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Pensioni 2024 con 41 anni di contributi

Pensioni 2024 con 41 anni di contributi: come cambieranno con la Legge di bilancio 2024? Ecco modifiche, penalizzazioni, esempi di importo.

di Carmine Roca

Dicembre 2023

Oggi vi parliamo di pensioni 2024 con 41 anni di contributi: come funzioneranno, in virtù delle modifiche apportate con la nuova Legge di bilancio? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensioni 2024 con 41 anni di contributi: la Legge di bilancio 2024

In attesa dell’approvazione al Senato della Legge di bilancio 2024 (attesa entro il 7 dicembre, ma non è da escludere uno slittamento alla prossima settimana), le pensioni 2024 con 41 anni di contributi sono destinate a cambiare.

Con l’ultima manovra finanziaria verranno apportate delle correzioni su Quota 103, la misura più “giovane” del panorama pensionistico italiano, che consente l’uscita anticipata con 62 anni di età e 41 anni di contributi.

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Come cambierà Quota 103 nel 2024?

Introdotta l’anno scorso dalla Legge di bilancio 2023, Quota 41 cambierà, in parte, pelle, diventando un po’ meno accessibile e più penalizzante.

La novità più importante e allo stesso tempo criticata è il ricalcolo dell’assegno interamente con il sistema contributivo, anche per gli anni di contributi versati prima del 1° gennaio 1996.

Se quest’anno il calcolo della pensione è avvenuto col sistema misto, in base al periodo di maturazione dell’anzianità contributiva (calcolo retributivo sui contributi versati sino al 1995; regole del contributivo sui contributi versati dal 1996 in poi), nel 2024, chi accederà a Quota 103 è destinato a perdere diverse centinaia di euro al mese di pensione.

Quota 103 penalizzante: ecco quanto si perde al mese

Ad esempio, un lavoratore di 62 anni di età, con 41 anni di contributi (14 anni sino al 1995 e 27 anni dal 1996 ad oggi), con una retribuzione lorda annua di 28.000 euro, nel 2023 ha percepito una pensione di 20.200 euro lordi annui, pari a circa 1.100 euro netti al mese.

Con gli stessi requisiti, ma applicando il calcolo contributivo su tutta l’anzianità contributiva maturata, nel 2024 lo stesso lavoratore prenderebbe una pensione di 18.500 euro lordi annui (circa 1.700 euro in meno rispetto al 2023), intorno ai 900-950 euro netti al mese (circa 200 euro in meno rispetto al 2023).

Quota 103: quali sono le altre modifiche?

Le altre modifiche apportate su Quota 103 sono le seguenti:

Nel 2024, per Quota 103, rimarrà in vigore il Bonus Maroni, ovvero l’aggiunta dei contributi a carico del lavoratore sullo stipendio mensile. Per incentivare la permanenza in servizio, il datore di lavoro verserà questa parte di contributi direttamente al lavoratore e non all’INPS, incrementando il valore dello stipendio netto in busta paga.

Quota 41 precoci nel 2024: come sarà?

Non ci saranno novità, invece, per Quota 41 precoci, la misura previdenziale dedicata a coloro che hanno iniziato a lavorare in giovane età, versando il primo anno di contributi entro il 19esimo anno di età.

Quota 41 precoci rimarrà a disposizione solo di alcune categorie di lavoratori:

Pensioni 2024 con 41 anni di contributi
Pensioni 2024 con 41 anni di contributi: in foto un uomo a mano aperta e il 2024.

Faq sulla pensione con 41 anni di contributi

Con Quota 41 precoci si può continuare a lavorare?

Chi accede a Quota 41 precoci non può svolgere alcuna attività lavorativa da dipendente o da autonomo, per un periodo di tempo che intercorre dagli anni di contributi versati (41 anni) e il soddisfacimento del requisito contributivo previsto per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi per le donne). Dunque, chi va in pensione con Quota 41 può riprendere a lavorare solo dopo un anno e 10 mesi (per gli uomini) o 10 mesi (per le donne).

Chi sono i caregiver che possono accedere a Quota 41 precoci?

Possono presentare domanda per Quota 41 precoci chi assiste, da almeno 6 mesi al momento della presentazione della domanda:

Cosa cambia nelle rivalutazioni con “Quota 103 nel 2024”?

Le norme vigenti prevedevano che, nel 2024, i pensionati avrebbero avuto diritto all’85% del tasso di inflazione maturato nel 2023. Era previsto un aumento di questa percentuale al 90%, ma questa proposta è stata poi ritirata. Questo significa che la differenza di rivalutazione sarà tra 86 e 107 euro all’anno, che diventano tra 55 e 65 euro in termini netti dopo l’applicazione dell’IRPEF.

Quanti lavoratori potrebbero andare in pensione con Quota 103 nel 2024?

A causa della penalizzazione sull’importo dell’assegno e sullo slittamento della decorrenza della pensione, Quota 103 non sembra una uscita anticipata dal lavoro così allettante: stando alle stime attuali, nel 2024 appena 5 mila persone opteranno per questa misura.

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