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Pensioni, più contributi per i genitori: ecco quando si può

Aumentano i contributi figurativi per i genitori: come, perché e per quali periodi? Scopriamolo insieme in questo approfondimento.

di Carmine Roca

Aprile 2023

Vediamo insieme perché e come aumentano i contributi figurativi per i genitori (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Aumentano i contributi figurativi per i genitori: perché?

Con il messaggio numero 1215 del 2023, l’INPS ha comunicato di aver apportato delle modifiche per il calcolo dei contributi figurativi riconosciuti a lavoratori e lavoratrici durante il congedo di maternità o paternità e nei periodi di congedo parentale.

L’istituto ha spiegato che l’accredito dei contributi, durante il congedo di maternità e paternità, non sarà più proporzionato in base al minimale retributivo (meccanismo della contrazione).

Significa che, facendo proprie le indicazioni giunte dal ministero del Lavoro, l’INPS viene incontro a quei lavoratori e quelle lavoratrici che, con una retribuzione imponibile inferiore al minimale, si sono visti riconoscere un numero di settimane contributive inferiori a quelle lavorate.

Ricordiamo, infatti, che un anno di lavoro non corrisponde sempre a un anno di contributi. Per i lavoratori dipendenti un anno di contributi scatta quando la retribuzione percepita è pari o superiore al minimale giornaliero. Nel 2023 il minimale è fissato a 53,95 euro.

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Come aumentano i contributi figurativi per i genitori?

Chi guadagna meno di 53,95 euro al giorno “subisce” il meccanismo della contrazione: il numero di contributi è proporzionato alla retribuzione percepita.

Questo rappresenta uno svantaggio soprattutto per i lavoratori part-time: per loro, gli anni di contributi versati sono inferiori alla durata del rapporto di lavoro.  

Con il messaggio numero 1215, l’INPS ha disapplicato il meccanismo della contrazione automatico per tutti i periodi di maternità e paternità per i quali è riconosciuta la contribuzione figurativa.

L’istituto ha spiegato che la decisione è stata presa “in coerenza con il valore riconosciuto a livello costituzionale alla maternità e con il sistema rafforzato di tutela approntato dal legislatore per garantire alla maternità e alla paternità idonea protezione, non possono trovare applicazione altre disposizioni che limitino o riducano l’accredito figurativo”.

Quindi, cosa succede senza il meccanismo della contrazione? Che chi percepisce una retribuzione inferiore al minimale, riceverà ugualmente la contribuzione figurativa per intero, per tutto il periodo in cui ci si assenta da lavoro.

Ad esempio, una lavoratrice neo-mamma, in caso di assenza da lavoro, per congedo di maternità obbligatorio, avrà diritto a 5 mesi di contribuzione figurativa, a prescindere dalla sua retribuzione.

Questo avrà un beneficio anche a lungo termine, poiché aumentando i contributi si potrà avvicinare prima l’uscita dal lavoro e l’accesso alla pensione.

Aumentano i contributi figurativi per i genitori
Aumentano i contributi figurativi per i genitori: in foto una donna incinta scrive su un block notes

Aumentano i contributi figurativi per i genitori: per quali periodi?

Dopo aver visto perché e come aumentano i contributi figurativi per i genitori, vediamo pure su quali periodi si applica la novità introdotta dall’INPS.

L’annullamento del meccanismo della contrazione si applica su tutti i periodi di astensione dal lavoro per maternità o paternità e per i periodi di astensione facoltativa a titolo di congedo parentale.

Il congedo di maternità è l’astensione obbligatoria da lavoro per le neo-mamme. È un diritto irrinunciabile per la lavoratrice che, durante il periodo di assenza dal lavoro percepirà un’indennità pagata dall’INPS, al posto della normale retribuzione mensile.

Per le lavoratrici dipendenti è prevista una integrazione dell’assegno di maternità da parte del datore di lavoro, secondo i parametri del CCNL.

Il congedo di maternità spetta alle:

Se la madre non potesse usufruire del congedo di maternità, sarà il padre a beneficiare del diritto. Parliamo, dunque, del congedo di paternità obbligatorio salito a 10 giorni da qualche mese.

Infine c’è il congedo parentale, che è un periodo di assenza da lavoro facoltativo e non obbligatorio, utilizzabile da entrambi i genitori entro i primi 12 anni di vita del figlio. Il congedo parentale è retribuito al 30%.

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