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Permessi 104 e programmazione: cosa devi sapere

Permessi 104 e programmazione: è obbligatorio programmare i permessi retribuiti? Chi decide la programmazione? E se sopraggiunge una necessità e si deve usare un permesso nel giorno diverso da quello programmato? Ecco tutte le risposte.

di Romina Cardia

Gennaio 2024

In questo approfondimento parliamo di permessi 104 e programmazione (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Permessi 104 e programmazione: chi lo decide

È il datore di lavoro a dare disposizioni in merito ai permessi 104 e programmazione. Nel senso che è lui a chiedere al dipendente di pianificare i 3 giorni di permesso mensile sotto certe condizioni e per andare incontro alle esigenze dell’azienda.

La programmazione dei permessi non è un obbligo è non è prevista dalla Legge 104/1992.

Tuttavia, nella Pubblica Amministrazione viene richiesta per assicurare sempre il servizio al pubblico e nel privato è una buona prassi per andare incontro alle esigenze organizzative dell’azienda.

Se si usufruisce dei permessi della Legge 104, si ha diritto a permessi retribuiti orari o giornalieri, ma il datore può richiedere una programmazione preventiva.

Il tipo di permesso (giornaliero o orario) può essere cambiato mensilmente, con possibilità di variazione eccezionale nel mese se ci sono esigenze impreviste, debitamente documentate.

Il datore può quindi richiedere la programmazione, ma il lavoratore che assiste un disabile deve poter individuare preventivamente le giornate di assenza, garantendo comunque il diritto del disabile all’effettiva assistenza.

La programmazione deve seguire criteri condivisi con i lavoratori e le loro rappresentanze, ma le esigenze di assistenza al disabile devono sempre avere la precedenza sulle esigenze organizzative aziendali, secondo quanto stabilito dall‘Interpello Ministero del Lavoro del 27 gennaio 2012, numero 1.

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Permessi 104 e programmazione nel settore pubblico

Se sei dipendente pubblico, in qualche modo sei costretto a programmare prima i giorni di permesso, perché rivolgendo servizi al pubblico, è necessario garantire l’efficienza e la costanza degli stessi.

In particolare, la programmazione è richiesta nei seguenti comparti pubblici:

È previsto che il dipendente del settore pubblico predisponga una programmazione mensile dei giorni in cui intende assentarsi, da comunicare all’ufficio di appartenenza all’inizio di ogni mese.

Proprio perché viene prima di tutto la tutela del portatore di handicap grave e la precedenza alla sua assistenza, hai comunque la possibilità, in caso di necessità e urgenza, a comunicare un cambiamento nella programmazione, entro però le 24 ore precedenti alla fruizione del permesso e, comunque, non oltre l’inizio dell’orario di lavoro del giorno in cui utilizzi il permesso.

Comunque sia, anche se non dovessi avere il tempo di fare questa comunicazione, per sopraggiunte urgenze improrogabili relative al disabile, l’azienda, su comprovata giustificazione (ad esempio il certificato di un pronto soccorso), non può sanzionarti o emettere un provvedimento disciplinare.

Permessi con Legge 104 per dipendenti pubblici: scopri come e a chi fare richiesta, e da quando decorrono?

Permessi 104 e programmazione nel settore privato

In questo settore, in realtà, proprio perché non c’è un obbligo normativo e non possono essere date disposizioni generali come per il settore pubblico, la situazione è presa un po’ più “alla leggera”.

Tuttavia, la prassi più consolidata è che il lavoratore disabile che gode dei permessi 104 per assistere il familiare disabile programmi insieme al datore di lavoro i permessi mensili, in modo da permettere di far funzionare al meglio l’azienda.

Sia nel settore pubblico che nel privato, il dipendente stabilisce a inizio mese quali saranno i tre giorni che utilizzerà per assistere il familiare disabile.

Ovviamente, se scegli di utilizzare i permessi 104 frazionati a ore (2 ore di permesso giornaliero), in questo caso dovrai comunicare le due ore che intendi utilizzare.

Ad esempio: le prime due o le ultime due del tuo orario giornaliero di lavoro, oppure quelle immediatamente precedenti o successive alla pausa pranzo.

Ecco tutto quello che devi sapere in merito a permessi con Legge 104 e orari in smart working.

