Pignoramenti bloccati dopo il pagamento di una rata

Pignoramenti bloccati dopo il pagamento di una rata: una soluzione per chi ha subito il pignoramento dello stipendio, della pensione o del conto in banca. La risoluzione è stata votata nella Commissione Finanze e Tesoro e dovrebbe essere inserita nella riforma della riscossione che diventerà legge nei prossimi mesi, forse anche prima.

5' di lettura

Pignoramenti bloccati dopo il pagamento di una rata. In una risoluzione che è stata votata nella Commissione Finanze e Tesoro è stato scelto di adottare una linea più morbida nei confronti dei debitori.

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La strategia è questa: un fisco molto più attento, ma anche meno aggressivo nei confronti dei contribuenti in difficoltà. E quindi se da una parte si restringono le opzioni per gli evasori fiscali, dall’altra c’è una tolleranza maggiore per consentire il rientro dei morosi.

Ma veniamo al dunque, alla vera novità emersa nella ultime ore: i pignoramenti bloccati dopo il pagamento di una rata.

Pignoramenti bloccati dopo il pagamento di una rata: stipendi, pensioni, conti

Cosa significa in concreto?

La questione riguarda in particolare le persone che hanno subito il pignoramento dello stipendio, della pensione o del conto corrente per il mancato pagamento di debiti fiscali.

Avranno la possibilità di eludere la misura esecutiva, basterà chiedere la rateizzazione del debito e pagare la prima rata.

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Pignoramenti bloccati dopo il pagamento di una rata: oggi come funziona

Ora invece come funziona?

Il contribuente con dei debiti poteva sì ottenere la rateizzazione, ma il pignoramento era sempre lì, in atto.

Pignoramenti bloccati dopo il pagamento di una rata: fornitori con debiti

Ma non è tutto. Ci sono buone notizie anche per i fornitori della pubblica amministrazione con debiti superiori a 5.000 euro. Fino a oggi erano costretti a subire la trattenuta degli importi di pagamento per i servizi effettuati.

Se invece la risoluzione approvata in Commissione dovesse entrare a far parte del pacchetto di riforma della riscossione, e nulla lascia immaginare il contrario, la pubblica amministrazione lascerà a disposizione dei fornitori una cifra sufficiente a pagare i dipendenti dell’azienda morosa.

Inutile dire che le due novità, dovessero diventare legge, renderebbero per molti cittadini l’incubo del pignoramento un po’ meno preoccupante. O almeno, più arginabile.

Pignoramenti bloccati dopo il pagamento di una rata: questione recidivi

Ma se da una parte si tende la mano a cittadini in difficoltà, dall’altra la riforma della riscossione mira a rendere il lavoro dell’Agenzia delle Entrate molto più efficace. Anche nei confronti dei cittadini recidivi, quelli che ripetutamente accumulano debiti per tasse, imposte o multe non pagate.

La linea dura nei confronti dei recidivi parte da una constatazione fondata sui numeri: il 90% dei contribuenti che hanno ricevuto una cartella esattoriale l’avevano già ricevuta in passato.

Pignoramenti bloccati dopo il pagamento di una rata: cartelle a scadenza lunga

Ma torniamo alle buone notizie, oltre ai pignoramenti bloccati dopo il pagamento della prima rata, in Commissione è stato approvato anche un altro documento che potrebbe in parte alleggerire la situazione di tanti cittadini che si sono trovati in difficoltà con il fisco.

Una scelta che è stata dettata dalla particolare situazione nella quale si trova il Paese: si sta rivedendo la luce, ma la ripresa è ancora lenta dopo i disastri causati dalla pandemia

Ebbene l’altra buona notizia riguarda la decisione di estendere da 60 a 150 i giorni (dalla notifica) i termini di pagamento di una cartella. Da due mesi a cinque. Non è poco.

Pignoramenti bloccati dopo il pagamento di una rata: arretrati da 1000 miliardi

Chiaro che quando si parla di riforma della riscossione non è possibile ignorare una delle maggiori difficoltà del servizio, che riguarda l’enorme mole di arretrati. Una montagna di cartelle e crediti che non sono stati riscossi.

Volete un numero? A fine 2020 l’ammontare complessivo di questi crediti era di 999 miliardi. Non proprio l’equivalente del debito pubblico nazionale (altro numero assai impegnativo), ma quasi.

Una parte importante di quei crediti non potrà mai essere riscossa. E forse serve a ben poco continuare a calcolarla.

Sta crescendo l’idea di fare pulizia per concentrare gli “ispettori” del Fisco su crediti più recenti e sicuramente recuperabili.

Pignoramenti bloccati dopo il pagamento di una rata: Agenzie integrate

L’integrazione tra Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate e Riscossione sarà sempre più stretta, si arriverà – questo è l’obiettivo dichiarato – a un unico ente che si occuperà sia di imporre le tasse, sia di riscuoterle. Come avviene in buona parte dei Paesi europei. Il servizio in questo modo sarebbe più semplice ed efficiente, senza sdoppiamento di funzioni, e il personale (che verrà anche rinforzato), potrà operare in modo molto più mirato.

Probabilmente a una maggiore efficienza dell’Agenzia delle Entrate e Riscossione i politici hanno ritenuto saggio garantire ai cittadini morosi vie d’uscita meno problematiche. Una considerazione che ha portato al pignoramento morbido e a una scadenza meno stringente per il pagamento delle cartelle esattoriali.

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