Pensioni febbraio 2023, slittano gli aumenti: ecco quando

Pensioni febbraio 2023, slittano gli aumenti previsti per il prossimo mese, l’INPS non ha completato i calcoli. Se ne parla a marzo, quando dovrebbero essere versati anche gli aumenti. I motivi del ritardo, a quanto ammontano gli aumenti, il calendario dei pagamenti.

5' di lettura

Pensioni febbraio 2023, arriva la conferma dell’INPS: slittano gli aumenti previsti per la rivalutazione degli assegni. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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In una nota l’INPS ha confermato che la rivalutazione e gli arretrati per le pensioni superiori a 2.101,52 euro lordi (4 volte il minimo) saranno erogati solo a marzo.

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Ricordiamo che la rivalutazione sugli importi inferiori è già stata versata a partire da gennaio. In quel caso è stata del 100 per cento rispetto al dato dell’inflazione registrata dall’Istat a novembre, il 7,3 per cento.

C’è da dire che anche in quel caso erano al ribasso: infatti l’inflazione annua del 2022 è stata dell’8,1 per cento.

Su questo argomento puoi leggere anche un post sulle pensioni di febbraio 2023, niente aumenti: vediamo per chi; c’è un altro articolo che spiega chi potrà andare in pensione con 20 anni di contributi nel 2023; e infine un focus sulla pensione complementare: vediamo come funziona.

Pensioni febbraio 2023: rivalutazione solo a marzo

Nella nota diffusa dall’INPS si precisa che a partire da marzo si «procederà ad attribuire la perequazione in percentuale in base all’importo annuale in pagamento, come previsto dall’art. 1 comma 309 della legge di bilancio. Nel mese di marzo saranno inoltre posti in pagamento anche gli arretrati riferiti ai mesi di gennaio e febbraio 2023».

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Pensioni febbraio 2023: i motivi del ritardo

Ma per quale motivo c’è stato un ritardo così lungo? L’INPS ha spiegato che i tempi erano troppo ristretti per consentire all’istituto di effettuare i calcoli necessari per determinare gli importi previsti a gennaio.

L’alternativa avrebbe potuto essere quella di garantire a tutti lo stesso adeguamento (100 per cento), per poi effettuare una trattenuta sull’importo della pensione a chi avrebbe dovuto avere un incremento inferiore al 100 per cento.

Ma l’ipotesi è stata scartata: avrebbe rischiato di confondere ancora di più la situazione. Si è scelta questa strada: aumenti congelati, saranno effettuati solo dopo che l’istituto avrà terminato i calcoli necessari, con il riconoscimento anche degli arretrati.

Pensioni febbraio 2023: il cedolino

Ma se c’erano queste difficoltà, perché non dirlo subito? Ovvero, per quale motivo è stato invece garantito che a febbraio tutti gli importi sarebbero stati adeguati all’inflazione (anche se con percentuali diverse)?

Forse un eccesso di ottimismo. Ma è mancata la comunicazione. Infatti ad accorgersi che l’aumento non ci sarebbe stato sono stati gli stessi pensionati che hanno verificato l’ultimo cedolino della pensione, quello appunto riferito a febbraio. Da soli si sono dovuti accorgere che del “famoso” aumento non c’era traccia.

Se ne parla a marzo. Se l’INPS completa ai famosi calcoli. 

La comunicazione dell’istituto di previdenza sociale è arrivato solo dopo. In pratica i pensionati sono stati informati del nuovo slittamento degli aumenti solo dopo che lo avevano già saputo.

L’INPS non è stata esattamente tempestiva.

Pensioni febbraio 2023: la spiegazione

Come accennato l’INPS non ha avuto il tempo necessario per determinare la rivalutazione degli importi pensionistici già sul cedolino di febbraio.

L’elaborazione di tutti i dati è stata fatta solo il 10 gennaio (non poteva essere effettuata con qualche giorno di anticipo?).

A questa partenza “ritardata” si sono poi aggiunti intoppi burocratici (non meglio specificati).  Il risultato lo abbiamo detto: per gli incrementi delle pensioni legati all’inflazione 2022 bisognerà aspettare un altro mese. Il cedolino di marzo, appunto.

Gli adeguamenti avrebbero dovuto scattare dal primo gennaio. Il problema è sorto perché la manovra di Bilancio è entrata in vigore nello stesso giorno. Motivo per cui l’INPS ha deciso che l’adeguamento delle pensioni superiori a 4 volte il minimo sarebbe scattato da febbraio. Obiettivo fallito.

Pensioni febbraio 2023: adeguamento parziale

C’è da dire che i pensionati che non hanno ancora avuto l’adeguamento dell’importo all’inflazione hanno però ricevuto un incremento del 2 per cento nell’ultimo trimestre del 2022. Il governo Draghi aveva infatti deciso di anticipare una parte della rivalutazione ai pensionati per contrastare gli effetti causati dall’inflazione (il caro vita).

Quindi a marzo bisognerà scorporare dal cedolino la quota di aumento già ricevuta e applicare la quota che è stata definita per ogni fascia di pensione. Ricordiamo quali sono le fasce decise dal governo:

  • fino a 5 volte il trattamento minimo (circa 2.625 euro lordi): 85 per cento (aumento 6,2%);
  • tra 5 e 6 volte il trattamento minimo (tra 2.625 e 3.150 euro lordi): 53 per cento (aumento 3,8 per cento);
  • tra 6 e 8 volte il trattamento minimo (tra 3.150 e 4.200 euro lordi): 47 per cento (aumento 3,4 per cento);
  • tra 8 e 10 volte il trattamento minimo (tra 4.200 e 5.250 lordi): 37 per cento (aumento 2,7 per cento);
  • oltre 10 volte il trattamento minimo (oltre 5.250 euro lordi): 32 per cento (aumento 2,3 per cento).
Nell’immagine un anziano decisamente arrabbiato

Pensioni febbraio 2023: calendario pagamenti

L’INPS ha anche diffuso il calendario dei pagamenti per le pensioni di febbraio. Si inizia dal primo. Ricordiamo che le pensioni possono essere prelevate in contanti dagli uffici postali.

Queste sono le date:

  • mercoledì 1 febbraio per i cognomi dalla A alla B;
  • giovedì 2 febbraio per i cognomi dalla C alla D;
  • venerdì 3 febbraio per i cognomi dalla E alla K;
  • sabato 4 febbraio (solo la mattina) per i cognomi dalla L alla O;
  • lunedì 6 febbraio per i cognomi dalla P alla R;
  • martedì 7 febbraio per i cognomi dalla S alla Z.

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