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Pignoramento bene in comunione legale

È possibile il pignoramento di un bene in comunione legale? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Dicembre 2023

Nell’articolo di oggi vedremo come funziona il pignoramento di un bene in comunione legale (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come funziona il pignoramento di un bene in comunione legale

Il pignoramento di un bene in comunione legale, sia esso un bene mobile o immobile, è una procedura complessa e controversa, che può avere luogo quando un creditore intraprende un’azione esecutiva nei confronti di un coniuge in relazione a un bene comune.

In questo articolo, esamineremo in dettaglio come funziona il pignoramento di un bene in comunione legale, alla luce della recente sentenza della Corte di Cassazione del 7 aprile 2023, n. 9536.

Differenza tra comunione legale e comunione ordinaria

La comunione legale è un regime patrimoniale che si differenzia dalla comunione ordinaria. In questa forma di comunione, i coniugi non detengono quote di proprietà sui beni comuni; piuttosto, ciascun coniuge è considerato titolare di un diritto che riguarda tutti i beni della comunione nella loro totalità.

La comunione legale è finalizzata a proteggere la famiglia, non la proprietà individuale, e non consente la partecipazione di estranei.

Secondo la Corte di Cassazione, il limite della quota del 50% non si applica al pignoramento in una comunione legale. Ciò significa che un bene in comunione legale può essere pignorato e venduto per l’intero valore, anche se il debito è di uno solo dei coniugi. La sentenza chiarisce che “l’espropriazione, per crediti personali di uno solo dei coniugi, di un bene in comunione ha ad oggetto il bene nella sua interezza e non per la metà.”

Prima di avviare l’esecuzione forzata è necessario verificare il regime patrimoniale dei coniugi attraverso l’estratto dell’atto di matrimonio del debitore. L’atto di pignoramento deve essere notificato e trascritto per l’intero valore del bene. Anche al coniuge non debitore deve essere notificata l’azione esecutiva, conformemente all’art. 599 del Codice di procedura civile.

Come avviene la procedura di pignoramento di un bene in comunione legale

La comunione legale è un tipo di condivisione dei beni tra coniugi in cui non ci sono quote di proprietà, ma entrambi hanno diritti su tutti i beni condivisi. Questo significa che, se si vuole pignorare un bene in comunione legale, è necessario farlo per l’intero bene e entrambi i coniugi, sia il debitore che il non debitore, sono coinvolti nell’azione di pignoramento.

Il pignoramento deve essere notificato a entrambi i coniugi e la registrazione nei registri deve coinvolgere anche il coniuge non debitore.

Quando poi il bene viene venduto forzatamente, questo comporta lo scioglimento della comunione legale solo per quel bene specifico e il coniuge non debitore ha il diritto di ricevere la metà dell’importo totale ottenuto dalla vendita o del valore del bene se viene assegnato al creditore.

Il coniuge non debitore non può opporsi alla pignorabilità della metà del bene comune, né può richiedere la vendita di una porzione corrispondente al 50% del valore del bene soggetto a esecuzione. Questo coniuge è considerato un soggetto passivo dell’espropriazione, con gli stessi diritti e doveri dell’esecutato.

In parole povere, alla fine della vendita del bene, il coniuge non debitore ha il diritto di ricevere la metà dell’importo lordo ricavato dalla vendita, anche se non può opporsi al suo pignoramento.

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Quali beni possono essere pignorati in comunione legale?

L’articolo 517 del Codice di procedura civile stabilisce le linee guida per la scelta dei beni da sequestrare durante un processo di esecuzione, valide anche se si tratta di un bene in comunione legale.

Questi criteri danno priorità alla possibilità di sequestrare beni che possono essere facilmente convertiti in denaro, cioè beni che possono essere venduti con relativa facilità, purché il ricavato dalla vendita copra l’ammontare del debito. In particolare, la priorità è data sempre al denaro contante, seguito da beni di valore e, infine, da titoli di credito.

Tuttavia, ci sono dei limiti ai crediti e ai beni mobili e immobili che si possono pignorare, anche nel caso di una comunione legale. Vediamo quali sono!

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In foto, l’articolo 517 del Codice di procedura civile.

I limiti del pignoramento immobiliare

Anche un immobile cointestato può essere pignorato e si applicano le regole descritte fino adesso. Nel caso di comunione legale, il pignoramento coinvolge sempre l’intero immobile, ma con l’obbligo di restituire il 50% del ricavato al coniuge non debitore.

Per quanto riguarda il pignoramento della prima casa, questo è possibile solo nell’ambito di una controversia tra privati. Se invece il creditore è l’Agenzia delle Entrate non ha la facoltà di pignorare la prima casa.

I beni mobili che NON possono essere pignorati

Ci sono limiti specifici che regolano il sequestro di beni mobili, con una distinzione tra beni che non possono essere assolutamente sequestrati e beni che possono essere sequestrati solo in alcune circostanze (beni relativamente sequestrabili).

La lista dei beni mobili assolutamente impignorabili

In modo più specifico, ecco un elenco di beni mobili che sono assolutamente impignorabili. Il che significa che non possono mai essere sequestrati in una procedura di pignoramento mobiliare (con riferimento all’articolo 514 del Codice di Procedura Civile):

La lista dei beni mobili relativamente impignorabili

Qui sotto si riporta invece l’elenco dei beni relativamente impignorabili (art. 515 c.p.c.), cioè delle cose pignorabili entro certi limiti:

Impignorabilità dei beni costituiti nel fondo patrimoniale

La legge non stabilisce un’impignorabilità assoluta dei beni costituiti in un fondo patrimoniale. L’impignorabilità si applica solo se ricorrono determinati presupposti:

Il debitore che desidera sottrarre i beni al pignoramento deve dimostrare che questi presupposti per l’impignorabilità siano soddisfatti.

FAQ: domande frequenti sul pignoramento mobiliare

Come posso oppormi a un pignoramento mobiliare?

Il debitore ha il diritto di opporsi a un pignoramento mobiliare presentando un’istanza al tribunale competente.

Posso cercare assistenza legale durante un pignoramento mobiliare?

Sì, è altamente consigliabile consultare un avvocato esperto in diritto delle esecuzioni per comprendere i tuoi diritti e opzioni durante un pignoramento mobiliare.

Quanto tempo impiega il processo di pignoramento mobiliare?

Il tempo necessario può variare, ma il processo di pignoramento mobiliare può richiedere anche diversi mesi, a seconda della complessità del caso.

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