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Pensioni, il consulente digitale: 5 mesi, 200mila richieste

Pensioni, il consulente digitale: 5 mesi, 200mila richieste per il servizio partito da settembre.

di The Wam

Agosto 2022

Pensioni, il consulente digitale dell’Inps funziona, almeno così dicono i numeri: 200mila accessi in cinque mesi. L’istituto di previdenza segnala un incremento del 10% delle domande di 14esima e il 20% sui supplementi di pensione. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

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Pensioni, consulente digitale: primo bilancio

Per l’Inps si tratta di un «bilancio positivo». Il consulente digitale rivolto in questa fase soprattutto ai pensionati che hanno diritto a prestazioni integrative è stato introdotto in aprile e grazie ai finanziamenti del Pnnr che puntano a favorire un uso più massiccio dell’intelligenza artificiale per migliorare e velocizzare i servizi per i cittadini.

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L’Inps al solito non risparmia i toni trionfalistici. Il consulente digitale, che offre soluzioni alle richieste dei contribuenti, è ovviamente un servizio che può rivelarsi utile, soprattutto quando verrà esteso a tutte le prestazioni fornite dall’istituto di previdenza. Ma prima di cantare vittoria avremmo usato maggiore prudenza.

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Pensioni, consulente digitale: ridurre gli errori

«Con il nuovo applicativo – informa l’Inps – si individuano i potenziali fruitori delle integrazioni, proponendo ai pensionati interessati un percorso semplice per la verifica dei requisiti necessari e per la presentazione dell’istanza».

In questo caso, sostiene l’istituto di previdenza, oltre a ridurre i frequenti errori nella trasmissione dei dati, «l’Inps può raggiungere proattivamente quanti avrebbero diritto a un’integrazione del proprio trattamento, estendendo l’area delle tutele».

Al momento, comunque, le funzioni garantite dal servizio sono sostanzialmente due:

Pensioni, consulente digitale: implementato durante l’anno

Per carità, non è poco. Ma se davvero il consulente digitale funziona e soprattutto, se verrà utilizzato dai cittadini come un servizio utile e aggiuntivo lo sapremo solo nel corso dell’anno, quando saranno integrate altre prestazioni.

Lo scopo del consulente digitale è quello di semplificare il flusso di domanda dei pensionati che sono in possesso dei requisiti previsti dalla legge. Ma non solo, e forse questo è il punto principale: ridurre la percentuale di errori che si evidenziano spesso quando si presentano le istanze.

In pratica l’Inps ha come obiettivo di fa diminuire il numero di domande da valutare che non hanno i requisiti sufficienti per velocizzare il disbrigo delle pratiche di chi ha già maturato il diritto a ricevere l’importo pensionistico.

Pensioni, consulente digitale: come funziona

Vediamo come funziona il Consulente digitale. Potrebbe essere interessante perché già entro l’anno, quando l’applicativo sarà esteso ad altre prestazioni previdenziali e assistenziali, potrebbe essere utile a milioni di persone.

Il servizio è disponibile online sul sito dell’Istituto di previdenza per tutti i pensionati Inps. Si può accedere da smartphone, da tablet e ovviamente da computer.

Si può accedere effettuando il login nella sezione MyInps o dopo aver inserito una delle consuete credenziali:

Per chi accede con le credenziali l’interfaccia sarà personalizzata e il percorso semplificato. Nelle pagine il cittadino vedrà dei consigli specifici.

Ma non solo: selezionando uno o più suggerimenti e rispondendo a eventuali domande proposte dal consulente digitale, il cittadino potrà capire come procedere per:

Pensioni, consulente digitale: comunicazione

Insomma, se esteso a tutte le prestazioni previdenziali e assistenziali, questo strumento potrebbe rivelarsi utile per aiutare i cittadini a muoversi nella giungla di disposizioni e prestazioni del nostro sistema. Sarebbe già un passo avanti notevole. Almeno per aiutare i cittadini a chiarire dubbi e a conoscere diritti. Si spera.

L’Inps crede molto in questo servizio. E infatti ha avviato una campagna comunicativa multicanale per promuove l’utilizzo del consulente digitale. L’obiettivo è quello di raggiungere una platea sempre più vasta di utenti. La campagna di informazione si sta sviluppando soprattutto sul portale dell’istituto di previdenza e sui social. Sono stati diffusi – come si legge nella nota dell’Inps – «post mirati che hanno raggiunto oltre 500.000 persone, offrendo ai cittadini una panoramica sul servizio, sui meccanismi di funzionamento, sulle potenzialità e sui benefici collegati».

Pensioni, il consulente digitale: 5 mesi, 200mila richieste

Pensioni, consulente digitale: tema centrale

La questione intelligenza artificiale è un tema centrale per il miglioramento dei servizi ai cittadini fornito dall’Inps. Ma si teme un abuso di questo strumento. In particolare se – come ha fatto sapere l’istituto – si persegue l’intenzione di applicare l’intelligenza artificiale anche nella valutazione delle percentuali di disabilità, invalidità o handicap.

Le associazioni di categoria hanno ribadito il loro secco “no” a questa prassi: i pazienti che vengono sottoposti a visita da parte della commissione non sono numeri, questo il concetto. E infatti si temono situazioni paradossali. In particolare per i casi un po’ al limite, dove la valutazione di medici e non di una macchina, potrebbe essere determinante per la concessione o meno di percentuali di invalidità che danno diritto a prestazioni assistenziali o previdenziali.

Oltretutto sarà poi strano presentare ricorso contro la decisione adottata da una macchina.

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