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Home / Gestione del Debito » Pignoramento » Servizi Finanziari / Pignoramento del conto corrente sugli accrediti successivi

Pignoramento del conto corrente sugli accrediti successivi

Vediamo come funziona il pignoramento del conto corrente sugli accrediti successivi e come avviene l’intero procedimento.

di Alda Moleti

Luglio 2023

Nell’articolo di oggi vedremo se è possibile il pignoramento del conto corrente sugli accrediti successivi (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Che cos’è il pignoramento su conto corrente?

Il pignoramento del conto corrente è una procedura legale con cui un creditore può recuperare i propri crediti attraverso la confisca di somme di denaro presenti sul conto corrente del debitore.

Quando una persona ha un debito non pagato con un creditore e non riesce a regolarizzare la situazione, quest’ultimo può ottenere un decreto di pignoramento dal tribunale e richiedere la confisca delle somme presenti sul conto corrente del debitore.

Il pignoramento avviene tramite la notifica di un atto ufficiale da parte di un ufficiale giudiziario o di un agente autorizzato.

Questo atto notificato al debitore informa che il conto corrente è stato pignorato e che alcune somme presenti sul conto saranno sequestrate per saldare il debito pendente.

Anche eventuali somme versate sul conto corrente dopo la notifica di pignoramento, ma prima che la banca rilasci la dichiarazione del “terzo”, saranno espropriate e assegnate al creditore.

C’è una somma minima che non può essere pignorata?

Ricordiamo, comunque, che per quanto riguarda il pignoramento del conto corrente questo può avvenire entro certi limiti.

Si possono infatti pignorare nel 2023 solo per le somme che eccedono i 1.509,81 euro (ossia tre volte l’assegno sociale).

Esistono dei limiti delle somme pignorabili anche se si tratta del pignoramento della pensione, dello stipendio o di altre indennità come la Naspi.

Come avviene il procedimento di pignoramento del conto corrente?

Il pignoramento del conto corrente è un procedimento che avviene in diversi passaggi, che sono i seguenti:

Che cos’è la “dichiarazione del terzo”?

La dichiarazione della banca, nota anche come “dichiarazione del terzo“, è un documento formale emesso dall’istituto bancario in risposta alla notifica di pignoramento del conto corrente di un cliente. Questa dichiarazione viene richiesta dall’ufficiale giudiziario o dall’agenzia incaricata di eseguire il pignoramento.

Nel pignoramento di un conto corrente, si tiene conto delle somme presenti sul conto nel momento della dichiarazione del terzo e non al momento della notifica. Qualsiasi accredito avvenuto tra la notifica e la dichiarazione del terzo costituisce una somma potenzialmente pignorabile, sempre nei limiti consentiti dalla legge.

La dichiarazione della banca contiene informazioni riguardanti il conto corrente del debitore, come il saldo disponibile e i movimenti degli ultimi giorni. Inoltre, la banca dichiara se detiene altre somme di denaro o crediti in favore del cliente (debitore) che possono essere utilizzati per compensare il debito oggetto del pignoramento.

Questa dichiarazione è fondamentale per il proseguimento della procedura di pignoramento, poiché fornisce al creditore e all’ufficiale giudiziario un’idea chiara delle risorse finanziarie del debitore e dei potenziali crediti vantati da terzi debitori.

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Si può espropriare una somma versata dopo la notifica di pignoramento?

Se il debitore continua a ricevere versamenti sul conto corrente dopo la notifica del pignoramento, queste somme rimangono sempre soggette al sequestro e vengono assegnate al creditore.

Anche se il denaro è stato versato dopo il pignoramento, il creditore ha il diritto di richiederlo per coprire il debito del debitore.

In sintesi, il pignoramento del conto corrente è una procedura giudiziaria che permette ai creditori di recuperare i propri crediti attraverso il sequestro di somme presenti sul conto bancario (o postale) del debitore.

Se il debitore riceve pagamenti sul conto dopo la notifica di pignoramento, queste somme saranno comunque assegnate al creditore per saldare il debito pendente.

Come funziona il pignoramento del conto corrente sugli accrediti successivi

Qualora siano effettuati versamenti sul conto corrente dopo la notifica del pignoramento, prima che sia avvenuta la dichiarazione del terzo (la banca), è importante sottolineare che tali somme rimarranno vincolate e soggette al pignoramento.

Secondo quanto stabilito dalla Cassazione (sent. n. 21081/15 del 19.10.2015), nel caso di espropriazione forzata del conto corrente, la somma soggetta a pignoramento deve essere presente sul conto nel momento in cui il terzo (la banca) rilascia la sua dichiarazione.

È del tutto irrilevante, invece, se la somma non c’era quando è arrivata la notifica e del pignoramento. Di conseguenza il fatto che la somma non fosse presente sul conto al momento della notifica non ferma il pignoramento.

Cosa succede se il terzo pignorato rilascia una dichiarazione negativa?

