Eros e pathos

Per amare l’amore non basta: se è insensibile, lascialo andare

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Quando un percorso si chiude ha poco senso guardarsi indietro. Ogni rimpianto è inutile, come fare il bagno in mare aperto vestiti di tutto punto. Anche con qualcuno accanto, il cammino in fondo si fa sempre da soli, in se stessi attraverso l’altro. Ripensando con attenzione agli inizi della via, non sarà difficile ricordare che le indicazioni sbagliate erano esatte da principio. Ma noi, sempre abili a confondere la luna col lampione, abbiamo voluto proseguire, sbagliando sempre meglio.

Chi sparla degli ex parma male di sé stesso

Dopo ogni fallimento, viene facile parlare male del nostro ex. Ma quando sparliamo di chi un tempo abbiamo amato, non parliamo male che di noi. Certo, fa bene sfogarsi; aiuta a liberare tossine. Ma abbiamo scelto noi quella persona, e se siamo andate a piantare banani nella tundra, solo noi siamo responsabili. Avremmo forse dovuto chiederci cosa ci è accaduto in un tempo antico, quando si è formata per la prima volta e per sempre la nostra idea dell’amore. (Leggi anche quattro storie di amori infelicitanti)

Avremmo fatto bene ad incolpare noi della pigrizia con cui abbiamo scelto persone con cui fosse facile primeggiare, o comodo essere sottomesse. Ma bisognava svegliarsi prima. Soprattutto, bisognava prestare più attenzione a cosa significa veramente fare l’amore. Penso spesso a questa espressione, riferita all’atto con cui il mistero di amarsi prende corpo e si fa carne unita. Si pensa sempre poco, però, al fatto che fare l’amore vuol dire soprattutto operare una costruzione che consenta alla natura volubile del sentimento, se non di durare in eterno, almeno di stare in piedi a lungo.

Per amare ci vuole passione e fare l'amore

Sì, l’amore ha bisogno di fare; chiede azioni concrete, sacrificio, scelte, pazienza, volontà e grazia. E questo piace a pochi perché l’amore, a quote medie, è fatto soprattutto di confini territoriali e di piccole amputazioni. Le incomprensioni richiedono rammendi dispendiosi, l’orgoglio non dimentica. Di fatto, l’amore fa con le coppie un po’ come il sole con baie e calette in vacanza.

Amare è fermarsi a un passo dal precipizio

A favore di luce la sabbia è bianca, l’acqua è turchese e ogni immagine sembra perfetta per una cartolina. Ma appena l’ora cambia, la sabbia è grigia e grigia è pure l’acqua, ai Tropici come al lido dietro casa. È solo l’amore in fondo che si ama; poi si va a cercare qualcuno in cui riporlo, e talvolta lo si incontra calzante a pennello. Altre volte, invece, la nostra collezione è ricca solo di abbagli. Finite infatuazioni e passioni giovanili, amare è fatica di ogni giorno, è portare pesi fermandosi sempre un passo prima del precipizio.

Ad ogni incomprensione reciproca, dissipiamo giorni interi a dare di noi solo la faccia brutta e le mani spente, perché io donna e tu uomo siamo razze diverse dentro la stessa specie, e il più delle volte non ci capiamo. La mia vita e la tua sono fatte di sensibilità differenti e di strade già battute. Poi ci siamo incontrati, scegliendoci tra molti altri. Esisto io ed esisti tu, ma esiste pure il noi, che deve arricchirci oltre l’uno che anche insieme ciascuno continua ad essere. Per stare insieme, a volte persino l’amore non basta.

Ci vogliono piuttosto intelligenza e umanità, rispetto e delicatezza, distanza e delicatezza. Per amare, bisogna anche avere imparato a stare bene da soli. Molti confondono la mano con il guanto, facendosi una fredda compagnia nel cratere della vita, tra amori sgangherati e sterili alleanze. Amiche mie, per debolezza e per speranza avete creduto normale lo squallore cui l’abitudine vi aveva costrette.

Uomini insensibili come i morti

Guardandovi allo specchio, avete notato una pelle stanca intorno agli occhi. Sono gli anni? No: è la distrazione di chi vi è stato accanto a farvi vecchie prima del tempo. Noi donne proviamo sempre dispiacere e rabbia per quegli uomini che se colpiti non sanguinano, se uccidono non vedono il cadavere. Sono quelli che negli incubi ti camminano davanti, dandoti le spalle. Stai annegando o qualcuno vuole ucciderti e tu chiami proprio loro, pregandoli di voltarsi e di tornare indietro. Ma non si voltano, sordi e lievi come i morti.

Coppia infelice: per amare ci vuole di più...

Si crede di aiutarli con la pazienza e la dolcezza, questi uomini infelicitanti. Ma bisogna pure arrendersi al fatto che la loro natura vince sul bene a cui è indifferente, e sull’amore a cui non è vocata. Noi restiamo a guardarli, loro se ne vanno altrove come viaggiatori smarriti, chiedendosi se esiste veramente un posto dove andare, se è proprio quello il luogo in cui voglio stare o da cui vogliono partire; se le cose fatte e le persone amate sono parte della vita, e non un tremore d’aria che si leva lontano da strade vuote.

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