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Pensione veloce per i dipendenti pubblici

Pensione veloce per i dipendenti pubblici: arriva il mese l'ultimo stipendio, per gli autonomi invece l'attesa è lunga.

di The Wam

Settembre 2022

Pensione veloce per i dipendenti pubblici, ovvero senza interruzioni tra l’ultimo stipendio e il primo importo del trattamento pensionistico. Per anni è stata una chimera, un sogno irraggiungibile, con attese che si sono prolungate per mesi. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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Pensione veloce per i dipendenti pubblici: l’Inps cambia marcia

Ora l’Inps cambia marcia, almeno per i dipendenti pubblici. O meglio, così dicono i dati che sono stati diffusi dallo stesso istituto di previdenza.

Sulla stessa questione potresti leggere, riforma delle pensioni: cosa cambia dopo il voto di settembre, o anche riforma delle pensioni 2023, tutte le novità. Sui tempi stretti di questa risistemazione della previdenza, c’è anche un articolo che ripercorre il rischio della pensione solo ai 67 anni se non si procede subito con una ristrutturazione.

L’obiettivo dichiarato dell’Inps è quello di evitare non solo slittamenti nell’erogazione del primo importo della pensione, ma anche solo lievi ritardi.

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Pensione veloce per i dipendenti pubblici: scuola

Come vedremo il risultato è stato raggiunto per una buona parte degli Statali. Molto meno per gli autonomi, dove il passaggio tra i lavoro e la pensione è ancora costellato da mesi di vuoto.

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali.

Torniamo ai dipendenti pubblici. Il 31 agosto 35mila dipendenti della pubblica istruzione hanno terminato il servizio: da settembre riceveranno il loro primo assegno pensionistico.

L’Inps ha dichiarato che questo risultato è stato assicurato nel 94% dei casi. Quasi un en plein.

Pensione veloce per i dipendenti pubblici: servizio più efficiente

La velocizzazione della procedura è stata possibile dopo che è stato migliorato e reso più efficiente il servizio. L’Inps ha imposto anche un controllo costante dei tempi per l’erogazione del servizio, tentando di correggere tutti gli intralci, gli errori e le sovrapposizioni che non hanno consentito per anni una adeguata (e diffusa) continuità tra la fine dell’attività lavorativa e l’arrivo della prima rendita pensionistica.

Pensione veloce per i dipendenti pubblici: 3 milioni di persone

Questo controllo non riguarda ovviamente solo i dipendenti della pubblica istruzione che sono andati a riposo, ma i 3 milioni di lavoratori del pubblico impiego.

Sono state anche aggiornate le cifre che riguardano il 2021:

Il neo pensionato non è quindi rimasto mai scoperto.

Pensione veloce per i dipendenti pubblici: scambio dati immediato

I progressi, che almeno a leggere i numeri forniti dall’istituto di previdenza, sembrano importanti, sono dovuti alla riorganizzazione dei canali per l’acquisizione di tutte le informazioni che sono necessarie per completare le posizioni assicurative dei dipendenti della pubblica amministrazione.

La digitalizzazione ha avuto un ruolo chiave in questa velocizzazione. Ha reso più veloce e chiaro e sicuro l’invio dei dati da parte delle diverse amministrazioni. Un passaggio fondamentale per la liquidazione delle pensioni.

I passaggi sono diversi e non sempre hanno brillato per efficienza. A esempio, per erogare la pensione ai dipendenti della scuola che sono andati a riposo, l’Inps deve attendere i dati che vengono inviati dal ministero della Pubblica istruzione.

Un passaggio che negli anni precedenti – e soprattutto quando i processi di digitalizzazioni non avevano ancora raggiunto gli attuali livelli di efficienza – ha causato lunghe serie di ritardi.

Pensione veloce per i dipendenti pubblici: e il Tfs?

Per i dipendenti pubblici resta il problema del trattamento di fine servizio (Tfs, il trattamento di fine rapporto di chi lavora in enti statali). In alcuni casi l’attesa per ricevere quanto spetta può arrivare fino a diversi anni: una enormità.

In questo caso a rendere più difficile un miglioramento per la velocità di erogazione (oltre a normative in vigore) c’è anche un altro aspetto: i termini per l’erogazione del Tfs cambiano, ovvero dipendono dalle cause che hanno causato la cessazione del rapporto di lavoro.

Se infatti il lavoratore è andato in pensione dopo aver raggiunto i limiti di età o di servizio, il pagamento del trattamento di fine servizio deve essere effettuato non prima di un anno dalla cessazione del rapporto di lavoro.

In altri casi, come le dimissioni o il licenziamento, la prestazione arriva non prima dei due anni.

C’è solo una eccezione e riguarda i casi di morte o di invalidità. In quel caso l’attesa non deve durare più di 105 giorni.

Proprio per ovviare a questa situazione è stata stipulata una convenzione con le banche: al momento dell’accesso alla pensione si può ottenere un finanziamento a tasso agevolato per una somma che è pari all’ammontare dell’indennità di servizio, se non supera il tetto dei 45mila euro.

Questo vuol dire però, che sul Tfs oltre alle tasse i dipendenti pubblici ci perderanno anche gli interessi che saranno versati alle banche.

Pensione veloce per i dipendenti pubblici

Pensione veloce per i dipendenti pubblici: e gli autonomi?

Ok, almeno sui tempi di erogazione della prima rendita della pensione, buone notizie per i dipendenti pubblici. E per tutti gli altri?

Su quel versante stiamo ancora in alto mare. O meglio: l’obiettivo di versare il primo importo il mese successivo all’ultimo stipendio è lontano.

Per ora il tempo standard è di quasi due mesi. Ma alcune Inps (dipende dai territori) possono arrivare a tre mesi o oltre. E quando si va oltre è consigliabile contattare la sede competente per chiedere un sollecito.

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