Per le case pignorate vendite più veloci

Per le case pignorate vendite più veloci: in arrivo novità sulle normative che regolano la vendita degli immobili pignorati, la procedura diventa più accelerata. Evitata la liberazione immediata dell'immobile dopo l'aggiudicazione dell'asta. Il debitore avrà la possibilità di vendere a un privato l'abitazione dopo aver avuto l'autorizzazione del giudice dell'esecuzione.

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Per le case pignorate vendite più veloci. È l’obiettivo del governo, inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ed è anche una delle promesse che il premier Mario Draghi ha fatto all’Unione Europea.

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Per le case pignorate vendite più veloci dunque: e la questione è tutta lì, in un emendamento all‘articolo 8 della riforma del processo civile.

Ma cosa prevede questo emendamento?

Per le case pignorate vendite più veloci: procedura più rapida

Beh, una cosa che farà molto piacere ai creditori: per chiedere l’esecuzione forzata del bene basterà una copia conforme all’originale della sentenza emessa dal giudice. Si salta in questo modo un passaggio, quello che affida agli ufficiali giudiziari la forma esecutiva.

Ma non è tutto. Nella riforma del codice civile sono stati anche ridotti i termini di deposito della certificazione ipocatastale dell’immobile. E basta questa modifica per ridurre di due mesi la procedura dell’esecuzione immobiliare.

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Per le case pignorate vendite più veloci: questione sfratti

Nel vertice di governo che si è svolto ieri è stata affrontata un’altra questione molto delicata, sempre relativa al pignoramento: è quella che riguarda gli sfratti dei debitori che stanno subendo la vendita forzata dell’appartamento.

Anche su questo punto si va verso una semplificazione che velocizza la procedura. Ma l’intervento del Pd e del Movimento 5 Stelle ha impedito che passasse una norma davvero penalizzante per il debitore: il giudice poteva ordinare l’immediata liberazione dell’immobile dopo l’aggiudicazione dell’asta.

La norma è stata successivamente resa meno dura: il debitore, dopo la vendita all’asta dell’immobile, può continuare a viverci fino all’emanazione del provvedimento di trasferimento.

Un procedimento piuttosto simile a quello attuale. Infatti tra l’aggiudicazione dell’immobile all’asta giudiziaria e il decreto passeranno comunque diversi mesi.

In questo caso la normativa è più favorevole al debitore o all’inquilino moroso.

Per le case pignorate vendite più veloci: se non ci abita il debitore

Resta invece un’altra modifica all’attuale normativa introdotta con l’emendamento all’articolo 8: se l’immobile pignorato non è occupato dal debitore, ma da un’altra persona (che non può quindi opporsi all’esecuzione), l’immobile deve essere liberato non oltre la disposizione del giudice che ordina la vendita del bene.

Per le case pignorate vendite più veloci: la vendita privata

C’è comunque un’altra significativa novità sulla procedura: la vendita privata. Una possibilità importante per il debitore. Con la norma attuale la vendita dell’immobile sotto pignoramento è possibile solo se c’è un accordo preliminare con il creditore. Una eventualità che non sembra è possibile.

In questo caso, con la riforma introdotta dal testo del governo, il debitore può fare istanza al giudice dell’esecuzione di essere autorizzato alla vendita dell’immobile pignorato.

Ma a una condizione: il prezzo di vendita non può essere inferiore a quello che è stato indicato nella perizia di stima. In questo modo si potrebbe evitare l’acquisizione di appartamenti dopo una serie di ribassi, una modalità che ha attirato intorno alle aste giudiziarie un bel po’ di speculatori.

In alcuni casi speculatori provenienti da ambienti non certo vicini alla legalità (come dimostrano diverse inchieste avviate in molte regioni della Penisola).

Per le case pignorate vendite più veloci: sblocco degli sfratti

Queste novità sulla normativa che regola i pignoramenti immobiliari arrivano proprio mentre è sempre più prossima la scadenza del blocco degli sfratti. Blocco che era stato imposto dal governo Conte bis nel corso dell’emergenza causata dalla pandemia da covid.

Per i provvedimenti che sono stati adottati dal 28 febbraio al 30 settembre dello scorso anno, la fine del blocco è vicina: ottobre.

Mentre per i provvedimenti di esproprio forzato che sono stati emessi dal giudice dell’esecuzione tra il primo ottobre del 2020 e il 30 giugno del 2021, il blocco resterà in vigore ancora qualche mese, fino al 31 dicembre 2021.

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