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Pensione per malattie croniche: come funziona?

Pensione per malattie croniche: come funziona? Vediamo insieme l'elenco delle malattie croniche che danno diritto alla pensione e quando usufruirne.

di Carmine Roca

Aprile 2022

Pensione per malattie croniche: come funziona per ottenerla? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Pensione per malattie croniche: cosa sono le malattie croniche?

Come già ampiamente spiegato in questo articolo, la malattia cronica è una malattia che presenta sintomi che perdurano nel tempo e non migliorano. Sono tutte quelle patologie caratterizzate da un lento e progressivo declino delle normali funzioni fisiologiche.

Le malattie croniche possono colpire diversi organi e apparati e sono la principale causa di decessi in tutto il mondo. Chi soffre di una malattia cronica ha diritto a ricevere la pensione di invalidità, ma questa non è automatica.

In pratica, il diritto alla pensione per malattie croniche è collegato all’accertamento dell’invalidità o dell’inabilità provocate dalla malattia cronica. Ricordiamo che l’invalidità consiste nella riduzione della capacità lavorativa a causa di una menomazione o di una patologia.

In base alla percentuale di invalidità riconosciuta si ha diritto o meno alla pensione di invalidità (dal 74 al 99%) e alla pensione di inabilità (100%). Sotto la soglia del 74% di invalidità non è prevista alcuna erogazione di pensioni.

Ma quali sono le malattie croniche che danno diritto alla pensione? Lo vediamo insieme nei prossimi paragrafi.

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Pensione per malattie croniche: per quali spetta?

Pensione per malattie croniche. Abbiamo visto in apertura cosa si intende per malattia cronica e quali sono le condizioni per beneficiare dell’assegno ordinario di invalidità o della pensione di inabilità.

Ora vediamo insieme l’elenco delle malattie croniche riconosciute dall’INPS che danno diritto all’erogazione di pensioni.

MALATTIE CRONICHE DELL’APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO

MALATTIE CRONICHE DELL’APPARATO RESPIRATORIO

MALATTIE CRONICHE DELL’APPARATO DIGERENTE

MALATTIE CRONICHE DELL’APPARATO URINARIO

MALATTIE CRONICHE DELL’APPARATO ENDOCRINO

MALATTIE CRONICHE DELL’APPARATO NEUROLOGICO

MALATTIE CRONICHE: MALATTIE PSICHICHE

Pensione per malattie croniche: quando spetta?

Pensione per malattie croniche. Per richiedere il riconoscimento dell’invalidità, la procedura varia a seconda della prestazione economica da ottenere. La valutazione della capacità lavorativa si basa su presupposti diversi, che variano a seconda del fondo d’iscrizione e della categoria di appartenenza del lavoratore.

Per il riconoscimento dell’invalidità civile la procedura è unica e l’abbiamo descritta in questo approfondimento. Dobbiamo distinguere l’assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità al lavoro dalla pensione di invalidità civile e dalla pensione di inabilità.

L’assegno ordinario di invalidità viene riconosciuto a chi ha subito una riduzione della capacità lavorativa superiore ai 2/3, ma spetta a chi ha maturato almeno 5 anni di contributi di cui almeno 3 versati negli ultimi 5 anni di lavoro.

Parliamo, dunque, di invalidità al lavoro (e non di invalidità civile) e si valuta sulla residua capacità lavorativa dell’interessato. Il trattamento è calcolato in base ai versamenti, alle retribuzioni ricevute e all’anzianità lavorativa. È prevista la riduzione dell’assegno se il beneficiario continua a lavorare e supera limite di reddito.

La pensione di inabilità al lavoro, invece, è riconosciuta quando l’interessato è impossibilitato a svolgere qualsiasi attività lavorativa, in modo assoluto e permanente. Per usufruirne è necessario aver maturato almeno 5 anni di contributi di cui 3 negli ultimi 5 anni di lavoro. La pensione è riconosciuta solo se il beneficiario cessa di lavorare. L’importo è calcolato in base ai versamenti, alle retribuzioni ricevute e all’anzianità contributiva.

La pensione di invalidità civile, invece, spetta a chi si è visto riconoscere, in seguito ad accertamento medico, un’invalidità civile compresa tra il 74 e il 99%. L’erogazione non dipende dai contributi previdenziali, spetta a coloro i quali hanno un’età compresa tra i 18 e i 67 anni, con residenza in Italia. Per usufruirne è necessario possedere un reddito annuo non superiore ai 5.010,20 euro. L’importo è di 291,69 euro, per 13 mensilità.

Infine, abbiamo la pensione di inabilità civile che spetta a chi ha un’invalidità civile del 100%. I requisiti anagrafici sono gli stessi della pensione di invalidità civile, l’importo della prestazione è di 291,69 euro per 13 mensilità, ma cambia il limite reddituale fissato a 17.050,42 euro all’anno. Per gli invalidi civili totali non autosufficienti è prevista l’erogazione dell’indennità di accompagnamento, il cui importo è di 529,94 euro per 12 mensilità (non è prevista la tredicesima), a prescindere dall’età anagrafica e dal reddito posseduto.

Pensione per malattie croniche
Pensione per malattie croniche: come funziona?

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