Con le pensioni precoci e Quota 41 si può lavorare?

Con Quota 41 si può lavorare? Chi accede alla pensione per lavoratori precoci può esercitare un'attività lavorativa? Vediamo insieme cosa dice il nostro ordinamento.

4' di lettura

Con le pensioni precoci e Quota 41 si può lavorare? Vediamo insieme cosa dice il nostro ordinamento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

Quota 41 per lavoratori precoci: cos’è e chi può chiederla

Prima di entrare nel vivo dell’argomento e scoprire se con Quota 41 si può lavorare, vediamo insieme cos’è Quota 41.

Parliamo di quella prestazione economica erogata, a domanda, ai lavoratori che possono vantare 41 anni di contributi versati (anche cumulando i periodi assicurativi), di cui almeno uno prima del compimento dei 19 anni di età.

Nel 2023, Quota 41, per volere della Lega e di altri partiti, potrebbe sostituire la pensione anticipata ordinaria, permettendo a tutti i lavoratori con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età, di uscire prima dal mondo del lavoro.

Conosciuta anche come pensione per lavoratori precoci, proprio perché interessa chi ha iniziato a lavorare in giovanissima età, questa opzione è accessibile agli iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria), alle forme sostitutive o esclusive della stessa, in possesso dell’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, a prescindere dall’età anagrafica.

Scopri la pagina dedicata a tutti i modi per andare in pensione in anticipo.

Attenzione, però: non basta soddisfare esclusivamente il requisito contributivo per presentare domanda per Quota 41.

Il richiedente deve:

  • essere disoccupato, a seguito della cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo; per dimissioni per giusta causa o per risoluzione consensuale e conclusione integrale della prestazione per la disoccupazione da almeno tre mesi;
  • essere stato riconosciuto invalido civile con una percentuale pari o superiore al 74%;
  • assistere, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità; oppure un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 70 anni oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
  • aver svolto attività particolarmente faticose e pesanti (addetti alla linea catena, lavoratori notturni, conducenti di veicoli di capienza complessiva non inferiore a nove posti, adibiti al trasporto collettivo);
  • aver svolto un’attività lavorativa gravosa per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, oppure per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni di attività lavorativa. Per conoscere quali sono le attività lavorative considerate gravose, leggi questo articolo.

La domanda va presentata entro il 1° marzo di ogni anno. Eventuali domande presentate dopo il 1° marzo e non oltre il 30 novembre, saranno prese in considerazione dall’INPS soltanto se sono disponibili risorse finanziarie.

Ma con Quota 41 si può lavorare? Ne parliamo nei prossimi paragrafi.

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Con Quota 41 si può lavorare?

Una volta elencati i requisiti per accedere a Quota 41 e quando presentare domanda, vediamo insieme se con Quota 41 si può lavorare.

L’INPS spiega che: “la pensione anticipata con requisito ridotto per i lavoratori cd. precoci, a far data dalla sua decorrenza, non è cumulabile con redditi da lavoro subordinato o autonomo prodotti in Italia o all’estero per il periodo di anticipo rispetto ai requisiti vigenti per la generalità dei lavoratori“.

Cosa significa? Che chi va in pensione con Quota 41 non può esercitare un’attività lavorativa fino a quando non si maturano i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata ordinaria.

Quota 41 si può lavorare
Quota 41 si può lavorare

Quindi, con Quota 41 si può lavorare, ma dopo aver superato il “divieto” imposto dal nostro ordinamento.

Considerato che con Quota 41 si va in pensione una volta versati 41 anni di contributi e che si può accedere alla pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi (uomini) o con 41 anni e 10 mesi (donne) di contributi, il divieto di cumulare il reddito da pensione a un reddito da lavoro rimane attivo per un anno e 10 mesi (uomini) o per 10 mesi (donne), ovvero fino alla maturazione dei requisiti contributivi per la pensione anticipata.

Successivamente la pensione con Quota 41 diventa cumulabile con qualsiasi attività lavorativa, al pari di qualsiasi altra pensione in vigore.

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