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Perché non prendo il Bonus Renzi nel 2024

Perché non prendo l'ex Bonus Renzi nel 2024? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Marzo 2024

In questo articolo risponderemo alla domanda degli utenti che si chiedono “perché non prendo l’ex Bonus Renzi nel 2024(scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Perché non prendo l’ex Bonus Renzi nel 2024?

L’Agenzia delle Entrate, tramite la circolare n. 2/E del 6 febbraio 2024, ha fornito chiarimenti sulle modifiche introdotte dalla riforma IRPEF, focalizzandosi in particolare sul trattamento integrativo fino a 100 euro in busta paga. Questa novità riguarda il metodo di calcolo, aggiornato per bilanciare le modifiche apportate con l’accorpamento dei primi due scaglioni d’imposta.

Ricordiamo infatti che da quest’anno la Riforma fiscale ha ridotto il numero degli scaglioni di reddito e di conseguenza delle aliquote IRPEF, che da quattro sono diventate tre.

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Come cambia il trattamento integrativo nel 2024

Il trattamento integrativo, noto anche come ex Bonus Renzi, si applica ancora per il 2024, ma con un metodo di calcolo rinnovato. Questo cambiamento è essenziale per adeguare il bonus alle nuove soglie IRPEF. Vediamo come si articola per i diversi livelli di reddito:

A chi spetta l’ex Bonus Renzi nel 2024?

Il trattamento integrativo è destinato esclusivamente ai lavoratori dipendenti, escludendo i pensionati. Il suo importo massimo annuo è di 1.200 euro, distribuiti in 12 mensilità da 100 euro. La piena misura del bonus spetta ai contribuenti con una capienza fiscale che non supera i 15.000 euro di reddito, riducendosi progressivamente per redditi fino a 28.000 euro.

Per il solo anno 2024 sono state apportate modifiche specifiche dal decreto 216/2023 per allineare il requisito del trattamento integrativo a quello dell’anno precedente, coordinandolo con i nuovi scaglioni IRPEF. Nonostante la riforma, il salario netto in busta paga non subisce variazioni per quanto riguarda questo bonus.

Le detrazioni considerate nel calcolo del bonus riguardano vari aspetti, tra cui carichi di famiglia, lavoro dipendente, mutui e spese edilizie. Il trattamento integrativo, pari a 100 euro al mese esentasse per redditi fino a 15.000 euro, viene calcolato tenendo conto delle detrazioni applicabili e dell’imposta dovuta.

L’ex Bonus Renzi può comunque essere recuperato a conguaglio a fine anno dal datore di lavoro o tramite dichiarazione dei redditi. In caso di applicazione errata durante l’anno, si potrà beneficiare dell’intero importo annuo spettante.

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L’articolo 1 del Decreto Legislativo 216/2023.

Come cambia l’Irpef nel 2024?

La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto significative novità nel sistema fiscale italiano, tra cui alcune agevolazioni, come la riduzione del cuneo fiscale e l’abolizione dei contributi previdenziali per le madri lavoratrici dipendenti a tempo pieno che hanno almeno due figli.

In questo contesto, il Decreto Legislativo 216/2023 rappresenta un elemento chiave nella riforma, poiché ha apportato modifiche alle aliquote Irpef e alla struttura degli scaglioni per l’anno 2024. Esploriamo i dettagli di queste trasformazioni.

Tabella delle aliquote Irpef 2024

Di seguito è riportata una tabella comparativa delle aliquote Irpef per gli anni 2023 e 2024, dopo l’introduzione della riforma fiscale.

Numero degli scaglioniFasce di reddito in base all’attuale sistema Irpef (2023)Aliquota Irpef base all’attuale sistema (2023)Fasce di reddito dopo la riforma fiscale (2024)Aliquote Irpef dopo la riforma fiscale (2024)
1° Scaglionefino a 15.000 euro23%fino a 28.000 euro23%
2° Scaglionetra 15.001 euro e 28.00025%tra 28.001 euro e 50.00035%
3° Scaglionetra 28.001 euro e 50.00035%oltre i 50.000 euro43%
4° Scaglioneoltre i 50.000 euro43%eliminato
Nuova e vecchia Irpef a confronto: la tabella

Esempio di calcolo delle imposte con l’Irpef 2023

Esaminiamo un caso concreto per capire le variazioni dell’IRPEF quest’anno, partendo dalla struttura fiscale del 2023 e considerando un lavoratore con un reddito imponibile di 25.000 euro.

Nel 2023, il calcolo dell’IRPEF per questo lavoratore si basava su un’aliquota del 23%, applicata ai primi 15.000 euro di reddito, e del 25% sui successivi 10.000 euro:

  1. Sui primi 15.000 euro, l’imposizione era al 23%, pari a 3.450 euro.
  2. Sui successivi 10.000 euro, l’aliquota era del 25%, risultando in 2.500 euro.

Sommando i due importi, si ottiene l’importo totale dell’IRPEF che il lavoratore doveva versare per un reddito imponibile di 25.000 euro nel 2023, che ammonta a 5.950 euro.

Esempio di calcolo delle imposte con l’Irpef 2024

Il calcolo dell’IRPEF per un lavoratore con un reddito imponibile di 25.000 euro nel 2024, considerando le modifiche apportate dalla riforma fiscale, si presenta così:

Questa tassazione mostra un vantaggio economico rispetto al precedente sistema fiscale del 2023, dove il lavoratore avrebbe pagato un’imposta lorda di 5.950 euro. Di conseguenza, la riforma fiscale del 2024 consente a questo lavoratore di risparmiare circa 200 euro annui sull’IRPEF.

FAQ: Domande frequenti sull’Irpef

Che cos’è l’Irpef?

L’Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è un’imposta diretta applicata sui redditi delle persone fisiche. In pratica una tassa che si paga in percentuale in base ai redditi da lavoro dipendente, lavoro autonomo, pensione, affitto o altre fonti.

Cosa sono le deduzioni e le detrazioni che riducono l’Irpef?

Le deduzioni e le detrazioni consentono di ridurre l’importo del reddito imponibile e quindi dell’Irpef da pagare. Possono riguardare spese sanitarie, spese educative, contributi previdenziali, detrazioni per figli a carico, e altre spese specifiche.

Quali tipi di redditi sono esenti dall’Irpef?

Alcuni tipi di reddito possono essere esenti dall’Irpef, come ad esempio le pensioni sociali, l’assegno di maternità, ecc. Tuttavia, le esenzioni possono variare a seconda delle specifiche circostanze del contribuente.

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