Pensione, come andarci tra il 2020 e il 2021: guida breve

Le attuali regole per andare in pensione dovrebbero essere le stesse anche l’anno prossimo

3' di lettura

Le attuali regole per andare in pensione dovrebbero rimanere in vigore anche per tutto l’anno prossimo: il sistema previdenziale dovrebbe subire una riforma a partire dal 2022.

Da sottolineare, però, che non vi sarà un adeguamento dei requisiti anagrafici alla speranza di vita almeno fino all’anno successivo mentre dal primo gennaio 2021 gli assegni saranno leggermente più bassi per via del cambiamento del montante contributivo (Si può calcolare l’importo del proprio assegno attraverso il simulatore dell’Inps).

Come si può uscire dal lavoro tra il 2020 e il 2021? Di seguito tutte le informazioni utili (La nostra pagina speciale sulle pensioni a questo link).

Indice:


Pensione di vecchiaia: requisiti e calcolo

Anche nel 2021 si potrà fruire della Pensione di vecchiaia con 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi.

Questi sono i requisiti validi per tutti i lavoratori, d’altra parte, chi svolge mansioni gravose ha diritto alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi di età, invece, chi rientra del tutto nel regime contributivo (cioè chi non ha versato contributi prima del primo gennaio 1996 o chi ha versato meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 con minimo 15 anni di contributi complessivi di cui 5 versati a partire dal 1996)  può aver versato anche solo 5 anni di contributi ma deve avere almeno 71 anni di età.

Per chi rientra nel sistema misto è previsto un ulteriore requisito: l’assegno previdenziale deve essere pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale.

Pensione anticipata: contributi e precoci

Per l’anno prossimo è fatta salva (Ne abbiamo parlato approfonditamente qui) la possibilità di fruire della Pensione anticipata, a prescindere dall’età anagrafica, se si sono versati 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne). L’adeguamento degli anni di contribuzione alla speranza di vita è stato bloccato anche per il 2021, tuttavia, è stata prevista una decorrenza mobile di 3 mesi (La cosiddetta finestra mobile di cui abbiamo parlato meglio qui).

Si può usufruire del prepensionamento all’età di 64 anni, se si sono maturati almeno 20 anni di contributi e l’assegno ha raggiunto un importo pari a 2,8 volte l’assegno sociale se si rientra completamente nel sistema contributivo.

Continuerà a esistere poi una pensione anticipata appositamente dedicata ai lavoratori precoci (almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età): requisito fondamentale aver maturato almeno 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica, e rientrare in particolare categoria (disoccupati, caregiver, invalidi civili al 74%, lavoratori che svolgono mansioni usuranti o gravose).

In questo caso l’assegno si calcola con sistema misto ed è prevista una finestra mobile di 3 mesi. Inoltre, per chi ha svolto mansioni usuranti per almeno metà della propria vita lavorativa (o per sette degli ultimi 10 anni) la pensione anticipata può scattare a 61 anni e 7 mesi di età e con almeno 35 anni di contributi.

Quota 100, Ape Sociale e Opzione Donna

Il 2021 sarà l’ultimo anno (Come verrà sostituita? Le ipotesi qui) per Quota 100: servono 62 anni di età e 38 di contributi per usufruirne. Verso la proroga anche l’Ape Sociale e Opzione Donna.

La prima forma di pensionamento è riservata a coloro cui mancano solo 3 anni e 7 mesi per raggiungere la pensione di vecchiaia, dunque, a chi ha almeno 63 anni di età e almeno 30/36 anni di contributi a seconda dei casi (per esempio, è previsto un bonus di un anno per ciascun figlio fino a un massimo di 2 anni per le donne).

La seconda, invece, è destinata alle lavoratrici con almeno 58 anni (59 se autonome) e 35 anni di contributi: da sottolineare che l’assegno viene calcolato con sistema contributivo e la finestra mobile è di 12 mesi (18 per le autonome). Se hai trovato questo articolo interessante, ecco delle guide utili:


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