Pensioni 2023, stop alla rivalutazione per 2 anni

Pensioni 2023, stop alla rivalutazione per 2 anni, emerge dai dettagli della manovra di Bilancio. La riduzione dell’adeguamento alla svalutazione riguarda tutte le pensioni oltre i 2.100 euro lordi e sarà graduale, vediamo come.

6' di lettura

Pensioni 2023, stop alla rivalutazione per 2 anni: il governo ha rivisto il meccanismo che adegua i trattamenti all’inflazione. Il dettaglio emerge dalla lettura della Legge di Bilancio che si avvia a diventare definitiva: nei prossimi giorni arriverà al Parlamento per l’approvazione. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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La misura riguarda in particolare le pensioni che superano la soglia dei 2.100 euro lordi al mese. Già a partire dal prossimo gennaio. Per questi trattamenti non sarà disposto un aumento (complessivo) del 7,3%, come per le pensioni che sono al di sotto di quella soglia, ma solo del 2,2%.

Più del 5% in meno del limite fissato dall’Istat, che è comunque inferiore all’inflazione reale, ormai superiore all’11%.

Su questo argomento, c’è il post che anticipava la decisione del governo sul taglio della rivalutazione delle pensioni medio alte; Su questo tema può interessarti un post che spiega quali sono le pensioni a rischio senza la verifica attuariale; c’è un focus che spiega quanti soldi si perdono con Opzione donna; in un altro articolo si racconta come funziona Quota 103 in attesa della vera riforma delle pensioni.

Dai un’occhiata alle ultime novità sulla pensione di dicembre più ricca, dopo la pubblicazione del cedolino. Guarda il video: LEGGE DI BILANCIO 2023 in BREVE: RDC, PENSIONI, FISCO. SI CAMBIA!

Pensioni 2023, cosa cambia per quelle sotto i 2.100

Per le pensioni che non superano il minimo Inps (appunto, 2.100 euro lordi al mese), non sarà cambiato nulla. Il che significa che potranno contare su un adeguamento all’inflazione (rivalutazione) pari al 100% della misura che in via provvisoria è stata fissata dall’Istat, 7,3%.

Quella soglia del 7,3% è provvisoria perché riferita a ottobre. A novembre l’inflazione è continuata a crescere nonostante la Banca Centrale Europea abbia aumentato il costo del denaro. È quindi prevedibile nel corso del 2023 un ulteriore adeguamento dei trattamenti pensionistici che sono al di sotto dei 2.100 euro.

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Pensioni 2023, l’aumento delle minime

Il governo ha anche stabilito di aumentare le pensioni che non superano il minimo (525,38 euro). Avranno un ulteriore incremento (oltre alla rivalutazione), che sarà erogato in due anni:

  • 1,5% nel 2023;
  • 2,7% nel 2024.

Sì, ma a quanto arriveranno le pensioni che non superano la soglia minima? Dal prossimo gennaio l’importo arriverà a 572 euro. In pratica 8 euro in più rispetto alla cifra che si sarebbe raggiunta con la sola rivalutazione ordinaria.

Niente di importante dunque. Più che un aumento siamo nell’ordine dei ritocchi.

Pensioni 2023, cosa succede alle pensioni tra 4 e 5 volte il minimo?

Parliamo delle pensioni che sono 4 volte il minimo. Come detto quelle superano la soglia dei 2.100 euro lordi. Insomma, buoni importi ma non certo “pensioni d’oro”.

La percentuale di rivalutazione sarà ridotta E questa penalizzazione non durerà solo per il 2023. La formula dell’incremento parziale su tutto l’importo (e non a scaglioni) sarà imposta dal governo anche per tutto il 2024.

E quindi, per le pensioni fino a 2630 euro lordi mensili, la rivalutazione sarà dell’80% rispetto al del 7,3% di inflazione, quindi del 5,84% sull’intera somma.

Con la normativa in vigore in precedenza per le pensioni tra 4 e 5 volte il minimo sarebbe invece andata così:

  • recupero del 100% sull’inflazione fino a 2.100 euro;
  • recupero dell’80% sulla cifra che resta.

Pensioni 2023, cosa succede alle pensioni più alte?

Per le pensioni più alte, quelle tra cinque e sei volte il minimo (superiori a 2.630 euro) andrà così:

  • la rivalutazione spetta solo al 55% sul 7,3%.

Per le pensioni tra sei e otto volte il minimo:

  • la rivalutazione sarà del 50%.

per le pensioni tra otto e il dieci volte il minimo:

la rivalutazione sarà del 40%.

per le pensioni oltre 10 volte il minimo:

  • la rivalutazione sarà del 35% (si riduce quindi dal 7,3% al 2,6%).

Bisogna aggiungere che gli aumenti netti saranno anche inferiori, perché bisogna anche considerare la progressività dell’Irpef.

E infatti: 

  • una pensione di 2.000 euro lordi mensili sarà aumentata di 146 euro (lordi), ma si riducono a 100 netti per la tassazione;
  • una pensione di 3.000 euro lordi sarà aumentata di 120 euro lordi, il netto sarà però di 74 euro per la tassazione.

Pensioni 2023, cosa potrebbe cambiare nella manovra

Alcune questioni della manovra di Bilancio restano da verificare e potrebbero essere modificate nel corso della discussione parlamentare.

Una in particolare riguarda Opzione donna. Non convince la decisione del governo di legare l’età di uscita al numero dei figli:

  • si esce a 58 anni con almeno due figli;
  • si esce a 59 anni con un figlio;
  • si esce a 60 anni se non si hanno figli.

Il punto è che con questa modalità di pensionamento anticipato resta il requisito dei 35 anni di contribuzione e la determinazione dell’importo con il calcolo contributivo, che è meno favorevole del retributivo e causa quindi una riduzione dell’importo sull’assegno mensile della pensione tra il 20 e il 30%.

Il governo deve anche definire meglio la revisione che è stata effettuata per l’assegno unico  a vantaggio delle famiglie con figli.

In aumento i fondi per l’editoria

Un po’ a sorpresa rispetto agli ultimi anni il governo di centrodestra ha deciso di aumentare i fondi per l’editoria (dopo anni di graduale e inarrestabile riduzione).

Il fondo sale in questo modo:

  • di 75,8 milioni per il 2023;
  • di 55 milioni per il 2024.
Pensioni 2023, stop alla rivalutazione per 2 anni

Cattive notizie per i fumatori

Il governo ha deciso di aumentare gli introiti sulla vendita delle sigarette e quindi i fumatori dovranno pagare almeno 20 centesimi in più a pacchetto. Gli incrementi sul prezzo riguardano anche le sigarette elettroniche.

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