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Pignoramenti 2024, le novità: limiti e importi

Pignoramenti 2024, vediamo quali sono le novità e come sono stati aggiornati i limiti e gli importi pignorabili sul conto corrente dove accrediti stipendio o pensione. Cosa cambia per i cittadini che hanno un debito con il fisco o con un privato.

di The Wam

Marzo 2024

Pignoramenti 2024, vediamo quali sono le novità: sono stati aggiornati i limiti e gli importi pignorabili sui correnti dove si accreditano stipendi e pensioni. Vediamo cosa comportano le modifiche e le conseguenze sui cittadini che hanno un debito con il fisco o con un privato. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pignoramenti 2024: nuovi limiti

Sono stati aggiornati dal primo gennaio 2024 i limiti per il pignoramento degli stipendi e delle pensioni. Ma cosa significa concretamente per i cittadini? Lo vedremo nel corpo di questo articolo.

È opportuno precisare da subito che la modifica si applica sia ai lavoratori che non hanno ancora ricevuto lo stipendio dal datore di lavoro sia a coloro che hanno già visto la propria retribuzione o pensione accreditata sul conto corrente.

Il limite specifico

Ricordiamo che secondo la legge, in particolare l’articolo 545 del codice di procedura civile, le somme dovute a titolo di stipendio, salario, pensione o altre indennità legate al rapporto di lavoro possono essere soggette a pignoramento. Ma esiste un limite specifico al di sotto del quale lo stipendio o la pensione non possono essere toccati. Vediamo quali sono questi limiti e come sono cambiati nel 2024.

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La soglia che non si deve superare

Il pignoramento è una procedura legale usata per recuperare un credito. Quando si tratta di stipendi o pensioni previdenziali, questa azione si colloca nell’ambito del pignoramento presso terzi. Significa che si aggrediscono i beni di proprietà del debitore, anche se si trovano in possesso di altre entità, come il datore di lavoro, la banca, o l’ufficio postale. Questo tipo di pignoramento è descritto dall‘articolo 543 del codice di procedura civile.

Minimo vitale

Il principio alla base del pignoramento è questo: garantire al lavoratore di mantenere una quota del proprio reddito che copra il minimo vitale. Per questo, non tutto lo stipendio o la pensione possono essere soggette a pignoramento.

La norma stabilisce che generalmente si può arrivare a pignorare fino a un quinto dello stipendio. Questo vuol dire che, per esempio, se uno stipendio netto è di 1.000 euro, la parte pignorabile è di soli 200 euro. La parte restante, ovvero 800 euro, rappresenta quel minimo vitale che non può essere toccato dal pignoramento.

Quando si può superare la soglia di un quinto

Ci sono casi in cui le regole standard per il pignoramento dello stipendio subiscono delle eccezioni. L’articolo 545 del codice di procedura civile chiarisce infatti che, nel caso in cui una persona accumuli debiti per diverse ragioni – come il mancato pagamento di onorari professionali o di tasse statali – è possibile che la parte di stipendio soggetta a pignoramento superi il limite convenzionale di un quinto, ma sempre con un tetto massimo fissato alla metà del totale dello stipendio.

Questo aspetto della normativa introduce una maggiore elasticità nel recupero crediti, pur salvaguardando una quota dello stipendio del debitore per assicurare la copertura delle sue necessità vitali.

Questo principio, tuttavia, introduce una complessità aggiuntiva quando si considerano le somme già versate sui conti correnti dei lavoratori. La specificità di questa situazione richiede un’analisi dettagliata, per il suo impatto significativo sia sui debitori che sui creditori.

Cosa è cambiato

Nel 2024 sono state dunque imposte modifiche sui pignoramenti. In particolare per i meccanismi di protezione del reddito depositato sui conti correnti dei lavoratori. Durante il 2023, il limite di pignoramento era calcolato partendo da un assegno sociale di 503,27 euro. Questo stabiliva che per somme inferiori a 1.509,81 euro presenti sul conto corrente, il pignoramento non era applicabile.

