Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Pensioni » Pignoramento / Pensioni pignorate, un boom. Ma il tetto sale a 1.000 euro

Pensioni pignorate, un boom. Ma il tetto sale a 1.000 euro

Pensioni pignorate, un boom, in poche settimane sono 200.000, ma il tetto di protezione è stato aumentato a 1.000 euro.

di The Wam

Settembre 2022

Pensioni pignorate, è un boom: nelle ultime settimane sono si è toccata quota 200mila, cifre mai raggiunte. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Ricevi tutte le news sempre aggiornate su bonus e lavoro.

Pesano gli aumenti dei prezzi, il caro energia e l’aumento dei tassi dei mutui: una tempesta perfetta per i pensionati. Sempre più spesso non riescono a far fronte alle spese, la conseguenza è il pignoramento della pensione.

Scopri la pagina dedicata alla gestione dei debiti e a metodi per evitare il pignoramento.

I dati da qui alla fine dell’anno possono solo peggiorare: sono in arrivo nei prossimi 4 mesi 13 milioni di cartelle esattoriali. Una pioggia di debiti, che cade su tanti cittadini che sono già in enormi difficoltà.

Su questo argomento potrebbe interessati sapere come funziona il nuovo pignoramento presso terzi; o che succede se il pignoramento non copre il debito; e infine un post che è spiega se è possibile evitare il pignoramento cambiando residenza.

Pensioni pignorate: emendamento 1.000 euro

Per evitare che le conseguenze di questi pignoramenti diventino un serio problema sociale, il governo – su proposta del Movimento 5Stelle – ha approvato nel decreto Aiuti Bis un emendamento che ha alzato il tetto massimo oltre il quale non è possibile pignorare i pensionati che hanno dei debiti. È stato infatti elevato da 702,42 euro a 1.000 euro.

Non è molto, ma è meglio di nulla: garantisce un minimo vitale per continuare a vivere. Nonostante i pignoramenti in atto. Ma la situazione è estremamente preoccupante.

Aggiungiti al gruppo Telegram sulla finanza personale, la gestione del credito e dei debiti. Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavoro sempre aggiornate nella tua zona.

Pensioni pignorate: come funziona

Vediamo cosa dice l’emendamento approvato in Senato, quello appunto che ha previsto la non pignorabilità degli accrediti della pensione fino a un ammontare che equivale al doppio della misura massima dell’assegno sociale: 1.000 euro, appunto.

Fino a quella somma la pensione non potrà essere toccata dai creditori, fossero essi privati, banche o la stessa Agenzia delle Entrate.

La parte che supera i 1.000 euro, potrà essere pignorata per crediti alimentari, se c’è l’autorizzazione del presidente del tribunale o di un giudice che è stato delegato, ma solo per un quinto.

Sia per i tributi che sono dovuti allo Stato, alle Province o ai Comuni e per ogni altro tipo di credito. Ma non solo: il pignoramento per la presenza di più debiti contemporaneamente non potrà mai essere superiore alla metà dell’ammontare complessivo delle somme.

Pensioni pignorate: esempio

E comunque, facciamo un esempio:

Per chi ha pensioni che non superano le 1.000 euro al mese non ci sarà la possibilità di effettuare alcun tipo di pignoramento.

Pensioni pignorate: speculatori internazionali

Un “ombrello protettivo” importante, che potrebbe dare benefici da oggi, ma in particolare nel prossimo futuro. La tempesta perfetta potrebbe presto trasformarsi in un uragano.

Lo spieghiamo in modo semplice. Nei bilanci delle banche ci sono 150 miliardi di sofferenze, di crediti che risultano difficili da recuperare. Il problema è questo: le sofferenze creditizie sono state svendute al 23% medio del loro valore reale agli speculatori internazionali.

Questi speculatori hanno ora una montagna di debiti contratti da italiani tra le mani e puntano a ricavare il 100% del loro valore.

Se non riescono a ottenerlo in modo bonario (difficile, si tratta appunto di crediti al limite dell’inesigibile) avvieranno una feroce campagna di recupero, che prevede appunto l’emissione di cartelle esattoriali per arrivare al pignoramento di pensioni, stipendi e tfr.

Pensioni pignorate: il prossimo governo

La scelta di cedere, e a un prezzo ridicolo, i crediti a una gruppo di speculatori è sicuramente un atto molto grave. Segnala anche una incapacità della classe dirigente italiana (estesa a tutti i livelli).

Si lasciano in questo modo i debitori in balia di creditori che non avranno scrupoli ad andare fino in fondo.

L’emendamento approvato nel decreto Aiuti Bis mette parzialmente in protezione i pensionati. Elevando a 1.000 euro la soglia al di sotto della quale non è possibile effettuare una esecuzione forzata e limitando a un quinto il massimo prelevabile oltre quella cifra, ha dato un po’ di respiro a pensionati che si trovano in difficoltà economica.

Le difficoltà resteranno per tutti gli altri a meno che il prossimo governo – vista la difficile situazione – non intenda intervenire.

Ma sarà più difficile imporre un argine a creditori internazionali.

L’ammontare dei debiti da recuperare è oltretutto estremamente elevato, in tutto, appunto, sono 150 miliardi.

Pensioni pignorate, un boom. Ma il tetto sale a 1.000 euro

Pensioni pignorate: le cause

Le difficoltà per i pensionati che avevano contratto un debito si sono amplificate in modo impressionante dall’inizio dell’anno. Il potere d’acquisto dell’accredito pensionistico, con una svalutazione all’8%, si è ridotto in modo notevole da gennaio. L’aumento dei tassi di interesse ha reso le rate dei mutui e dei prestiti meno sostenibili. Il caro energia ha fatto il resto e peserà in modo ancora più determinante con l’arrivo della stagione fredda.

Il governo ha provato a ridurre gli effetti di questa tempesta: parziale rivalutazione delle pensioni anticipata a ottobre, il bonus 200 euro, poi quello da 150 per i redditi non superiori a 20.000 euro, aiuti per il pagamento delle bollette del gas e per contenere l’aumento dei carburanti.

Sono stati provvedimenti utili, ma non hanno evitato il peggio a centinaia di migliaia di pensionati che erano già al limite.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti su mutui, prestiti e risparmio personale:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp