Pensione di reversibilità: limiti di reddito e a chi spetta

Pensione di reversibilità e pensione indiretta ai superstiti di un pensionato o assistito morto: i requisiti, a chi spetta, l'importo e come fare domanda. Una guida agile per capire cos'è la pensione di reversibilità e chi e quando ne ha diritto. Dal coniuge, ai figli, ai fratelli, ai genitori.

5' di lettura

Se un pensionato muore i superstiti hanno diritto alla pensione di reversibilità. Ma se il defunto non è ancora pensionato (solo assicurato), con determinati requisiti può scattare la pensione indiretta.

Prima di approfondire la pensione di reversibilità, una piccola precisazione per la pensione indiretta.

Sono necessari (alternativamente):

  • almeno 780 contributi settimanali (15 anni)
  • almeno 260 contributi settimanali, di cui minimo 156 nei cinque anni precedenti la morte.

Pensione di reversibilità, coniuge

Torniamo al tema di questa guida, che è appunto la pensione di reversibilità.

Vediamo subito chi ha diritto alla pensione di reversibilità:

  • il coniuge, sposato o in unione civile
  • il coniuge divorziato, ma a queste condizioni:
  • che riceva un assegno di mantenimento
  • che non si sia risposato

che l’inizio del rapporto assicurativo del coniuge defunto sia precedente alla sentenza che ha sciolto gli effetti civili del matrimonio. Per dirla facile: l’ex coniuge morto deve aver iniziato a versare contributi prima della sentenza di divorzio.

Pensione di reversibilità, i figli

Cosa accade se l’ex coniuge si è già sposato? Beh, come detto, perde il diritto alla successione del trattamento pensionistico. In questo caso potrebbero beneficiarne:

  • i figli minorenni alla data della morte del genitore
  • i figli inabili al lavoro e che sono a carico del genitore al momento della scomparsa, in questo caso senza limiti di età
  • i figli maggiorenni studenti che sono a carico del genitore al momento della morte e che non abbiano nessuna attività lavorativa e che stiano frequentando scuole o corsi di formazione professionale equiparabili a corsi scolastici. Fino ai 21 anni di età
  • i figli maggiorenni studenti che al momento della morte del genitore non lavorano ma frequentano l’università. Riceveranno la pensione di reversibilità nei limiti della durata legale del corso di studi e non oltre i 26 anni.

Chi è a carico?

Ma quando il superstite viene considerato a carico dell’assicurato o del pensionato che è deceduto?

Devono coesistere due condizioni:

  • il superstite non è economicamente autosufficiente
  • il superstite veniva mantenuto abitualmente dal familiare che è morto (era quindi a carico).

Per questo motivo è importante dimostrare nella richiesta della pensione di reversibilità (o assegno indiretto), la convivenza del superstite con il defunto.

I figli studenti hanno diritto alla pensione riservata ai superstiti anche se hanno un piccolo reddito che deriva da una attività lavorativa.

Questo reddito, però, non deve essere superiore al trattamento minimo annuo di pensione previsto dal Fondo Pensioni per i lavoratori dipendenti maggiorato del 30%.

Pensione di reversibilità, fratelli e genitori

Hanno diritto alla pensione di reversibilità o alla pensione indiretta solo il coniuge e i figli?

Non proprio, ci sono anche altri casi:

Se il pensionato (o assicurato) morto non aveva figli o coniugi (anche uniti civilmente), o anche se figli e coniugi non rientrano nei requisiti per la pensione di reversibilità, il trattamento pensionistico potrebbe essere erogato in favore dei genitori del defunto.

Ma anche in questo caso a certe condizioni:

  • i genitori devono aver compiuto i 65 anni di età
  • non devono essere titolari di pensioni
  • e devono risultare a carico del lavoratore deceduto

E se anche i genitori non rientrano nei requisiti previsti o non ci sono più?

In questo caso il diritto alla pensione di reversibilità (o all’assegno indiretto), potrebbe spettare ai fratelli celibi o alle sorelle nubili, ma a queste condizioni:

  • che al momento della morte del pensionato (o assicurati) siano inabili al lavoro
  • non siano titolari di pensioni
  • risultino a carico del lavoratore deceduto

Importo

La pensione ai superstiti è pari a una percentuale della pensione già liquidata o che sarebbe spettata all’assicurato deceduto.

Queste sono le percentuali:

  • coniuge solo: 60%
  • coniuge con un figlio: 80%
  • coniuge con due o più figli: 100%

Se i superstiti che hanno diritto alla pensione di reversibilità non sono il coniuge, queste sono le percentuali:

  • un figlio: 70%
  • due figli: 80%
  • tre o più figli: 100%
  • un genitore: 15%
  • due genitori: 30%
  • un fratello o sorella: 15%
  • due fratelli o sorelle: 30%

Importi cumulabili

Gli importo delle pensioni di reversibilità (o pensione indiretta), possono essere cumulabili con i redditi del beneficiario, ma entro i limiti riportati sotto (il riferimento è al 2020, nel 2021 cambierà qualche decimale, non di più):

2020

  • Fino a 20.107,62 – Nessuna riduzione
  • Oltre 20.107 e fino a 26.810,16 – 25%
  • Oltre 26.810,16 e fino a33.512,70 – 40%
  • Oltre 33.512,70 – 50%

Questi limiti di cumulabilità non vengono applicati se il beneficiario fa parte di un nucleo familiare con figli minori, studenti o inabili.

La domanda

Come si presenta la domanda per le pensione di reversibilità o la pensione indiretta?

Ci sono diversi modi. Se siete pratici nella compilazione della richiesta potete utilizzare i servizi telematici che l’Inps mette a disposizione sul suo sito internet. In questo caso bisogno utilizzare il codice Pin.

In alternativa potete recarvi in un patronato.

Per altri chiarimenti è anche disponibile il call center dell’Inps, basta chiamare al numero gratuito 803 164 (da rete fissa) o allo 06 164 164 da rete mobile.

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