Rdc tolto se rifiuti il primo lavoro? Meloni deciderà subito

Il Rdc potrebbe essere ritoccato già nella prima manovra del futuro governo. Verrà abolito al rifiuto della prima offerta di lavoro? Scopriamolo

6' di lettura

Il reddito di cittadinanza potrebbe essere ritoccato già nella prima manovra del nuovo governo. Tra Palazzo Chigi e ministero dell’Economia si lavora alla Nadef, la Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza attesa in Consiglio dei ministri giovedì. Quale destino quindi per l’Rdc? (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Rdc: la programmazione del Cdm

La Nadef conterrà solo il quadro tendenziale, la programmazione verrà lasciata all’esecutivo, guidato da Giorgia Meloni, che potrebbe giurare entro il 23 ottobre. Ma nella Nadef, dove sono contenute le previsioni, la crescita – spiegano fonti del Mef – sarà inchiodata sotto la soglia psicologica dell’1%. Tradotto: oltre 20 miliardi di spesa in meno, una grana non da poco per l’esecutivo che deve ancora nascere. E che, su questo Giorgia Meloni è stata chiara, non intende produrre più debito, ma tenere salda la linea Draghi sul no allo scostamento di bilancio. 

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Nel mirino l’Rdc

A quanto sembra, a farne le spese – rivelano fonti beninformate dal Mef riportate dall’agenzia di stampa Adnkronos – sarebbe sin da subito il reddito di cittadinanza, che potrebbe essere ritoccato già nella prima manovra varata dal governo a guida FdI.

Non toccando la platea dei beneficiari, ma intervenendo sul numero delle offerte di lavoro che è possibile rifiutare pena la decadenza del sussidio. Inizialmente, quando l’Rdc venne varato dal primo governo Conte, la legge prevedeva che il reddito di cittadinanza decadesse al rifiuto di ben tre proposte di lavoro.

Draghi ha portato a due le proposte rifiutabili, dopo un duro braccio di ferro sul “decalage” (la decurtazione del sussidio, ndr), con tanto di telefonata chiarificatrice tra il premier e Giuseppe Conte. Da FdI, il responsabile economico Maurizio Leo spiega che «non vogliamo abolire il reddito di cittadinanza come misura di sostegno per chi non può lavorare, ma intendiamo separare l’assistenza dalle politiche attive del lavoro, incentivando le assunzioni con il meccanismo chi più assume meno paga».

Rdc: via già al primo rifiuto di un’offerta di lavoro?

L’idea che si fa spazio nel centrodestra per recuperare risorse, sarebbe quella di portare ancor più giù l’asticella, togliendo il reddito di cittadinanza già al primo rifiuto di un’offerta di lavoro.

Il 20% dei percettori di Rdc lavora con impieghi precari e poco retribuiti. Due terzi sono disabili, minori, persone che non hanno mai lavorato. Non è una sorpresa che si vada verso un ripensamento del sistema di proposte di lavoro da accettare entro un determinato lasso di tempo, con requisiti più stringenti rispetto a ora.

Va però evidenziato che anche in caso di futura sostituzione del reddito di cittadinanza con sussidi di altro tipo (impensabile lasciare anche solo per un mese senza un sostegno milioni di famiglie in povertà assoluta), la transizione sarebbe complessa e delicata, e non immediata

«Uno Stato serio si occupa dei deboli, il reddito di cittadinanza nasceva tra le politiche attive del lavoro, doveva creare un sostegno e mettere in contatto domanda offerta e ha fallito. Va cancellato sotto questo aspetto ma questo non vuol dire lasciare i deboli senza aiuto» dice il capogruppo alla Camera di FdI Francesco Lollobrigida. Nessuna abolizione totale del sussidio dunque, slogan a parte. L’importo medio erogato a livello nazionale è di 549 euro. Ad agosto sono state 1 milione e 180mila le famiglie beneficiarie, per 2 milioni e mezzo di persone coinvolte. Il 64,2% delle famiglie beneficiarie sono al Sud e nelle isole maggiori.

Rdc: ci vorrà più tempo per abolirlo

Noi vogliamo abolire il reddito di cittadinanza, ma nel momento in cui lo aboliamo facciamo un’altra legge. Anzi, due leggi». Ignazio La Russa, esponente di Fratelli d’Italia, a Cartabianca esprime la linea del partito guidato da Giorgia Meloni in relazione al sussidio.

Tra le due leggi prospettate da La Russa, una punterebbe a «garantire al 50% degli attuali percettori qualcosa di più rispetto a quello che prendono ora». Si parla di «famiglie numerose, disabili, pensionati. L’altro 50% per metà è costituito da gente che non aveva alcun diritto, che ha truffato lo stato. C’è una marea di gente… Ad un altro 25% che ha diritto, noi speriamo di dare un lavoro. Noi immaginiamo di abolire questa legge e di ricostruire in forma diversa il rapporto con chi ha bisogno. Siamo convinti che offrendo ai datori di lavoro la possibilità di assumere e avere meno tasse si possano avere molte assunzioni».

Un piano articolato che, è evidente, non può essere realizzato in poche settimane.

Rdc: cos’è la Nadef?

Come anticipato, il significato di Nadef è letteralmente quello di Nota di Aggiornamento del Def. Quest’ultimo invece è il Documento di Economia e Finanza, fondamentale per la stesura della nuova legge di bilancio.

Per definizione, la Nadef è dunque un testo che l’esecutivo deve presentare alla Camera e al Senato entro e non oltre il 27 settembre di ogni anno.

Rdc: a cosa serve la Nadef?

Nella Nota di Aggiornamento al Def il governo inserisce le nuove stime economico-finanziarie formulate sulla base dei maggiori dati a disposizione e di un quadro macro certamente più chiaro. In pratica il testo rielabora e aggiusta le previsioni formulate nel Documento di Economia e Finanza presentato nel mese di aprile.

Nella Nadef l’esecutivo aggiorna anche gli obiettivi programmatici del Paese e tiene conto di eventuali osservazioni formulate dall’Europa (non così improbabili nel caso italiano).

Una precisazione è d’obbligo: nel quadro tendenziale le stime sono a politiche invariate, mentre in quello programmatico le previsioni vengono effettuate considerando il potenziale impatto delle misure in dirittura d’arrivo.

Rdc: qual è la rilevanza della Nadef?

Ora che abbiamo capito cos’è la Nadef e qual è il suo significato occupiamoci dell’importanza del termine, anche se questa potrebbe essere già emersa nelle righe precedenti.

Dopo la Nota di Aggiornamento, il governo ha l’arduo compito di approvare la nuova legge di bilancio con la quale il Parlamento conferisce all’esecutivo la possibilità di utilizzare le risorse economiche statali per l’esecuzione delle politiche pubbliche e delle attività amministrative.

In altre parole la Nadef rappresenta uno dei passi fondamentali che portano poi a scegliere quali riforme saranno attuate e quali invece accantonate, con ovvie ricadute su tutti i cittadini italiani.

Quest’anno la nota di aggiornamento è ancor più rilevante, considerando il quadro di ripresa economica del dopo-pandemia, pur tra diversi ostacoli come la crisi energetica. Il Pil nazionale è stato indicato in rimbalzo, mentre si attendono fondamentali riforme per rispondere alle richieste dell’UE per il Recovery Fund.

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