Pensioni più ricche con il Tfr e flessibilità in uscita

Pensioni più ricche con il Tfr e flessibilità in uscita: la discussione sulla riforma delle pensioni continua e queste sono le novità sul tavolo. Si vuole garantire anche una pensione adeguata ai giovani e tutelare le donne che per ragioni legate alla cura della famiglia sono spesso costrette d avere carriere lavorative saltuarie. L'obiettivo è approvare la riforma entro aprile. Entrerà in vigore dal prossimo anno.

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Pensioni più ricche con il Tfr e flessibilità in uscita. La riforma delle pensioni in discussione è puntata su questi due temi in particolare: garantire assegni più robusti e la possibilità di andare a riposo prima che si raggiunga – come ora – la soglia dei 70 anni (67 nel 2022). Ma sul tavolo ci sono anche le misure per assicurare maggiori tutele ai giovani, alle donne e ai lavoratori con fragilità. (aggiungiti al gruppo Telegram sulle pensioni e sulle notizie legate al mondo della previdenza. Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

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Le questioni da risolvere non sono semplici. Anche perché bisogna tutte declinarle nel nome della sostenibilità del sistema: inutile avventurarsi in una riforma delle pensioni che tra qualche anno dovrà essere modificata perché rischia di svuotare le casse dello Stato.

Pensioni più ricche con il Tfr e flessibilità in uscita: 3 punti

I punti sono questi:

pensioni più ricche: con il sistema solo contributivo e carriere lavorative discontinue si rischia di avere degli importi che potrebbero non essere sufficienti a garantire una vecchiaia serena;

flessibilità in uscita: permettere di andare in pensione prima dei 67 anni, magari con una piccola penalizzazione, una opportunità che mai come in questi anni si rende necessaria per consentire un ricambio generazionale più veloce e adeguare la forza lavoro agli standard imposti dalle innovazioni digitali;

giovani, donne e fragili: una riforma delle pensioni deve garantire assegni adeguati a chi oggi è giovane (per questo deve essere sostenibile), ma anche ai tanti 40enni che hanno avuto difficoltà a entrare nel mondo del lavoro e non potranno avere la necessaria continuità contributiva che assicura pensioni sufficienti per vivere. Oltre naturalmente alle donne e alle persone con fragilità.

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Pensioni più ricche con il Tfr e flessibilità in uscita: pensione aggiuntiva

Per rendere più adeguato l’assegno pensionistico i sindacati hanno proposto di aprire una nuova finestre di sei mesi durante la quale permettere a i lavoratori di decidere se destinare il Tfr (trattamento di fine rapporto) a una pensione aggiuntiva.

Il sistema da utilizzare sarebbe quello, già sperimentato, del silenzio assenso. Partirebbe dal prossimo anno.

Come funziona? In quei sei mesi i lavoratori dovranno scegliere se lasciare il proprio Tfr in azienda o se trasferire la liquidazione in un fondo pensione di categoria.

Se il fondo pensione non c’è, allora dirottare il tfr al fondo Cometa, che ha assorbito il vecchio FondInps (dove venivano accolti i lavoratori di categorie che non avevano un proprio fondo pensione).

Pensioni più ricche con il Tfr e flessibilità in uscita: anticipo pensionistico

La questione della flessibilità in uscita è quella più delicata. Bisogna decidere l’età anagrafica per lasciare il lavoro e gli anni di contributi necessari. Sul tavolo la proposta che al momento sembra avere più possibilità di essere approvata è quella di consentire una uscita a 62, 63 anni e una ventina d’anni (almeno) di contributi. L’assegno dovrebbe subire una penalizzazione del 3% per ogni anno di anticipo (rispetto ai 67 anni).

L’obiettivo dichiarato – nonostante le oggettive difficoltà – è quello di arrivare a una decisione condivisa tra governo e parti sociali entro aprile, e quindi in tempo utile per inglobare la riforma delle pensioni nel prossimo Def (il Documento di Economia e Bilancio), che è la base di partenza per la prossima Legge di Bilancio.

La riforma delle pensioni dovrebbe essere in vigore a partire dal primo gennaio del 2023.

Pensioni più ricche con il Tfr e flessibilità in uscita: garanzia giovani

Tra gli argomenti, come accennato, la pensione di garanzia per i giovani. Dovrebbe comprendere dei bonus contributivi (a carico dello Stato) per coprire i periodi di formazione iniziati dopo aver completato gli studi. Post diploma o post laurea. Ma anche nei periodi di pausa tra un contratto e l’altro.

Funzionerebbe così: per ogni anno di lavoro effettivo ci sarebbero versamenti per sei mesi aggiuntivi garantiti dallo Stato (per coprire appunto la formazione e le pause tra diversi contratti di lavoro).

Si pensa anche a un’altra ipotesi: il bonus contributivo una tantum.

Entrambe le opzioni sono sul tavolo. Ma una risposta per i giovani arriverà certamente.

Pensioni più ricche con il Tfr e flessibilità in uscita: donne

Così come per le donne, che oltre ad avere le stesse difficoltà dei giovani, devono spesso occuparsi anche della cura familiare (dai bambini piccoli ai genitori anziani che hanno necessità di assistenza).

Compiti che in molti casi impediscono alle donne di raggiungere gli anni necessari di contribuzione per assicurarsi un assegno pensionistico almeno dignitoso.

La proposta dei sindacati, che ora è al vaglio del governo, prevede di riconoscere alle donne dei bonus contributivi virtuali. Non solo per la formazione, ma anche per i periodi in cui sono state impegnate nella cura della famiglia, dei familiari con disabilità e per gli anni di disoccupazione involontaria.

Sarà anche riconosciuto un anno di contributo figurativo per ogni figlio.

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