Per la seconda dose di vaccino ci sarà libertà di scelta

Per la seconda dose di vaccino ci sarà libertà di scelta: gli under 60 che hanno avuto AstraZeneca potranno scegliere il secondo prodotto. Ossia: accettare l'eterologa (con Pfizer o Moderna), o rifare AstraZeneca. Preoccupa il numero degli over 60 che non si sono vaccinati: quasi 3 milioni e sono le persone più a rischio di covid grave.

6' di lettura

Per la seconda dose di vaccino ci sarà liberà di scelta. Per il richiamo, intendiamoci, che dovrebbe essere eterologo, e cioè per i cittadini under 60 che hanno avuto come prima somministrazione Astrazeneca.

Non sono numeri piccoli: 990mila persone.

Ma c’è anche un’altra priorità: sono 3 milioni gli over 60 che non hanno avuto neppure la prima dose di vaccino.

Per il premier Mario Draghi, che ha parlato con il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il commissario per l’emergenza covid, Francesco Paolo Figliuolo, sono queste le due sfide. Gli ultimi decisivi passi per portare a termine la campagna vaccinale.

Campagna vaccinale che, lo ricordiamo, dovrebbe concludersi con l’immunizzazione dell’80% della popolazione entro la fine di settembre.

Due mantra dunque: per la seconda dose di vaccino ci sarà liberà di scelta e vaccinare gli over 60 che ancora non l’hanno fatto.

Per la seconda dose di vaccino ci sarà libertà di scelta: opzione eterologa

Mario Draghi non ha dubbi, «la vaccinazione eterologa (con due vaccini diversi ndr) funziona».

Ma chiarisce un concetto importante, che sgombra molti dubbi, o meglio, quelli che erano stati sollevati e con forza negli ultimi giorni: «Ognuno è libero di fare la seconda dose con AstraZeneca purché abbia il parere del medico e il consenso informato».

La logica è chiara: per la seconda dose di vaccino ci sarà libertà di scelta, soprattutto dopo che è stato confermato un dato: è una pratica sicura e rinforza il numero degli anticorpi.

Concetto ribadito anche dal ministro Speranza: «Il Cts dà una raccomandazione molto forte per la vaccinazione eterologa sotto i 60 anni ma resta aperta la possibilità di utilizzare AstraZeneca per chi lo richiede sotto consenso informato».

E dunque per la seconda dose di vaccino ci sarà libertà di scelta. Ma per tutti o solo per gli under 60?

Al momento, così dispongono lee scelte del governo e dei tecnici, la libertà di scelta sarebbe possibile solo per gli under 60.

Il nodo da sciogliere: troppi over 60 senza protezione

Gli over 60 che hanno fatto AstraZeneca come prima dose dovrebbero ripetere la vaccinazione con il prodotto anglo inglese anche per il richiamo.

Nel frattempo la campagna vaccinale sta procedendo a buon ritmo: 500mila vaccinazioni al giorno, 45 milioni di persone che hanno ricevuto almeno una dose.

Ma c’è un nodo, o meglio un numero che preoccupa l’esecutivo e gli esperti. E quel numero è riferito agli over 60. Ne mancano all’appello ancora troppi: 2,8 milioni di persone di quella fascia di età non hanno ricevuto neppure una dose di vaccino.

Eppure sono proprio gli over 60 che rischiano in misura maggiore di ammalarsi di covid grave. «Bisogna andarli a cercare – ha dichiarato il premier -, questa è la sfida che abbiamo oggi da vincere».

Figliuolo alle Regioni: rintracciate gli over 60 non vaccinati

Il commissario Figliuolo ha comunicato ai presidenti delle Regioni di attivarsi per rintracciare queste persone. Mancano completamente all’appello anche perché il vaccino non lo hanno neppure prenotato. Potrebbero aver avuto delle difficoltà, questo è il timore principale. 11 Regioni hanno già fatto sapere che si attiveranno per rintracciarle e mettersi in contatto.

Le chiavi della vaccinazione quindi restano queste: per la seconda dose di vaccino ci sarà libertà di scelta e vaccinazione per i troppi over 60 che ancora non sono stati immunizzati.

I timori per la diffusione della variante indiana

Inutile negarlo, il timore di questi giorni è legato alla diffusione della variante indiana. Proprio come sta accadendo in Gran Bretagna. Quella mutazione, ora denominata Delta, è più capace di altre di eludere le vaccinazioni. Soprattutto dopo la prima dose. Non sembra però, è giusto ribadirlo, più aggressiva delle altre. Ma ha una capacità di trasmissione che è il 60% superiore a quella inglese.

È giusto anche dire che dal Regno Unito arriva anche qualche segnale positivo: la diffusione dei contagi che era in costante risalita sembra abbia rallentato la sua corsa. Gli scienziati britannici sostengono che tra qualche giorno la curva dovrebbe tornare a scendere.

In questo caso l’effetto dei vaccini potrebbe aver scongiurato una possibile nuova ondata di casi. Ricordiamo che la Gran Bretagna è uno dei Paesi più avanti con la vaccinazione di massa.

Diversi focolai sono stati segnalati in Italia. L’ultimo report dell’Istituto Superiore della Sanità, che risale però maggio, ha rivelato che la nuova mutazione è presente nell’1% dei contagi registrati nella Penisola. Ma quella percentuale, sostengono gli esperti, è cresciuta e di molto rispetto ad allora. Si attende il risultato del prossimo dossier.

Ma l’allerta c’è, ed è evidente. Basti pensare all’ordinanza firmata dal ministro Speranza, che ha imposto la quarantena di 5 giorni a partire da lunedì 21 giugno per tutte le persone che rientrano dalla Gran Bretagna, oltre all’obbligo di un tampone negativo.

L’Italia tutta bianca (eccetto la Val d’Aosta)

Da lunedì l’Italia sarà anche quasi completamente in zona bianca. Mancherà solo la Val d’Aosta, che resta in giallo.

Passeranno in bianco anche Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Toscana, Sicilia e la Provincia Autonoma di Bolzano.

Il tasso di positività è sceso ieri allo 0,5%, che è il dato più basso di sempre. Stabile l’indice di trasmissibilità, che è allo 0,69, con 17 casi ogni 100.000 abitanti (per la zona bianca bisogna avere meno di 40 casi ogni 100.000 abitanti).

Dati che sono tra i più bassi d’Europa. La conseguenza è anche il calo dei morti, ieri 35 (qualche settimana fa erano ancora 300, 400).

Numeri molti positivi. E dunque, se per la seconda dose di vaccino ci sarà libertà di scelta, dovrebbero essere scongiurate molte rinunce (in particolare per chi non voleva l’eterologa). Sarà fondamentale immunizzare anche il più alto numero di over 60 che, magari solo per questioni pratiche, non si sono ancora sottoposti alla vaccinazione.

Vicino l’addio alle mascherine

Numeri che potrebbero indurre il governo a togliere l’obbligo della mascherina all’aperto, come è già accaduto in Francia e in Spagna.

Oggi se ne discuterà con il Comitato tecnico scientifico. Per ora comunque non c’è ancora una data.

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