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Pensioni 2023, Quota 102 e le altre: cosa succederà

Pensioni 2023, Quota 102 e le altre: cosa succederà il prossimo anno se, come sembra probabile, non ci sarà una riforma.

di The Wam

Settembre 2022

Pensioni 2023, Quota 102 e le altre: come funziona il sistema previdenziale il prossimo anno. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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Una delle questioni in discussione in queste settimane di campagna elettorale è la fine di Quota 102, che scade il 31 dicembre. Ebbene tutto lascia supporre una conferma.

Il nuovo governo non avrà il tempo necessario per discutere e votare una riforma previdenziale. Dopo il voto del 25 settembre, il nuovo esecutivo non sarà operativo prima della metà di ottobre: resta dunque un periodo troppo breve fino a dicembre per proporre e votare una riforma. Anche considerando il pieno periodo di emergenza, che impone altri provvedimenti immediati.

Ma non solo. Per l’inflazione così alta bisognerà stanziare 20 miliardi in più per la sola rivalutazione delle pensioni (l’aumento previsto non sarà inferiore all’8%).

Sullo stesso argomento puoi legge Pensione anticipata Quota 41, i rischi e i costi; o anche pensione anticipata, verso Quota 41 nel 2023. C’è anche un focus sulla riforma delle pensioni: Legge Fornero o Quota 41? Ipotesi e news.

Pensioni 2023: Quota 102

Quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi) sarà sicuramente rinnovata perché non ci sono altre strade per evitare lo scalone che si verrebbe a creare con il ripristino della sola Legge Fornero.

Ma oltre a Quota 102, vediamo quali sono le novità previste per il 2023 o meglio, le conferme (sempre più probabili). Ovvero tutte quelle misure che continueranno a consentire l’aggiramento delle rigidità imposte dalla Fornero.

Vediamo quelle che sono le principali. Può essere utile per avere un quadro previdenziale per il 2023, in attesa di una riforma del sistema previdenziale che questo Paese aspetta da ormai troppo tempo (nel frattempo all’orizzonte si intravede l’introduzione di quota 41 per tutti: ovvero per chi, per inteso, ha 41 anni di contribuzione).

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Pensioni 2023: nessun aumento dell’età

Beh, partiamo da una buona notizia: non sarà aumentata, come invece previsto, l’età per la pensione di vecchiaia. Resta a 67 anni, avrebbe dovuto essere aumentata di 3 mesi per l’adeguamento all’aspettativa di vita. Il minimo contributivo è sempre di 20 anni.

Pensioni 2023: precoci

Resta la pensione ai precoci. Ovvero la possibilità di uscire con 42 anni 10 mesi di contribuzione (41 anni e 10 mesi per le donne), a prescindere dall’età anagrafica.

Anche questo requisito avrebbe dovuto essere aumentato per l’aspettativa di vita (43 anni di contribuzione), ma resterà inalterato.

A questa misura si accede però solo se entro i 19 anni di età è stato versato almeno un anno di contributi.

Pensioni 2023: Ape sociale

Molto probabile, per le stesse ragioni di Quota 102, anche la proroga per l’Ape Sociale, un’altra misura che scade il 31 dicembre 2022 e che il governo Draghi (così come per Opzione donna) aveva intenzione di rendere strutturale.

L’Ape sociale è una trattamento previdenziale di grande importanza. Consente una via di uscita altrimenti difficilmente praticabile a una serie di categorie ritenute fragili:

Per queste persone i requisiti necessari per accedere a questo accompagnamento alla pensione sono questi:

Possono accedere all’Ape sociale anche i lavoratori impegnati in attività gravose. L’età resta la stessa (63 anni), ma i contributi richiesti sono più alti (36 anni).

Pensioni 2023: Opzione donna

Insieme all’Ape sociale, come accennato, in rampa di conferma anche Opzione donna, un altro trattamento per la pensione anticipata che era in scadenza il 31 dicembre del 2022. Una misura che il governo Draghi voleva rendere strutturale.

Opzione donna (che è solo contributiva), consente di andare in pensione a 58 anni di età e 35 anni di contributi (le autonome a 59 anni). Questo trattamento è stato molto utilizzato per uscire dal lavoro (così come l’Ape sociale), anche se prevede una discreta penalizzazione sull’importo dell’assegno pensionistico (è comunque importante fare dei calcoli preliminari per decidere se può essere conveniente).

Pensioni 2023: Isopensione

Resteranno anche altre misure che permettono di andare in pensione in anticipo nel 2023. Tra queste c’è l’isopensione, che consente di anticipare tra i 4 e i 7 anni la pensione. In questo caso i costi sono tutti a carico delle aziende che hanno più di 15 dipendenti.

Pensioni 2023: contratto espansione

Dovrebbero restare i vigore anche i contratti di espansione, una misura che era stata introdotta per favorire il ricambio generazionale all’interno delle aziende: per una determinata cifra di neo pensionati avrebbe dovuto essere assunto un numero di giovani.

Anche in questi casi gli oneri sono tutti a carico delle imprese. La misura è però dedicata, questa la differenza con isopensione, solo ad aziende che hanno più di 50 dipendenti.

Pensioni 2023, Quota 102 e le altre: cosa succederà

Pensioni 2023: fondi solidarietà

Trattamenti molto simili potranno essere attivati anche con i fondi esubero o i fondi di solidarietà, che in questo momento sono attivi in particolare per le banche e le assicurazioni. Ma che si possono usare anche per il prepensionamento di dipendenti che operano nell’industria, nel commercio, nei servizi, nell’agricoltura e nell’artigianato.

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