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Piantare alberi salverà il mondo, partiamo dall’Irpinia

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2' di lettura

Sia Festa sia Cipriano in campagna elettorale hanno promesso di piantare alberi in città. Una soluzione non solo estetica, ma che riduce l’inquinamento. Ora, secondo gli scienziati, piantare alberi potrebbe essere il modo più economico e pratico per affrontare anche la crisi climatica.

Beh, in realtà dovrebbero esserne piantati miliardi. Senza invadere i terreni coltivati o ridurre le città in foreste.

Il concetto è semplice: gli alberi crescendo assorbono le emissioni di anidride carbonica, quelle stesse emissioni che sono alla base del riscaldamento globale.

La nuova ricerca ha stimato – e lo sostiene il Guardian in un lungo articolo – che un programma di piantagione mondale potrebbe rimuovere i due terzi di tutte le emissioni. Un risultato che gli stessi scienziati hanno definito strabiliante.

L’analisi ha rivelato che sul pianeta ci sono 1,7 miliardi di ettari di terra senza alberi. Una zona che rappresenta l’undici per cento della superficie terrestre. Gli studiosi hanno escluso tutti i campi utilizzati per l’agricoltura e le aree urbane. Sono state invece incluse le zone dedicate al pascolo, anche perché alcuni alberi possono avere effetti benefici per pecore e bovini.

Tom Crowther, ecologoco del politecnico federale di Zurigo, così ha sintetizzato sul prestigioso quotidiano britannico la soluzione: “Questa nuova valutazione quantitativa mostra che il restauro forestale è in assoluto la soluzione migliore per i cambiamenti climatici”.

E’ anche importante invertire la tendenza delle crescenti emissioni di gas serra e portarle a zero, anche perché il ripristino delle foreste richiederà 50-100 anni per avere l’effetto pieno di rimuovere 200 miliardi di tonnellate di carbonio.

“E’ la soluzione – ha aggiunto Crowther – più economica e ognuno di noi può essere coinvolto”. Dal singolo cittadino, dunque. Al sindaco di una città come Avellino (vero Festa?). Le singole persone potrebbero avere un impatto notevole coltivando alberi da soli, facendo donazioni a organizzazioni che si occupano del restauro forestale o evitando di favorire delle compagnie o multinazionali irresponsabili (come quelle che stanno devastando l’Amazzonia).

Altri scienziati, come Jean Francois Bastin, hanno dichiarato che è urgente intervenire: “I nostri governi devono ora considerare il ripristino degli alberi nelle loro strategie nazionali”.

Beh, in attesa che i governi nazionali decidono se e come adottare la più semplice delle strategie per ridurre le emissioni e le conseguenze dell’effetto serra, sarebbe bello partire dall’Irpinia. Magari da Avellino. Del resto solo ieri abbiamo scritto che Chiusano San Domenico sarà il primo comune in Italia a offrire internet gratis ai suoi cittadini. Proviamo a piantare alberi per rendere più verde (e pulita), la verde Irpinia.

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