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Home / Pensioni » Previdenza e Invalidità / Pensione reversibilità coniuge divorziato con mantenimento?

Pensione reversibilità coniuge divorziato con mantenimento?

Spetta la pensione di reversibilità al coniuge divorziato con assegno di mantenimento? Cosa dice la legge sul divorzio? Scopriamolo in questo articolo.

di Carmine Roca

Gennaio 2024

In questo articolo vedremo insieme se spetta la pensione di reversibilità al coniuge divorziato con assegno di mantenimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di reversibilità al coniuge divorziato con assegno di mantenimento: spetta?

Il coniuge divorziato, titolare di assegno di mantenimento (o assegno divorzile) ha diritto alla pensione di reversibilità, al momento del decesso dell’ex coniuge pensionato?

, lo prevede la legge numero 898 del 1970, che all’articolo 9 limita il diritto alla reversibilità soltanto al coniuge divorziato che già percepiva l’assegno divorzile. In caso contrario, il coniuge superstite divorziato non avrà diritto alla reversibilità.

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Quando spetta la reversibilità al coniuge divorziato?

Come modificato dalla legge numero 74 del 1987, il coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità in presenza di queste condizioni:

Assegno di mantenimento e pensione di reversibilità: cosa sapere?

Sulla titolarità dell’assegno divorzile o di mantenimento è intervenuta anche la Corte di Cassazione con l’ordinanza numero 27875 del 2021.

La Cassazione ha riferito che “ai fini del riconoscimento della pensione di reversibilità in favore del coniuge nei cui confronti è stato dichiarato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, la titolarità dell’assegno di cui all’art. 5 della legge n. 898/1970, deve intendersi come titolarità attuale e concretamente fruibile dell’assegno periodico divorzile al momento della morte dell’ex coniuge e non già come titolarità astratta del diritto all’assegno divorzile già definitivamente soddisfatto con la corresponsione in unica soluzione.

In questo caso, infatti, viene meno il requisito funzionale della pensione di reversibilità, finalizzato alla continuazione del sostegno economico in favore dell’ex coniuge, che poi è lo stesso dell’assegno divorzile o di mantenimento.

Dunque, in presenza di assegno corrisposto una tantum (una sola volta) non esiste la situazione di contribuzione economica venuta a mancare.

Coniuge divorziato e pensione di reversibilità: come presentare domanda?

Il coniuge divorziato in possesso dei requisiti sopra indicati, può presentare domanda di reversibilità all’INPS in questo modo:

Pensione di reversibilità e nuovo matrimonio: è possibile?

Dunque, secondo quanto previsto dalla legge sul divorzio, il coniuge divorziato, titolare di assegno di mantenimento a causa della propria fragilità economica, ha diritto a percepire la pensione di reversibilità dell’ex coniuge deceduto, ma solo se non si è risposato.

In caso contrario, se il coniuge superstite ha contratto un nuovo matrimonio, non avrà diritto alla reversibilità.

Se, invece, il coniuge defunto, dopo aver divorziato dalla prima moglie, si sia risposato, la pensione di reversibilità andrà divisa tra il coniuge superstite, se a carico del defunto, e il coniuge divorziato, se titolare di assegno divorzile o di mantenimento.

La divisione avviene per quote e, secondo quanto stabilito dalla Cassazione, le quote dovranno tenere conto della durata dei rispettivi matrimoni, delle condizioni economiche dei superstiti e dell’entità dell’assegno divorzile.

La Corte precisa, però, che non tutti tali elementi, peraltro, devono necessariamente concorrere né essere valutati in egual misura, rientrando nell’ambito del prudente apprezzamento del giudice di merito la determinazione della loro rilevanza in concreto”.

Se il coniuge superstite dovesse contrarre un nuovo matrimonio, la pensione di reversibilità verrebbe percepita soltanto dal coniuge divorziato. Infine, alla morte del coniuge divorziato, la quota di reversibilità passa al coniuge superstite, a patto che non si sia, nel frattempo, risposato/a.

Pensione di reversibilità al coniuge divorziato con assegno di mantenimento
Pensione di reversibilità al coniuge divorziato con assegno di mantenimento: in foto una donna firma il divorzio.

Faq sulla pensione di reversibilità

Quali documenti allegare alla domanda per la pensione di reversibilità?

Alla domanda per la pensione di reversibilità vanno allegati diversi importanti documenti, quali:

Inoltre, se la domanda viene presentata dal coniuge separato con addebito, occorre allegare alla domanda anche la copia della sentenza di separazione legale.

Se la richiesta viene inoltrata dal coniuge divorziato, occorre allegare la copia della sentenza di divorzio, nel caso in cui c’è il coniuge superstite (qualora il pensionato abbia contratto nuovo matrimonio).

In caso di separazione dei beni si ha diritto alla reversibilità?

Certo, la separazione dei beni non provoca limitazioni o divieti sulla pensione di reversibilità: questa può essere richiesta e ottenuta dal coniuge superstite, che avrà diritto al 60% dell’importo dell’assegno del coniuge deceduto; oppure all’80% se ha a carico un figlio, o al 100% se ha a carico due o più figli.

La pensione di reversibilità fa reddito per la pensione minima?

Sì, la pensione di reversibilità fa reddito e, quindi può influire sul diritto alla pensione minima, ma solo se il reddito personale (o da coniugato) dovesse superare una determinata soglia.

La pensione di reversibilità dopo quanti anni di matrimonio spetta?

Il diritto alla pensione di reversibilità, per il coniuge superstite, spetta a prescindere dalla durata del matrimonio. I mesi o gli anni nei quali si è stati sposati non influiscono sul diritto alla prestazione: anche un solo giorno di matrimonio basta, al coniuge superstite, per ricevere la quota di pensione di titolarità del coniuge defunto.

Chi decide delle controversie per la pensione di reversibilità?

Le controversie sulla ripartizione della pensione di reversibilità tra coniuge superstite ed ex coniuge sono sempre di competenza del giudice/tribunale ordinario.

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