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Permessi 104 lavoratore disabile: può fare quello che vuole

Permessi 104 lavoratore disabile: può fare quello che vuole, non è tenuto dunque a occuparsi solo delle sue condizioni di salute, cosa ha deciso la Cassazione.

di The Wam

Aprile 2022

Permessi 104 lavoratore disabile: verifichiamo se ci sono dei limiti o il dipendente può utilizzare quei giorni per curarsi o fare qualsiasi altra attività. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Sul punto ci sono state in passato delle interpretazioni contraddittorie anche perché si è spesso confuso il permesso al lavoratore che deve assistere un familiare disabile con i permessi retribuiti che sono invece riconosciuti al dipendente con disabilità che rientra nella legge 104.

A fare piena luce su questo aspetto è stata una ordinanza dalla Cassazione (la numero 20243 del 2020).

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Permessi 104 lavoratore disabile: licenziamento

La questione riguarda un lavoratore con disabilità grave che è stato licenziato per un presunto abuso dei permessi legge 104: sono stati utilizzati in prossimità di feste e per delle esigenze del tutto estranee a quelle di cura.

Ebbene, i giudici di primo e secondo grado hanno dichiarato illegittimo il licenziamento per giusta causa del lavoratore e imposto la reintegrazione. Il motivo: non sono stati riconosciuti profili disciplinari nell’uso dei permessi in continuità con dei giorni di festa.

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Permessi 104 lavoratore disabile: datore di lavoro

Il datore di lavoro aveva invece sostenuto che «il disabile può fruire dei permessi esclusivamente per scopi collegati direttamente e/o indirettamente all’esigenza di tutela e/o cura e/o assistenza e non certamente per finalità ricreative e/o personali, senza confusione con le esigenze di recupero delle energie psico-fisiche alle quali è preposto il diverso istituto delle ferie».

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Permessi 104 lavoratore disabile: Cassazione e Costituzione

I giudici dell’Alta Corte hanno ritenuto che i permessi legge 104 concessi ai lavoratori con disabilità grave hanno un solo scopo: la tutela della salute psico-fisica della persona disabile. E questo nel rispetto di due articoli della nostra Costituzione: l’articolo 32 e l’articolo 2.

Soffermiamoci un istante:

E difatti proprio l’articolo 33 della Legge 104 del 1992, tutela alcuni diritti della persona con disabilità grave. Tra questi diritti c’è la possibilità di usufruire di permessi giornalieri (due ore) o mensili (tre giorni al mese), di scegliere, se possibile, una sede di lavoro più vicina al domicilio e di rifiutare il trasferimento, senza il suo consenso, a un’altra sede.

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Tutele che sono dunque garantite alle persone con disabilità sia con l’erogazione di prestazioni economiche dirette, sia con forme indirette, che rientrano nel sistema di welfare, anche familiare.

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Permessi 104 lavoratore disabile: differenze

Ma veniamo al punto, i permessi legge 104. C’è una grande differenza tra quelli concessi al familiare che deve prestare assistenza rispetto a quelli fruiti direttamente dal lavoratore con disabilità.

Nel primo caso, quindi per i permessi legge 104 utilizzati dai caregiver (i familiari che assistono), la fruizione del beneficio è in relazione diretta con l’assistenza della persona disabile. E deve comprendere quindi anche tutte quelle attività che altrimenti il familiare non sarebbe in grado di compiere in modo autonomo.

Il permesso legge 104 concesso al lavoratore con disabilità serve invece a un altro scopo: agevolare l’integrazione nella famiglia e nella società, integrazione che può essere compromessa da ritmi di lavoro che non considerino le condizioni di svantaggio sopportate.

Permessi 104 lavoratore disabile: conclusioni

Proprio per questi motivi la fruizione di questi permessi, da parte del lavoratore con disabilità, non può essere vincolata solo a visite mediche o altri interventi di cura, ma hanno un altro obiettivo: ristabilire l’equilibrio fisico e mentale necessario per consentire un pieno inserimento nella vita familiare e sociale.

La Cassazione ha dunque stabilito che il lavoratore con disabilità può utilizzare come meglio crede i suoi giorni di permesso retribuito. Anche, quindi, agganciarli se desidera ad altri giorni festivi.

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