Assegno sociale

Con l’incremento del 5,4% dell’assegno sociale, ora fissato a 534,41 euro, il limite di sicurezza sotto il quale il saldo del conto corrente non può essere pignorato si è elevato a 1.603,23 euro. Questo aggiustamento cosa comporta? Facciamo un esempio: se un lavoratore dispone di un saldo di 3.000 euro nel suo conto, la cifra pignorabile si riduce, garantendo al lavoratore la disponibilità di almeno 1.396,77 euro, rispetto alla regolamentazione precedente.

Quest’adeguamento risponde a un’esigenza di aggiornamento basato sull’evoluzione del contesto economico e sociale, in particolare in risposta alle variazioni del costo della vita e all’inflazione. Di conseguenza, l’aumento dell’assegno sociale e, di riflesso, del limite per il pignoramento, rappresenta un tentativo di mantenere un equilibrio tra la necessità dei creditori di recuperare i propri crediti e il diritto dei debitori a conservare una porzione di reddito essenziale per le proprie necessità vitali.

Pignoramenti 2024, le novità: limiti e importi
Nell’immagine un lavoratore ha appena subito il pignoramento dello stipendio.

FAQ (domande e risposte)

Quali sono le novità sui pignoramenti 2024?

Nel 2024, si assiste a un aggiornamento significativo dei limiti e degli importi applicabili ai pignoramenti, soprattutto per quanto riguarda i conti correnti su cui vengono accreditati stipendi e pensioni. Queste modifiche influenzano le procedure di pignoramento, estendendo la protezione economica per i lavoratori e i pensionati con debiti verso il fisco o privati.

Come cambiano i limiti di pignoramento degli stipendi nel 2024?

I limiti per il pignoramento degli stipendi nel 2024 vedono un’innovazione nell’approccio alla tutela del reddito del lavoratore. La legge introduce nuove soglie per l’ammontare dello stipendio che può essere sottoposto a pignoramento, sia nel caso in cui lo stipendio non sia ancora stato pagato dal datore di lavoro sia quando è già stato accreditato sul conto corrente del lavoratore.

Qual è il limite di pignoramento dello stipendio nel 2024?

Il limite stabilito per il pignoramento dello stipendio nel 2024 è di un quinto dell’importo netto percepite dal lavoratore. Questo significa che, se lo stipendio netto è di 1.000 euro, solo 200 euro possono essere pignorati, lasciando al lavoratore i restanti 800 euro come minimo vitale non pignorabile.

Quali sono i casi in cui si può superare la soglia di pignoramento di un quinto?

La legge prevede che, in presenza di debiti moltiplici, come il mancato pagamento di onorari professionali o di tributi, la quota pignorabile dello stipendio può eccedere il limite di un quinto, arrivando fino a un massimo della metà dell’importo totale dello stipendio. Questa eccezione mira a consentire un recupero più efficace dei crediti senza superare il limite massimo di metà dello stipendio pignorabile.

Come viene calcolato il pignoramento sul conto corrente nel 2024?

Per lo stipendio già accreditato sul conto corrente, il pignoramento nel 2024 si basa su una regola specifica: solo l’importo che eccede il triplo dell’assegno sociale può essere pignorato. Questo meccanismo di calcolo è pensato per proteggere una quota significativa delle risorse finanziarie del debitore, assicurando la disponibilità di fondi sufficienti per le esigenze primarie.

Quanto aumenta l’assegno sociale nel 2024 per i pignoramenti?

Nel 2024, l’assegno sociale aumenta del 5,4%, passando da 503,27 euro a 534,41 euro. Di conseguenza, il limite oltre il quale è possibile procedere al pignoramento sui conti correnti si alza a 1.603,23 euro. Questo adeguamento dell’assegno sociale riflette l’intento di aggiornare le soglie di protezione in linea con le condizioni economiche e sociali, garantendo ai debitori un livello di vita dignitoso.

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