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Permessi-104-e-programmazione. Nella foto: un datore di lavoro e due dipendenti.

Permessi 104 e programmazione: le risposte del Ministero del Lavoro

Sulla questione permessi 104 e programmazione è intervenuto il Ministero del Lavoro, che negli interpelli numero 31 del 2010 e numero 1 del 2012, ha riconosciuto al datore di lavoro la facoltà di chiedere ai dipendenti la programmazione dei permessi (nota come si parli di facoltà, ovvero di “possibilità” e non di obbligo).

La programmazione, però, deve essere fatta senza che comprometta i diritti del portatore di handicap assistito e rispettando per prima cosa il suo diritto a un’adeguata assistenza.

Gli interpelli, inoltre, chiariscono che il datore di lavoro può richiedere la programmazione dei permessi sia a cadenza mensile che anche a cadenza settimanale, ma solo nel caso in cui:

La buona prassi di una programmazione mensile o settimanale dei permessi, tra l’altro, è stata stabilita anche dalla Sentenza numero 175 del 2005 della Corte di Cassazione – Sezione Civile, che ha comunque stabilito gli stessi limiti che aveva posto il Ministero del Lavoro.

Permessi con Legge 104 e dimissioni: scopri se durante il periodo di preavviso a seguito di dimissioni, il dipendente possa usufruire dei permessi Legge 104.

Permessi 104 e programmazione per il lavoratore disabile

La prassi di programmare i permessi 104 riguarda solo ed esclusivamente i caregiver familiari, perché dalle regole vengono esclusi i dipendenti con disabilità che fruiscono dei permessi retribuiti per se stessi.

Quindi, ricapitolando: se sei un dipendente pubblico beneficiario di Legge 104, devi seguire le indicazioni del comparto pubblico e assicurare la programmazione dei permessi, a cadenza mensile.

Se sei dipendente privato, è buona prassi farlo, anche a cadenza settimanale, ove richiesto. Se sei lavoratore disabile, sei escluso dalla necessità di programmare le assenze.

Resta sempre e comunque fermo il fatto che i permessi possono essere riprogrammati in base alle urgenze e alle sopraggiunte diverse esigenze del disabile che si assiste. Questo, è un diritto imprescindibile del familiare che si prende cura del portatore di handicap grave.

FAQ sui permessi 104

Cosa fare se il datore di lavoro nega i permessi 104?

Se un datore di lavoro nega ingiustamente i permessi 104, il lavoratore dovrebbe innanzitutto tentare un dialogo chiaro e diretto con il datore di lavoro. Se questo non risolve la situazione, è consigliato rivolgersi a un esperto legale, sindacati o associazioni di categoria per ricevere supporto e consigli su come procedere. In casi estremi, è possibile presentare un reclamo all’Ispettorato del Lavoro.

Quali diritti ha il lavoratore per il permesso 104?

Il lavoratore ha diritto a tre giorni di permesso mensile (o ore equivalenti) come riconosciuto dalla Legge 104/1992 per assistere un familiare con disabilità grave. Questo diritto è inalienabile e prevale sulle esigenze organizzative dell’azienda, rendendo illegittimo il rifiuto del datore di lavoro di concedere questi permessi, a meno che la richiesta non sia stata presentata correttamente.

Quante ore di permessi 104 spettano al lavoratore?

Secondo la Legge 104/1992, ai lavoratori spettano tre giorni di permesso mensile. Questi possono essere frazionati a ore, con 2 ore al giorno per chi lavora almeno 6 ore e 1 ora al giorno per chi lavora meno di 6 ore.

In quali casi il datore può negare il permesso 104?

Il datore di lavoro può legittimamente negare i permessi 104 solo quando il lavoratore non ha presentato la richiesta seguendo la modalità telematica prevista. In tutti gli altri casi, compresi carichi di lavoro anomali o altre esigenze organizzative, il datore di lavoro non può opporsi alla concessione dei permessi.

Permesso 104 concesso durante le ferie, è possibile?

Sì, è possibile concedere i permessi 104 durante il periodo delle ferie programmate. Un interpello del Ministero del Lavoro stabilisce che il datore di lavoro non può negare i permessi in questo caso, ma può verificare l’effettiva indifferibilità dell’assistenza.

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