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Pensione retributiva o contributiva 2024: importi e regole

Pensione retributiva o contributiva nel 2024: cosa cambia tra i due sistemi di calcolo per la pensione? Ecco requisiti, importi e regole.

di Carmine Roca

Marzo 2024

In questo approfondimento vi parleremo di: pensione retributiva o contributiva nel 2024? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione retributiva o contributiva nel 2024: cosa si intende?

Quando si parla di pensione retributiva o contributiva nel 2024, ci si riferisce ai due sistemi di calcolo in vigore nel nostro ordinamento previdenziale.

Il calcolo retributivo si basa sulle settimane contributive del periodo di riferimento e sugli ultimi (o migliori) anni di stipendio o di reddito.

Invece, il calcolo contributivo si basa sulla contribuzione accreditata, annualmente rivalutata, e sull’età anagrafica del lavoratore. Si calcola il montante contributivo, dato dal 33% di ogni anno di retribuzione lorda, moltiplicato per gli anni di contributi versati.

Su questo importo incide il coefficiente di trasformazione, che varia a seconda dell’età del lavoratore: maggiore è l’età, più alto è l’indice, più alto sarà l’importo della pensione.

A questi due sistemi di calcolo se ne aggiunge un altro: il calcolo misto. Viene applicato laddove ci siano stati contributi versati prima e dopo il 1° gennaio 1996.

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Pensione retributiva o contributiva nel 2024: quale sistema di calcolo applicare?

Per capire quale sia il sistema di calcolo da applicare alla propria pensione è necessario conoscere i periodi in cui sono stati versati gli anni di contributi.

Ai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 si applica il sistema di calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011, mentre i contributi versati a partire dal 1° gennaio 2012 verranno calcolati col sistema contributivo.

Se l’anzianità contributiva è inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, si applicherà il sistema retributivo sui contributi versati sino al 31 dicembre 1995, mentre i contributi versati a partire dal 1° gennaio 1996 si calcoleranno col sistema contributivo.

In questo caso, il sistema di calcolo utilizzato sarà il sistema misto, con l’individuazione di due quote: la prima calcolata con le regole del sistema retributivo sui contributi sino al 31 dicembre 1995; la seconda calcolata con le regole del sistema contributivo, sui contributi versati a partire dal 1° gennaio 1996.

Infine, se tutti i contributi accumulati sono stati versati a partire dal 1° gennaio 1996, l’importo della pensione verrà calcolato con il sistema contributivo.

Come funziona il sistema di calcolo retributivo?

Come spiegato in apertura di articolo, il sistema di calcolo retributivo si basa sulle settimane contributive di un periodo di riferimento e sugli ultimi anni di stipendio o di reddito.

Se il lavoratore iscritto presso il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FLPD) non abbia scelto un’opzione di ricalcolo integralmente contributivo, i versamenti accreditati con riferimento ai periodi sino al 31 dicembre 1992 (quota A), sono valorizzati come segue.

Per fare un esempio, prendiamo la retribuzione media pensionabile (RMS) delle ultime 260 settimane di stipendio rivalutate, pari a 600 euro.

Diciamo che il nostro lavoratore abbia maturato 520 settimane di contributi al 31 dicembre 1992. Per calcolare la quota A di pensione moltiplicheremo il RMS per le settimane di contributi e il risultato (312.000) lo moltiplicheremo per il coefficiente corrispondente al 2%, rapportato alle 13 mensilità (lo 0,00153846).

Il totale sarà di 480 euro mensili (il valore della quota A).

La quota B retributiva va calcolata tenendo conto dei versamenti accreditati dal 1° gennaio 1993 al 31 dicembre 1995 (o al 31 dicembre 2011, per chi possiede almeno 18 anni di contributi versati al 31 dicembre 1995).

Per la quota B retributiva si prende come riferimento la retribuzione media settimanale riferita agli ultimi 10 anni di stipendio (520 settimane), rivalutati sulla base dell’indice FOI (+ 1%).

