Pensioni 2023: tutto su uscita anticipata, importi, aumenti

Dal 1° gennaio si ritorna alla legge Fornero senza un’alternativa valida. I tempi sono strettissimi viste le elezioni imminenti. Di seguito tutte le ipotesi in campo sulle pensioni 2023.

4' di lettura

Pensioni 2023 – È del tutto evidente che con l’uscita di scena del governo guidato da Mario Draghi comincia un po’ di confusione sul futuro delle varie iniziative che si erano messe in campo. Il tema pensioni è uno dei più sentiti e, visti i tempi strettissimi, probabilmente non ci saranno molte possibilità di lanciare un’alternativa valida.

A maggior ragione, le viarie “surroghe” attuali – Quota 102, Ape sociale e Opzione donna – vanno verso la scadenza del prossimo 31 dicembre.

Si vocifera che però ci saranno delle proroghe – soprattutto alla Quota 102 – o anche della nascita di Quota 104, ma è ancora tutto in forse.

L’unica certezza è che senza alternative si ritorna alla legge Fornero. Quindi dal 1° gennaio 2023 l’uscita dal mondo del lavoro sarà a 67 anni, oppure anticipatamente con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne) accettando un taglio dell’assegno.

Ma adesso vediamo nel dettaglio le varie ipotesi sulle pensioni 2023 (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Pensioni 2023: l’adeguamento pensioni

L’adeguamento delle pensioni arriverà prima del previsto per rispondere alla forte impennata dell’inflazione. Non a gennaio, dunque, quanto piuttosto a settembre oppure a ottobre.

Alcuni passaggi devono ancora essere decisi (alcuni parlano di una rivalutazione al 2%), come per esempio la possibilità di applicare l’aumento solo alle pensioni più basse.

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Pensioni 2023: si va avanti col sistema contributivo

Draghi ha ricordato la necessità della riforma anche nel discorso durante le sue dimissioni da presidente del Consiglio: «Serve una riforma pensioni che garantisca meccanismi di flessibilità in uscita e un impianto sostenibile ancorato al sistema contributivo».

Quindi «il percorso progressivo verso il sistema contributivo non cambia. Indietro non torniamo, perché il sistema previdenziale retributivo ha creato delle vulnerabilità che tutti anche all’estero ci rimproverano».

Pensioni 2023: riforma necessaria

L’Inps è chiara nel suo rapporto annuale. Sottolinea che, senza un intervento mirato, il sistema attuale porterà a un buco nelle casse di 92 miliardi di euro nel 2029. L’attuale struttura previdenziale è al collasso, non è sostenibile sul lungo termine.

E la data di scadenza è alle porte. Il rapporto sottolinea come il patto intergenerazionale, in un periodo caratterizzato dal precariato e dalla diminuzione progressiva del tasso di fecondità, vada rivisto. Le pensioni del futuro non potranno essere pagate dai giovani con le attuali condizioni.

Pensioni 2023: gli altri provvedimenti del dl Aiuti

Nel corso dell’incontro con i sindacati, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha ribadito la sua intenzione «di tutelare imprese, lavoratori a basso reddito e pensionati». E nell’ormai prossimo decreto Aiuti da 14,3 miliardi saranno inclusi diversi provvedimenti in tal senso. Oltre al già citato adeguamento delle pensioni avremo anche il taglio del nucleo contributivo.

Il cuneo contributivo

Nel programma, quindi, rientra anche il taglio del cuneo contributivo, con una riduzione dell’1% dei versamenti all’Inps per i redditi fino a 35 mila euro. Questo andrà ad aggiungersi al taglio dello 0,8% già presente e attivo fino alla fine del 2022.

Lotta al caro energia

Prorogato il taglio alle accise di benzina e diesel, che ha portato a uno sconto di 30 centesimi del prezzo alla pompa. Pare che questa forma di aiuto da parte dello Stato andrà avanti fino al 21 ottobre, ottenendo quindi una proroga di due mesi. Oltre a ciò, alle famiglie sarà garantito l’azzeramento fino a fine anno degli oneri di sistema sulla bolletta relativa all’energia, con riduzioni del 20-30%.

Estensione dei crediti di imposta

Estensione dei crediti di imposta, invece, per le imprese che ora si trovano a dover fare i conti con l’aumento dei costi collegato al caro energia. Ciò si tradurrà in uno sconto fiscale del 15% per quelle imprese che arrivano a consumare fino a 16,5 chilowattora, e del 25% quelle che impiegano maggiori quantità di energia.

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