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Pensioni, come funziona per chi ha lavorato all’estero

Pensioni, come funziona per chi ha lavorato all'estero: le pratiche per il ricongiungimento dei contributi per chi ha lavorato in un altro Paese.

di The Wam

Marzo 2022

Pensioni, come funziona per chi ha lavorato all’estero. Sono molti gli italiani che trascorrono parte della loro vita lavorativa all’estero, come funziona con la pensione? (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Ovvero, come è possibile e quando ricongiungere o riscattare gli anni in cui si è svolta una attività fuori dai confini del Paese.

Pensioni, contributi dall’estero: dove

Questi anni non saranno persi. Ma è importante però capire in quale Paese sono stati maturati i contributi. Ci sono delle differenze notevoli infatti tra nazione e nazione.

E in particolare tra i Paesi dell’Ue e quelli che hanno una convenzione di sicurezza con l’Italia (come, tra gli altri: Australia, Brasile, Argentina, Usa, Venezuela, Canada e altri) e le nazioni dove invece non esiste alcun accordo.

Questi accordi consentono al lavoratore di disporre ai fini della pensione e senza costi aggiuntivi i periodi di lavoro svolti all’estero.

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Pensioni, contributi dall’estero: Paesi convenzionati

Quando i periodi di lavoro all’estero sono stati effettuati in un Paese Ue o in uno qualsiasi che ha accordi sociali con l’Italia, la totalizzazione dei contributi è automatica.

Il che significa che i contributi versati all’estero sono sommati a quelli versati in Italia e contribuiscono al raggiungimento dei requisiti per la pensione.

E così, se un cittadino ha lavorato 20 anni in Francia e 23 in Italia ha raggiunto i 43 anni di contribuzione e può uscire con una pensione anticipata. Semplice e veloce.

Ovviamente gli anni di lavoro in Italia saranno calcolati con il sistema Inps e quelli svolti all’estero con le modalità che sono in vigore in un altro Paese: il trattamento sarà la somma degli importi maturati in entrambe le nazioni.

Per chiarezza, questi sono i Paesi extra Ue che hanno convenzioni bilaterali con l’Italia sulla sicurezza sociale:

Argentina, Australia, Brasile, Canada e Quebec, Israele, Isole del Canale e Isola di Man, Messico, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia e Vojvodina (regione autonoma), Croazia, Principato di Monaco, Repubblica di Capo Verde, Repubblica di Corea (solo distacco), Repubblica di San Marino, Santa Sede, Slovenia, Svizzera, Tunisia, Turchia, Uruguay, Stati Uniti d’America, Venezuela.

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Pensioni, contributi dall’estero: Paesi non convenzionati

Per questi Paesi, dunque, nessun problema. Le difficoltà si incontrano per i periodi che sono stati lavorati nelle altre nazioni, quelle cioè che non sono comprese nelle lista.

Ebbene, i periodi di lavoro in queste nazioni rischiano di essere persi, completamente.

C’è comunque la possibilità di chiedere il riscatto e trasferire i diritti contributivi in Italia.

È anche possibile che il lavoratore abbia raggiunto i requisiti pensionistici del posto dove ha lavorato, in quel caso intascherà una pensione straniera.

In alcuni casi con il riscatto si possono ottenere due risultati: raggiungere i requisiti per un trattamento pensionistico anche in Italia, così da avere due pensioni diverse.

Pensioni, contributi dall’estero: il riscatto

Ma come si riscattano i periodi di lavoro all’estero per raggiungere i requisiti pensionistici in Italia?

La prima cosa da fare è quella di inviare una domanda all’Inps.

Serve una documentazione che attesti il periodo lavorato all’estero in un Paese che non è convenzionato con l’Italia.

I documenti necessari sono questi:

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Pensioni, contributi dall’estero: certificazioni

Valgono anche le certificazioni tradotte. È comunque indispensabile che la documentazione venga autenticata dalle autorità diplomatiche e consolari straniere.

Le domande possono essere inviate online, ma è preferibile contattare un consulente o il patronato, si tratta di pratiche piuttosto complesse.

Pensioni, contributi dall’estero: costi del riscatto

La totalizzazione dei contributi (quindi con i Paesi convenzionati) è gratuita. La ricongiunzione ha invece dei costi.

Diverso ancora il discorso con il riscatto dei periodi di lavoro svolto all’estero in nazioni che non hanno accordi sociali con l’Italia.

In genere sono due i riferimenti:

L’ulteriore passaggio è l’applicazione dell’aliquota contributiva che è in vigore quando si chiede il riscatto (riferita alla gestione pensionistica).

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