Permessi Legge 104, quante ore di assistenza

Permessi Legge 104, quante ore di assistenza sono necessarie per evitare sanzioni e un possibile licenziamento per giusta causa? Vediamo se c'è un limite di tempo minimo da trascorrere con il familiare da assistere, quali sono i criteri, cosa stabilisce la legge e le numerose sentenze che si sono succedute nel corso degli anni.

5' di lettura

Permessi Legge 104, quante ore di assistenza è necessario prestare al familiare con disabilità grave per non incorrere in violazioni della normativa? (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Qual è il minimo indispensabile, o meglio, quali sono i criteri da seguire per evitare di commettere un abuso e rischiare il licenziamento per giusta causa e una denuncia penale per truffa?

Sui permessi Legge 104 (su invaliditàediritti.it trovi la guida completa) c’è una vasta letteratura giudiziaria, frutto di decenni di contenziosi e sentenze, che hanno spesso contrapposto lavoratori che fruivano dei benefici e datori di lavoro che si sentivano danneggiati da un uso che consideravano illegittimo (qui puoi verificare quando è improprio l’uso permessi).

Questa mole di ordinanze ha chiarito alcuni aspetti, ma altri restano sospesi nel vago, anche perché dipendono da una miriade di valutazioni spesso di orientamento diverso.

In questo articolo ci soffermiamo in particolare sul numero di ore nelle quali il lavoratore deve prestare assistenza al familiare con disabilità grave quando è in permesso retribuito.

Permessi Legge 104: il limite delle esigenze personali

Partiamo da un presupposto, che è stato ribadito da diverse ordinanze della Cassazione: i lavoratori che utilizzano i permessi di Legge 104 possono trascorrere una parte di queste ore anche per delle esigenze personali. Non infrangono la norma.

In punto è stabilire qual è il limite.

Ci arriviamo, ma bisogna procedere con ordine.

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Permessi Legge 104: l’obbligo abrogato

Diverse sentenze dalla Corte di Cassazione hanno modificato nel tempo le loro valutazioni, dopo che nella normativa è stato abrogato l’obbligo dell’assistenza continua. Era quello il punto della Legge 104 che imponeva al lavoratore con permesso di legge 104 di non potersi mai allontanare dall’abitazione del familiare con disabilità o comunque di dover trascorrere tutto il tempo in compagnia del parente da accudire. (scopri se è legittimo usare i permessi legge 104 per l’assistenza a distanza).

Permessi Legge 104: meno tempo per se stessi

Le nuove regole hanno definito meglio il quadro: il lavoratore può usare dei brevi periodi del tempo di assistenza per svolgere anche delle attività che non sono direttamente all’assistenza del familiare.

Il motivo di questa modifica nasce da una constatazione: i caregiver che si occupano dell’assistenza di un familiare hanno in genere meno tempo da dedicare a se stessi rispetto ad altri colleghi.

E quindi, il lavoratore durante il permesso legge 104 può ritenersi libero di usare qualche ora per fare la spesa, andare da un medico o dal parrucchiere, o bere un caffè al bar con un amico.

Quello che conta, è che comunque la parte più consistente della giornata sia stata dedicata all’assistenza.

Permessi Legge 104: orari di lavoro e tempi del permesso

Non è necessario, e questo è un altro punto importante, far coincidere gli orari da dedicare alla cura del parente con quelli dell’orario di lavoro.

Un esempio: se il turno di lavoro va dalle 8 alle 16, non bisogna necessariamente recarsi a casa del familiare alle 8. Si può andare anche alle 10 e restare per una buona parte della giornata (anche con delle pause, tipo, appunto, il caffè con l’amico, la spesa o il parrucchiere).

Se quindi è stato escluso l’obbligo dell’assistenza continuativa, il permesso legge 104 non può comunque essere concepito come un giorno di riposo.

Come si può notare si resta sempre un po’ in bilico tra un corretto uso dei permessi e l’abuso.

È quindi essenziale tornare alla domanda di partenza, ovvero: quante sono le ore di assistenza che bisogna garantire al familiare con disabilità?

Permessi Legge 104: assistenza prevalente

Non è possibile stabilire una quantità di tempo precisa da trascorre in compagnia del familiare da assistere. Di certo la Legge 104 prescrive che la parte prevalente del periodo di permesso debba essere passata in compagnia del parente (non importa se a casa o altrove).

Quindi (e questo vale per i permessi frazionati, alcune ore, o per interi giorni), la parte preponderante del tempo deve essere dedicata al familiare con disabilità.

Facciamo un esempio pratico:

  • se il lavoratore ha quattro ore di permesso retribuito e per tre ore resta in compagnia di un amico al bar, ha commesso un abuso;
  • se il lavoratore ha tre giorni di permesso e utilizza tre ore per se stesso non ha commesso un abuso.

Permessi Legge 104: la Cassazione

Sulla scia del secondo esempio c’è una sentenza della Cassazione che può darci un’idea del perimetro entro il quale bisogna muoversi per non incorrere in spiacevoli sanzioni.

Un datore di lavoro ha licenziato un dipendente perché durante un permesso di 3 giorni ha trascorso più di 4 ore e mezza a occuparsi di faccende personali.

I giudici hanno stabilito che il licenziamento era una misura eccessiva, pur concordando che il comportamento del lavoratore non era in linea con le norme della legge. In pratica: il lavoratore ha sbagliato, ma non in modo così grave da giustificare il licenziamento (scopri quali sono i doveri del datore di lavoro per i permessi legge 104).

Non a caso abbiamo detto, nell’esempio, che su tre giorni di permesso legge 104 da dedicare all’assistenza di un familiare con disabilità, passare tre ore per occuparsi di esigenze personali non costituisce un abuso.

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