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Pensioni febbraio 2024: aumenti, arretrati e conguagli

Pensioni di febbraio 2024: cosa aspettarsi tra aumenti, arretrati e conguagli? Ecco come potrebbero "cambiare" i vostri assegni.

di Carmine Roca

Gennaio 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensioni di febbraio 2024: cosa c’è da attendersi tra aumenti, arretrati e conguagli? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensioni 2024: di quanto sono aumentate?

Completato il primo mese di pagamenti, l’attenzione è già rivolta alle pensioni di febbraio 2024, che dovrebbero prevedere altre novità relative ad aumenti, arretrati e conguagli.

Dal 1° gennaio 2024, l’INPS ha provveduto a rivalutare gli importi degli assegni pensionistici e delle prestazioni assistenziali del 5,4%.

Ricordiamo che la rivalutazione piena spetta solo sugli assegni fino a 2.272 euro lordi al mese e che sulle pensioni più alte è applicata una rivalutazione ridotta, con tagli a partire dal 15% fino al 78%, come descritto in questa tabella:

IMPORTO PENSIONI 2024RIVALUTAZIONE
Pensioni fino a 2272 euro lordi al mese100%
Pensioni da 2272 euro a 2840 euro lordi al mese85%
Pensioni da 2841 a 3408 euro lordi al mese53%
Pensioni da 3409 a 4543 euro lordi al mese47%
Pensioni da 4544 a 5679 euro lordi al mese37%
Pensioni di importo superiore a 5679 euro lordi al mese22%
Rivalutazione delle pensioni 2024

Di quanto sono aumentate le pensioni a gennaio? In questa tabella abbiamo riportato alcuni esempi, in base alle fasce di rivalutazione:  

IMPORTI PENSIONERIVALUTAZIONE 2024AUMENTI 2024
1.000 euro100% (5,4%)54 euro lordi al mese
1.500 euro100% (5,4%)81 euro lordi al mese
2.000 euro100% (5,4%)108 euro lordi al mese
2.500 euro85% (4,59%)114,75 euro lordi al mese
3.000 euro53% (2,86%)85,80 euro lordi al mese
3.500 euro47% (2,53%)88,55 euro lordi al mese
4.000 euro47% (2,53%)101,20 euro lordi al mese
5.000 euro37% (2%)100 euro lordi al mese
6.000 euro22% (1,89%)113,40 euro lordi al mese
Aumenti delle pensioni 2024 per fasce di reddito

In tanti hanno contestato il mancato arrivo degli aumenti a gennaio: per comprendere se, effettivamente, l’INPS abbia provveduto a rivalutare l’importo del vostro assegno dovete confrontare l’importo lordo di gennaio 2024 con l’importo lordo di dicembre 2023 e non soffermarvi sul valore netto.

Se non doveste riscontrare novità, probabilmente l’INPS non ha ancora rivalutato l’importo della vostra pensione: potrebbe farlo a partire dal 1° febbraio, erogandovi anche gli arretrati non corrisposti a gennaio, calcolati in base all’importo del vostro assegno.

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Pensioni febbraio 2024: cosa cambierà?

Cosa accadrà a febbraio 2024? Il mese prossimo, gli importi delle pensioni dovrebbero ricevere nuovi incrementi dovuti alla riforma dell’IRPEF, che entrerà in vigore a partire da febbraio (o, al massimo, da marzo 2024).

Pensioni di febbraio 2024 e riforma IRPEF: aumenti in arrivo?

Con l’ultima legge di bilancio, il governo Meloni ha eliminato uno dei quattro scaglioni IRPEF (quello del 25%) e inglobato nello scaglione del 23% i redditi fino a 28.000 euro lordi annui.

Questi gli scaglioni IRPEF in vigore nel 2024:

Cosa cambierà per i pensionati? Arriveranno assegni più ricchi? Sì, ma non per tutti.  

La riforma IRPEF non porterà in dote alcuna novità per i pensionati con redditi fino a 15.000 euro: l’aliquota rimane fissata al 23%, senza scossoni sull’importo.

Stesso discorso per chi ha redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro (per loro è confermata l’aliquota al 35%) e per chi ha redditi oltre i 50.000 euro annui (confermata l’aliquota al 43%).

Le uniche novità riguardano chi rientrava nell’aliquota al 25% e ora si ritrova nel primo scaglione al 23%, ovvero chi ha un reddito annuo compreso tra 15.001 euro e 28.000 euro.

