Pignoramenti e cartelle esattoriali: facciamo chiarezza

Pignoramenti e cartelle esattoriali, rateizzazioni, sospensioni e rinvii fiscali: una Babele di provvedimenti che rischia di creare confusione. Proviamo a fare chiarezza: quali sono i termini, quali le agevolazioni e le misure previste. Cosa fare in caso di pignoramento e quando salta il piano di rientro. I chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate.

5' di lettura

Pignoramenti e cartelle esattoriali, rateizzazioni e sospensioni: gli interventi del governo, tra blocchi dei pagamenti, proroghe ripetute o parziali e annullamenti, in pratica tutta l’ormai estesa materia dei rinvii fiscali, hanno generato un bel po’ di confusione su cosa si deve pagare e quando. Anche per questo motivo l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una serie di risposte alle domande più frequenti.

Un modo per fare chiarezza, a partire dalla sospensione delle cartelle esattoriali, per continuare con le agevolazioni in scadenza, il saldo e stralcio e le rate che sono scadute nel periodo di “tregua sanitaria”.

Se il calendario dei pagamenti era già complesso, dopo l’ondata di rinvii fiscali, la situazione è diventata difficile, quasi di impossibile soluzione. O meglio: è forse il tempo di resettare tutto e ricominciare da zero.

Pignoramenti e cartelle esattoriali: sospensioni e scadenze

Partiamo dai pagamenti delle cartelle e cerchiamo di capire fino a quando sono sospesi.

Un punto è chiaro: a essere stati sospesi sono stati tutti i versamenti in scadenza dall’8 marzo del 2020. Il termine è stato aggiornato al 31 agosto del 2021. E dovrebbe essere quello definitivo.

Il pagamento delle cartelle già notificate (e quindi scadute dopo l’8 marzo 2020) deve essere effettuato entro il 30 settembre 2021.

L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che queste cartelle possono essere rateizzate, ma la domanda deve essere presentata entro il 30 settembre.

Come saprete è stato invece sospeso il pagamento della cartelle esattoriali che vanno dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre del 2010 e con un importo inferiore a 5.000 euro.

Pignoramenti e cartelle esattoriali: rottamazione, saldo e stralcio

Per quanto invece riguarda la Rottamazione ter e il Saldo e stralcio, che sono scaduti rispettivamente il 28 febbraio e il 31 marzo 2020, il Decreto Sostegni ha fissato due nuovi termini per effettuare il pagamento e beneficiare delle agevolazioni.

Il primo: entro il 31 luglio bisogna pagare le rate in scadenza del 2020 della Rottamazione Ter e del Saldo e stralcio.

La misura riguarda coloro che hanno effettuato i pagamenti di tutte le rate in scadenza nel 2019.

Il secondo: entro il 30 novembre 2021 bisogna pagare tutte le rate in scadenza nel corso dell’anno. La scadenza è riferita a tutti i contribuenti che effettueranno il versamento entro il 31 luglio di tutte le rate in scadenza nel 2020.

E chi non ci riesce? Non è un problema. Si possono comunque utilizzare i bollettini che sono contenuti nella «comunicazione delle somme dovute». Il versamento sarà effettuato in date diverse da quelle originarie.

Chi può chiedere la rateizzazione

Può chiedere la rateizzazione del debito anche chi non ha pagato le rate della Rottamazione Ter o il Saldo e stralcio in scadenza il 31 dicembre 2019. Può farlo pure se ha perso il benefici delle agevolazioni.

E quindi: il pagamento delle rate in scadenza dall’8 marzo 2020 al 31 agosto 2021 è sospeso, mantengono l’originaria data di pagamento tutte le rate con scadenza successiva al 31 agosto 2021.

Con il Decreto Rilancio il numero massimo delle rate “non pagate” è stato esteso da 5 a 10 anche non consecutive. Oltre quel limite c’è la decadenza del piano di rateizzazione in caso di mancato pagamento.

Ma non solo. Il Decreto Ristori ha esteso questa agevolazione a tutti i piani di rateizzazione che verranno concessi fino al 31 dicembre 2021. I contribuenti che hanno interrotto i pagamenti delle rate nel periodo della sospensione, dovranno versare un numero di rate sufficiente a evitare la decadenza della dilazione.

Pignoramento e cartelle esattoriali: procedure sospese se…

Possono invece ottenere delle agevolazioni tutte le richieste di rateizzazione che sono state presentate tra il 30 novembre 2020 e il 31 dicembre 2021. Lo ha disposto il Decreto Ristori. Ma a una condizione: il debito complessivo oggetto della rateizzazione non deve essere superiore a 100.000 euro, in deroga alla soglia di 60.000 euro.

Con il piano di rateizzazione c’è anche la sospensione delle procedure esecutive già avviate, ma solo dopo il pagamento della prima rata e a condizione che non si sia ancora tenuto l’incanto con esito positivo o non sia stata presentata domanda di assegnazione. O ancora che il terzo non abbia reso dichiarazione positiva o non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

Pignoramento e cartelle esattoriali: tregua fino al 31 agosto

Pignoramento e cartelle esattoriali. Fino al 31 luglio l’Agenzia delle Entrate non avvierà procedure cautelari (come fermo amministrativo o ipoteca) o esecutive (pignoramento).

Chi ha invece un fermo amministrativo già iscritto per una vecchia cartella, potrà pagare per intero il debito in questione e ottenere la sua cancellazione. In alternativa è ancora possibile chiedere la rateizzazione e pagando la prima rata ottenere la sospensione del provvedimento.

Fino al 31 agosto sono anche sospesi gli obblighi che derivano dal pignoramento presso terzi, effettuati dall’Agenzia delle Entrate, prima dell’entrata in vigore del decreto, se riguardano somme dovute a titolo di stipendio, salario, pensione o trattamenti assimilati.

Nel periodo di sospensione il datore di lavoro non deve effettuare le relative trattenute. Riprenderanno, se non si è saldato il debito, a partire dal primo settembre 2021.

Pignoramenti e cartelle esattoriali, la mappa delle scadenze è articolata, dunque. Meglio verificare bene la propria posizione per evitare di perdere delle agevolazioni o andare in contro a sgradite sorprese.

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