Si tiene conto della retribuzione media settimanale riferita dagli anni che vanno dal 1993 al pensionamento, più 260 settimane anteriori al 1993 rivalutate se non si possiedono 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992; la retribuzione media settimanale riferita all’intera vita lavorativa, se non si possiedono contributi al 31 dicembre 1992;

Il risultato va moltiplicato per il numero di settimane possedute dal 1° gennaio 1993 al 31 dicembre 1995 (o al 31 dicembre 2011 se sono stati maturati almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995) e per il coefficiente di rendimento.

Per fare un esempio, con una RMS rivalutata dal 1993 pari a 550 euro e 156 settimane di contributi al 31 dicembre 1995, per calcolare la quota B si moltiplicano 550 euro x 156 settimane x 0,00153846 (il coefficiente pari al 2% rapportato alle 13 mensilità) per un totale di 132 euro mensili.

Sistema di calcolo retributivo: coefficienti e fasce pensionabili

Di seguito i coefficienti della quota A col sistema di calcolo retributivo aggiornati al 2024:

Di seguito i coefficienti della quota B col sistema di calcolo retributivo aggiornati al 2024:

Di seguito le fasce pensionabili col sistema di calcolo retributivo aggiornate al 2024:

Come funziona il sistema di calcolo contributivo?

Il sistema di calcolo contributivo prevede l’accantonamento, per ogni anno di lavoro svolto, del 33% della retribuzione lorda annua (in caso di lavoratori dipendenti).

Si rivalutano i contributi accantonati ogni anno, tranne il primo e l’ultimo anno, per il coefficiente di capitalizzazione che viene determinato in base alla variazione quinquennale del Pil nominale.

A questo valore si sommano i contributi rivalutati, per ottenere il montante contributivo, sul quale si applica il coefficiente di trasformazione, che varia a seconda dell’età dell’interessato. In questo modo si ottiene la quota contributiva di pensione o l’importo lordo annuo di pensione, in caso di pensione calcolata interamente col sistema contributivo.

Per fare un esempio, prendiamo un lavoratore di 67 anni, con un montante contributivo di 270.000 euro. Il coefficiente di trasformazione che corrisponde alla sua età, fino al 31 dicembre 2024, è del 5,723%.

Il 5,723% di 270.000 euro è 15.452,10 euro, ovvero l’importo della quota di pensione contributiva col sistema misto o l’importo lordo annuo della pensione calcolata col sistema contributivo.

Pensione retributiva o contributiva nel 2024
Pensione retributiva o contributiva nel 2024: in foto un uomo pensieroso.

Faq sulla pensione 2024

L’Ape sociale è ancora vantaggioso con le modifiche del 2024?

L’Ape sociale nel 2024, nonostante l’aumento dell’età minima e le restrizioni sugli ammessi, può ancora rappresentare un’opzione vantaggiosa per chi soddisfa i nuovi criteri. Tuttavia, i vantaggi sono ora limitati a un gruppo più ristretto di lavoratori.

Come cambiano le condizioni per Opzione donna nel 2024?

Per l’Opzione Donna nel 2024, ci sono cambiamenti significativi. Il requisito anagrafico passa da 60 a 61 anni, con 35 anni di contribuzione. Tuttavia, l’età può ridursi di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni. L’accesso è riservato a lavoratrici licenziate, donne con disabilità oltre il 74%, e donne che assistono persone disabili conviventi.

Con Quota 41 precoci si può lavorare?

L’INPS spiega che: “la pensione anticipata con requisito ridotto per i lavoratori cd. precoci, a far data dalla sua decorrenza, non è cumulabile con redditi da lavoro subordinato o autonomo prodotti in Italia o all’estero per il periodo di anticipo rispetto ai requisiti vigenti per la generalità dei lavoratori“.

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Il termine per presentare la domanda di pensione usuranti a 61 anni e 7 mesi è fissato al 1° maggio. I lavoratori che maturano i requisiti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025 devono presentare una domanda di accertamento dei requisiti per il pensionamento anticipato entro questa data. Cosa significa? Che chi va in pensione con Quota 41 non può esercitare un’attività lavorativa fino a quando non si maturano i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata ordinaria.

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