sulla pensione. Tradotto: alcuni pensionati si vedranno ridurre (leggermente) il trattamento. Ecco i dettagli dell’operazione (Per molti potrebbe arrivare anche il rimborso Irpef).

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Indice:


Quattordicesima: comincia il recupero Inps

Tra gennaio e febbraio 2020, l’Inps ha concluso le verifiche riguardanti le erogazioni delle quattordicesime – risalenti al 2017 e al 2018 – sulle pensioni. Dai controlli è emerso come in alcuni casi gli importi siano stati percepiti indebitamente: in pratica, sono stati accreditati anche a pensionati cui non spettavano.

Dunque, l’ente ha comunicato ai diretti interessati che avrebbe proceduto al recupero delle somme – in 24 rate – a partire dalla scorsa primavera: l’inizio, però, si è sovrapposto con l’inizio dell’emergenza sanitaria, quindi, si è reso necessario posticipare l’operazione.

Quanto si riduce l’importo dell’assegno?

Detto ciò, è possibile che molti pensionati abbiano già subito una compensazione della somma indebitamente percepita con la quattordicesima di quest’anno (Come si controlla l’importo? Ne abbiamo scritto qui): in tal caso, verrà recuperata soltanto l’eccedenza rimasta (sempre in un massimo di 24 rate).

Si parla mediamente di qualche decina di euro in meno nell’assegno mensile, d’altra parte, per coloro che ricevono trattamenti consistenti, la somma da restituire nel giro di due anni arriva a sfiorare i 1.300 euro complessivi. Nello specifico, gli importi da restituire oscillano tra i 672 e i 1.310 euro.

A chi spetta la quattordicesima sulla pensione?

La quattordicesima è stata introdotta a partire dal 2007 a favore dei pensionati con più di 65 anni di età che non abbiano un reddito complessivo (dei requisiti ne abbiamo parlato meglio qui) superiore a due volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (nel 2020 è pari a 515,07 euro per 13 mensilità, quindi, la soglia da non superare è posta a 13.895,82 euro.

La somma aggiuntiva, calcolata in base al numero di contributi versati, di solito viene erogata a luglio (o a settembre) di ciascuna anno e non concorre alla formazione del reddito imponibile (insomma, non conta ai fini dell’imposizione delle tasse). Di seguito una serie di guide utili consigliate da TheWam.net:


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