In breve, le somme che giungono sul conto corrente dopo la notifica del pignoramento, prima della dichiarazione del terzo, continueranno ad essere vincolate e saranno assegnate al creditore durante l’udienza, a cura del giudice dell’esecuzione.

Se poi il terzo pignorato (banca) rilascia una dichiarazione negativa, sostenendo di non possedere somme del debitore, il creditore può avviare un giudizio ordinario per stabilire la veridicità di questa affermazione.

Ovvero, il creditore può dimostrare che il terzo pignorato possiede beni o somme appartenenti al debitore.

In questi casi, le somme che affluiscono sul conto durante il procedimento giudiziario, prima dell’emissione della sentenza, verranno anch’esse soggette a pignoramento (Art. 547 cod. proc. civ).

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In foto, lo screen dell’articolo 547 del Codice di procedura civile.

Esempio pratico di pignoramento del conto corrente sugli accrediti successivi

Esempio pratico di pignoramento dopo la notifica

Supponiamo che una persona abbia ricevuto una notifica di pignoramento del suo conto corrente bancario, a causa di un debito non saldato con un creditore, e che però al momento della notifica il conto sia vuoto.

Successivamente alla notifica del pignoramento, ma prima che il terzo (la banca) rilasci la dichiarazione, il debitore riceve sul conto corrente il versamento di una somma di 2.000 euro.

Secondo quanto stabilito dalla Cassazione, anche se la somma di 2.000 euro è stata versata sul conto del debitore dopo la notifica del pignoramento, prima della dichiarazione da parte della banca, è vincolata e soggetta al pignoramento.

Quindi, durante l’udienza, il giudice dell’esecuzione assegnerà parte di questa somma al creditore per saldare il debito. Poiché 1.509,81 euro è la somma non pignorabile per legge, di questi 2.000 euro, solo 490,19 euro (= 2.000 euro – 1.509,81 euro) andranno al creditore.

Esempio pratico di pignoramento se la dichiarazione del terzo è negativa

Ora, supponiamo che, dopo la notifica del pignoramento, la banca rilasci una dichiarazione negativa, sostenendo di non avere alcun importo del debitore.

In risposta a questa affermazione, il creditore decide di avviare un giudizio ordinario per dimostrare che la banca effettivamente detiene somme appartenenti al debitore.

Durante il procedimento giudiziario, prima dell’emissione della sentenza finale, il debitore riceve un altro pagamento di 3.000 euro sul conto.

In questa situazione, poiché il giudizio ordinario è ancora in corso e la dichiarazione del terzo (la banca) non è ancora avvenuta, anche quest’ulteriore somma di 3.000 euro verrà considerata soggetta a pignoramento.

Quindi, qualora il giudice dell’esecuzione lo ritenga appropriato, anche questi 3.000 euro saranno assegnati al creditore per ridurre ulteriormente il debito.

In sintesi, sia parte della somma di 2.000 euro ricevuta dopo la notifica del pignoramento, ma prima della dichiarazione del terzo, sia i 3.000 euro ricevuti durante il procedimento giudiziario, prima dell’emissione della sentenza, saranno vincolati e soggetti al pignoramento, sempre a favore del creditore al fine di saldare il debito.

FAQ: Domande frequenti sul pignoramento del conto corrente

Posso riattivare il pignoramento del conto corrente se successivamente deposito fondi sul conto?

Se il saldo del conto corrente è vuoto o in negativo, i fondi non vengono bloccati. Tuttavia, eventuali depositi successivi potrebbero essere soggetti a pignoramento, ciò dipende se si è chiuso o meno il procedimento di pignoramento avviato.

Quali sono le alternative al pignoramento del conto corrente vuoto?

Se il conto corrente è vuoto e ci sono in difficoltà finanziarie, è consigliabile cercare assistenza da parte di un consulente finanziario o di un avvocato specializzato in diritto delle esecuzioni. Possono esaminare le opzioni e consigliare sulle alternative al pignoramento, come la negoziazione del debito o l’elaborazione di un piano di rimborso.

Ci sono altre conseguenze se il mio conto corrente è vuoto durante una procedura di pignoramento?

Se il conto corrente è vuoto, non ci saranno conseguenze dirette legate al pignoramento. Tuttavia, è importante affrontare la situazione debitoria e cercare soluzioni per gestire il debito in modo adeguato.

Chi può avviare una procedura di pignoramento del conto corrente?

Un creditore che ha un credito non soddisfatto nei confronti di un debitore può avviare una procedura di pignoramento del conto corrente. Questo avviene generalmente attraverso un’azione legale o tramite un avvocato.

Posso impedire il pignoramento del mio conto corrente?

È possibile evitare il pignoramento del conto corrente attraverso diverse opzioni. Ad esempio, il pagamento del debito in modo tempestivo, la negoziazione con il creditore per un piano di pagamento rateale, la ricerca di assistenza da un consulente finanziario o un avvocato specializzato in diritto delle esecuzioni.

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