Pensioni Quota 103, cosa cambia e come uscire prima nel 2023

Pensioni Quota 103 e tutte le possibili uscite anticipate per il 2023, vediamo quali sono le opzioni e come funziona. In attesa della riforma strutturale del sistema pensionistico ecco cosa ci aspetta dal prossimo anno.

6' di lettura

Pensioni Quota 103, ormai è ufficiale: la nuova misura manderà in soffitta Quota 102 che a sua volta aveva sostituito Quota 100. In questo post esaminiamo tutte le possibilità di pensionamento anticipato per il 2023. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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È il valzer delle “quote” in attesa di una riforma previdenziale vera, e che possa sostituire in toto la Legge Fornero.

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Vediamo come funziona Quota 103 e cosa cambia il prossimo anno per chi vorrebbe andare in pensione. Quali sono i requisiti richiesti, le misure a disposizione, le possibilità di uscita anticipata dal lavoro.

Su questo argomento potrebbe interessarti un post che analizza quali misure pensionistiche saranno essere adottate nel 2023 e quali nel 2024; c’è un approfondimento che riguarda i nati nel 1960 e 1961 e la pensione nel 2023; e infine abbiamo verificato come dovrebbe funzionare l’incentivo per chi pur avendo i requisiti non va in pensione.

Pensioni Quota 103, ma Quota 100 e Quota 102 ci sono ancora

Quota 100 e Quota 102 sono andate in pensione, ma la misura resta ancora utilizzabile per chi ha raggiunto i requisiti negli anni in cui erano in vigore. Non c’è infatti nessuna scadenza per la presentazione della domanda.

Se quindi un contribuente nel 2021 aveva già raggiunto i 62 anni con 38 di contributi potrà anticipare l’uscita (Quota 100). Stessa opportunità per chi nel 2022 ha compiuto 64 anni con 38 anni di contribuzione (Quota 102).

Per questi cittadini la porta della pensione anticipata resta aperta anche con quelle due misure ormai in soffitta.

Ma vediamo quali sono le altre possibilità di uscita nel 2023. Analizziamo prima e brevemente quali sono nel dettaglio  per Quota 100 e Quota 102. Dai dati Inps c’è ancora un buon numero di cittadini che ha la possibilità di uscire con questi due trattamenti. Ci soffermeremo poi sulle altre misure a disposizione dei cittadini che desiderano ancora in pensione nel 2023.

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Pensioni Quota 103, i ritardatari di Quota 100

Quota 100 prevede, come accennato, di aver maturato entro il 31 dicembre del 2021 un’età anagrafica di 62 anni e di aver versato almeno 38 anni di contribuzione.

Per il requisito contributivo possono essere sommati tutti quelli versati dai cittadini alle Gestioni Inps. Non rientrano invece quelli delle casse professionali.

Quota 100 non prevede nessuna penalizzazione sul calcolo dell’importo pensionistico. C’è però un divieto di cumulo reddituale che non è invece previsto per altri trattamenti. Divieto che riguarda:

  • qualsiasi reddito da lavoro superiore a 5mila euro lordi l’anno (per lavoro autonomo e occasionale).

Divieto che resta fino al compimento dei 67 anni, l’età per la pensione di vecchiaia.

Come detto, non c’è limite di tempo per presentare la domanda. Sempre, ribadiamo, che i requisiti siano stati tutti raggiunti entro il 31 dicembre del 2021.

Pensioni Quota 103, i ritardatari di Quota 102

Dal primo gennaio del 2022 è stata introdotta Quota 102, in sostituzione di Quota 100. Questa misura consente di andare in pensione anticipata con 64 anni di età e 38 di contributi.

Quota 102 è stata introdotta dal Governo Draghi, una misura sperimentale che avrebbe dovuto durare un anno. Infatti scadrà il 31 dicembre. Ma chi ha raggiunto i requisiti richiesti quest’anno potrà presentare la domanda anche nel 2023.

Sia Quota 100, sia Quota 102 prevedono comunque delle finestre di attesa. La decorrenza della pensione scatta tre mesi dopo il raggiungimento dei requisiti (6 per i dipendenti pubblici),

Se però, come accadrà nel 2023, la domanda di pensione sarà presentata molto tempo dopo aver perfezionato i requisiti, non è prevista nessuna finestra d’attesa. La pensione verrà accreditata subito.

Pensioni Quota 103, il 2023 è l’anno giusto

Per il 2023 sarà introdotta (a meno di improvvisi dietrofront del governo) la Quota 103. Ovvero si potrà andare in pensione anticipata a 62 anni con 41 anni di contribuzione. Anche questa misura avrà vita breve: infatti la scadenza è prevista per il 31 dicembre del prossimo anno.

Pensioni Quota 103, Ape sociale e Opzione donna

Sono state invece confermate altre due misure che rischiavano di sparire il 31 dicembre 2022. Ovvero Ape sociale e Opzione donne.

Ape sociale consente l’uscita a 63 anni con 30 o 36 anni di contribuzione (dipende dalle categorie). È una misura di accompagnamento alla pensione di vecchiaia destinata alle persone con invalidità, ai caregiver, ai disoccupati e alle persone impegnate in lavori gravosi o usuranti.

Opzione donna prevede invece una uscita a 57 anni (58 per le lavoratrici autonome) e con 35 anni di contributi. L’importo della pensione sarà calcolato tutto con il sistema contributivo e questo comporta una penalizzazione del 20, 25%.

Pensioni Quota 103. La pensione ai precoci

Per chi vuole andare in anticipo in pensione resta anche la pensione ai precoci. Per accedere a questa misura è necessario solo il requisito contributivo:

  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.

Ma solo a patto che prima dei 19 anni siano stati versati 12 mesi di contribuzione effettiva.

Pensioni Quota 103, l’uscita a 64 anni

Resta anche la pensione anticipata contributiva. È riservata a chi ha raggiunto i 64 anni e ha versato 20 anni di contributi. Ma solo a patto che l’assegno pensionistico maturato sia 2,8 volte superiore all’assegno sociale

La pensione è tutta calcolata con il contributivo. Ed è destinata a chi ha avuto stipendi di una certa consistenza nella sua vita lavorativa.

Pensioni Quota 103, contributo per restare al lavoro

L’ipotesi ventilata nei giorni scorsi di un incremento del netto in busta paga del 10% per chi pur avendo maturato i requisiti per la pensione decide di non lasciare il lavoro. La misura, dopo i primi rilevamenti, sembra più onerosa di quello che si immaginava. Ma non solo: rischia di essere utilizzata da un numero esiguo di lavoratori.

Pensioni Quota 103, cosa cambia e come uscire prima nel 2023

Pensioni Quota 103, e la vecchiaia?

Sulla pensione di vecchiaia non cambierà nulla. Molto probabilmente neppure nell’annunciata riforma del sistema previdenziale. L’uscita resterà a 67 anni con un minimo contributivo di 20 anni, proprio come disposto dalla legge Fornero.

Per lavoratori che operano in ambiti più a rischio il limite scende a 66 anni e 7 mesi, ma con un minimo contributivo di 30 anni.

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