Riforma IRPEF 2024: esempi di calcolo

Ad esempio, prendiamo un pensionato con un reddito lordo annuo di 22.000 euro.

L’anno scorso ha pagato un IRPEF di 5.200 euro (3.450 euro sui 15.000 euro; 1.750 euro sui restanti 7.000 euro).  Quest’anno, con l’aliquota al 23%, pagherà un IRPEF di 5.060 euro, con un “risparmio” annuo di 140 euro lordi, poco meno di 12 euro lordi al mese.

Prendiamo, invece, un pensionato con 28.000 euro di reddito lordo annuo. Nel 2023 ha pagato un IRPEF di 6.700 euro (3.450 euro sui primi 15.000 euro e 3.250 euro sui restanti 13.000 euro). Quest’anno, con l’aliquota al 23%, verserà 6.440 euro di IRPEF, 260 euro in meno dell’anno scorso, per un “risparmio” mensile di 22 euro lordi.

Parliamo, dunque, di aumenti esigui e solo per la fascia di contribuenti compresa tra 15.001 e 28.000 euro lordi annui.

Ricordiamo anche che con redditi fino a 8.500 euro è prevista la no tax area, ovvero la fascia in cui non si pagano tasse, in quanto l’imposta non è dovuta. A disciplinare l’IRPEF è il TUIR, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (d.p.r. 917 del 1986).

Pensioni di febbraio 2024 e conguagli

Per quanto riguarda i conguagli attesi a febbraio sulle pensioni, questi saranno a debito, se calcolando le sole prestazioni INPS, risulta che siano state effettuate, nel corso dell’anno, meno trattenute del dovuto.

L’istituto, in questo caso, procede a trattenere le somme dalla pensione.

Pensioni di febbraio 2024
Pensioni di febbraio 2024: in foto alcune banconote da 100 euro e una calcolatrice.

Faq sulle pensioni 2024

Cosa cambia per la pensione di vecchiaia per contributivi puri con 20 anni di contributi?

Dal 1° gennaio 2024 verrà eliminato il limite di importo(1,5 volte l’Assegno sociale). I contributi puri potranno andare in pensione con 67 anni di età e 20 anni di contributi (tutti versati dal 1° gennaio 1996), a prescindere dall’importo del loro assegno.

Come cambiano i requisiti per l’Ape sociale nel 2024?

L’Ape sociale sarà accessibile per tutto il 2024 e i requisiti rimangono quasi inalterati. Per i disoccupati, le persone con una percentuale di invalidità di almeno il 74%, i lavoratori in attività gravose e coloro che assistono persone con handicap gravi, l’accesso sarà possibile con almeno 63 anni e cinque mesi di età.

Come verrà calcolato l’importo dell’assegno di chi va in pensione con Quota 103?

La novità più importante e allo stesso tempo criticata è il ricalcolo dell’assegno interamente con il sistema contributivo, anche per gli anni di contributi versati prima del 1° gennaio 1996. Se quest’anno il calcolo della pensione è avvenuto col sistema misto, in base al periodo di maturazione dell’anzianità contributiva (calcolo retributivo sui contributi versati sino al 1995; regole del contributivo sui contributi versati dal 1996 in poi), nel 2024, chi accederà a Quota 103 è destinato a perdere diverse centinaia di euro al mese di pensione.

Quali sono gli effetti della nuova IRPEF su operai e pensionati?

Per operai e pensionati, la nuova IRPEF comporta cambiamenti significativi. Gli operai, in particolare, ricevono una quota inferiore delle risorse (circa il 25%) e un beneficio medio inferiore rispetto ad altre categorie, come gli impiegati. Per i pensionati, circa il 30% delle risorse è loro destinato. Entrambe le categorie beneficiano dell’aumento delle detrazioni per lavoro dipendente, ma con un impatto diverso a seconda del reddito e delle specifiche situazioni individuali.

In che modo varia la detrazione per lavoro dipendente con la nuova IRPEF?

Con la nuova IRPEF, la detrazione per il lavoro dipendente per i redditi fino a 15.000 euro aumenta da 1.880 a 1.955 euro. Questo incremento mira a ridurre l’onere fiscale per i lavoratori a reddito più basso. Tuttavia, per i redditi superiori a questa soglia, l’importo delle detrazioni rimane invariato, mantenendo il profilo decrescente attuale.

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