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Piano di risparmio energetico: dai condizionatori all’auto

Piano di risparmio energetico: dai condizionatori all'auto, dalla pubblica illuminazione ai riscaldamento, ecco cosa prevede il piano nazionale.

di The Wam

Aprile 2022

Piano di risparmio energetico: dai condizionatori all’auto. La guerra in Ucraina non si ferma e lo stop al gas russo alle porte, ecco cosa accadrà in Italia. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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L’Ue sembra ormai avviata verso il blocco delle esportazioni di energia da

Mosca. Sarà questione di settimane, forse di mesi, ma il passo sembra inevitabile. Ed è evidente anche dalle dichiarazioni dei leader europei.

Ma come si adeguerà l’Italia a una situazione che si preannuncia critica dopo la rinuncia alle importazioni di gas e petrolio russi?

Guerra in Ucraina, senza gas russo consumi razionati

Piano di risparmio energetico: sostituire il gas russo

La prima mossa del governo è stata quella di rivolgersi altri Paesi per importare energia. Ma non può bastare. I tempi si stanno restringendo e non sarà facile trovare i miliardi di metri cubi di gas che oggi importiamo dalla Russia.

Le stime attuali sono piuttosto eloquenti: entro il 2022 l’Italia sarà in grado di sostituire solo due quinti del gas importato da Mosca. Meno della metà.

E sarà possibile, senza intaccare le riserve nazionali di metano, agendo su queste direttive:

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Piano di risparmio energetico: iniziative spontanee

Ma tutto questo risolve comunque solo per due quinti la sostituzione del gas russo, e per il resto, come faremo?

Come avrete sentito si parla di ridurre i consumi ormai da un mese, da quando cioè la rinuncia alle importazioni da Mosca ha iniziato a essere più pressante.

Per ora ci sono solo delle iniziative spontanee (nessuna legge le ha imposte):

Guerra in Ucraina, razionato il gas per fare scorta

Piano di risparmio energetico: austerity

Ovviamente tutto questo non è sufficiente, si tratta di iniziative quasi simboliche. E infatti il governo sta preparando un piano nazionale di austerity, che non può certo limitarsi alla riduzione della temperatura negli uffici pubblici.

C’è già un primo passo in questa direzione. Nel decreto bollette è stata già fissata la Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibile. Si svolgerà a partire dal 16 febbraio del prossimo anno.

L’obiettivo del governo è quella di promuovere «la cultura del risparmio energetico e delle risorse», a partire proprio dalla riduzione degli sprechi.

Ma c’è una frase, quella pronunciata nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio, Mario Draghi («preferiamo la pace o i condizionatori accesi?»), che indica una strada precisa. Senza dimenticare i costanti inviti del ministro della transizione energetica, Roberto Cingolani («Mai come in questo momento è necessario ridurre gli sprechi»).

Parliamoci chiaro: ci avviamo verso una riduzione, imposta, nel consumo di luce elettrica e molto probabilmente anche di benzina e gasolio.

L’Italia verso una economia di guerra, ma cosa significa?

Piano di risparmio energetico: si parte a maggio

Ma tutto questo avverrà con una serie di misure. Inizieranno a essere adottate già a partire dalle prossime settimane.

Si partirà a maggio con la regolazione per legge delle temperature negli uffici pubblici. Il che significa una stretta decisa nell’uso dei riscaldamenti e dei condizionatori.

La misura dovrebbe prevedere:

Ridurre di due gradi la temperatura nelle nostre abitazioni consente di risparmiare fino a 3 miliardi di metri cubi di gas ogni anno.

Piano di risparmio energetico: altre misure

Ma i provvedimenti del governo potrebbero riguardare anche i consumi di energia elettrica e di carburante.

La misura potrebbe prevedere:

Piano di risparmio energetico: petrolio

La riduzione dei consumi potrebbe riguardare i carburanti, anche se l’Italia è meno dipendente dalla Russia rispetto al gas ed è anche più semplice diversificare le importazioni (il petrolio arriva con le navi e non attraverso impianti).

Ciò non toglie che gli effetti potrebbero comunque farsi sentire e non tutto il quantitativo di petrolio russo potrebbe essere sostituito in poco tempo. La prospettiva più prevedibile, in Italia come in Europa, sarà un razionamento delle risorse.

Ma l’Italia ha anche un altro problema: la più grande raffineria in Italia la Lukoil, produce un settimo della nostra benzina, ed è di proprietà russa.

Piano di risparmio energetico: così nel ’73

Ci aspettano giorni complicati. Molto simili al periodo dell’austerity. Era il 1973.

Accadde questo:

Queste misure iniziarono nel dicembre del 1973 e sono rimaste in vigore per sei mesi.

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